
Interpello: effetti ai fini del termine sul rimborso di crediti fiscali – Cassazione sentenza n. 20526 del 21013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20526 pubblicata il 06 settembre 2013 intervenendo in tema di rimborsi fiscali ha statuito che la domanda di restituzione dell’IVA indebita non può essere presentata dopo due anni dal pagamento oppure, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione. Il parere reso dall’Amministrazione Finanziaria, in difformità di altro parere precedente che abbia indotto il contribuente ad assolvere l’IVA non dovuta, non configura un “presupposto per la restituzione”, successivo e autonomo, al mero indebito versamento dell’imposta. La risposta all’interpello da parte dell’Ufficio e l’essersi il contribuente conformato a indicazioni contenute in atti dell’A.F. non valgono a integrare un titolo per la restituzione dell’IVA che già per legge non è dovuta. La vicenda oggetto della controversia esaminata dalla Corte ha riguardato [...]
Accertamento fiscale: inammissibili ricorsi fotocopia – Cassazione ordinanza n. 20346 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con l'ordinanza n. 20346 depositata il 04 settembre 2013 ha statuito che è inammissibile il ricorso tributario “farcito” ossia quello presentato in Cassazione mettendo insieme in successione una serie di atti senza una esposizione sommaria dei fatti di causa che possa rendere agevole la comprensione della questione controversa. A ribadire questo principio è stata la sesta sezione civile della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 20346/13 depositata il 4 settembre scorso e che ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate per violazione del criterio di autosufficienza. Gli Ermellini con l'ordinanza in esame ha ribadito l'orientamento della stessa Corte (anche a Sezioni Unite 19255/2010) aveva sanzionato con l’inammissibilità i “ricorsi farciti”, ossia quelli confezionati in modo tale da riprodurre, con procedimento fotografico o con pedissequa trascrizione (o similare), gli [...]
Atti di pignoramento: Il creditore può intimare più atti con lo stesso titolo esecutivo – Cassazione sentenza n. 19876 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 19876 del 29 agosto 2013 in tema di pignoramenti afferma che il principio di diritto in materia di esecuzione forzata: il creditore esecutato può promuovere sulla base dello stesso titolo esecutivo una pluralità di procedure, notificando più precetti, e tali operazione non può essere esclusa per il solo timore che vi sia una moltiplicazione di pretese creditorie e di spese legali. “Il creditore, infatti, in forza di uno stesso titolo esecutivo, può procedere a più pignoramenti del medesimo bene in tempi successivi, senza dover attendere che il processo di espropriazione aperto dal primo pignoramento si concluda, atteso che il diritto di agire in esecuzione forzata non si esaurisce che con la piena soddisfazione del credito portato dal titolo esecutivo”. Tutt'al più, prosegue la Corte, “alla [...]
Tassato il risarcimento per licenziamento illegittimo – Cassazione sentenza n. 20482 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20482 del 06 settembre 2013 ha confermato l’orientamento giurisprudenziale prevalente affermando che costituisce ius receptum che "tutte le indennità conseguite dal lavoratore a titolo di risarcimento dei danni consistente nella perdita di redditi, ad esclusione dì quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, e quindi, tutte le indennità aventi causa o che traggono origine dal rapporto di lavoro, comprese le indennità per la risoluzione del rapporto per illegittimo comportamento del datore di lavoro costituiscono redditi da lavoro dipendente e come tali sono assoggettati a tassazione separata ed a ritenuta d’acconto". Gli Ermellini nel caso di specie hanno respinto il ricorso di un lavoratore che aveva impugnato il provvedimento di rigetto dell'istanza di rimborso riguardante la trattenuta IRPEF operata dal datore di lavoro sulla somma [...]
Violenza privata costringere con la coercizione fisica far partecipare un dipendente alla riunione – Cassazione sentenza n. 32463 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 32463 del 25 luglio 2013 depositata il 6 settembre 2013 intervenendo in tema di violenza privata ha confermato che "I diritti del datore di lavoro alle prestazioni consistenti in un facere non sono coercibili sotto alcun profilo: né sul piano naturalistico, trattandosi di comportamenti personali volontari, né sul piano del diritto positivo, che prevede l'esecuzione coattiva degli obblighi di fare solo per comportamenti surrogabili, che non discendano da intuitus personae, mentre la tutela verso gli inadempimenti di obblighi incoercibili resta essenzialmente risarcitoria". La vicenda ha visto protagonista il dirigente del Comune che ha imposto all’impiegata di riprendere la riunione interrotta è stato quindi condannato a quattro mesi di reclusione, nonché al risarcimento del danno alla vittima costituitasi parte civile. E ciò, nonostante l’imputato sia stato assolto [...]
Infortunio sul lavoro: responsabilità di verifica dell’idoneità di una attrezzatura di lavoro – Cassazione sentenza n. 11063 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 11063 del 08 marzo 2013 intervenendo in materia degli obblighi di tutela dei luoghi di lavoro ha statuito che attribuire la colpa del lavoratore non aver verificato che lo strumento messogli a disposizione dal datore di lavoro non costituisca fonte di pericolo deve ritenersi assioma destituito di giuridico fondamento. Esattamente al contrario, il lavoratore, il quale, peraltro, è tenuto ad eseguire i compiti che gli vengono ordinati, deve poter fare affidamento sulla circostanza che il datore di lavoro gli abbia messo a disposizione strumenti non costituenti fonte di pericolo. La vicenda ha riguardato un operaio dipendente di una società ha subito un infortunio mortale per essere precipitato, da un'altezza di circa sei metri, mentre in un cantiere posto all'interno di una nave utilizzava una scala precaria per salire su [...]
La firma del mandato congiunto fa sorgere il diritto al compenso – Cassazione sentenza n. 20344 del 2013
La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 20344 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema di diritto al compenso ha statuito che in caso di mandato congiunto in mancanza di prova su chi abbia svolto le diverse attività difensive “la sottoscrizione dell’atto, secondo i principi generali, deve ritenersi, in via presuntiva, idonea a far ritenere che alla sua stesura abbiano contribuito coloro che lo hanno sottoscritto”, con la corresponsione del relativo compenso ai legali sottoscrittori. La vicenda ha avuto origine dalla richiesta di liquidazione degli onorari e spese per l'attività professionale svolta in favore della società in liquidazione da un professionista. Il Tribunale adito "riconoscendo il diritto al compenso solo relativamente ad una parte delle attività. In particolare, le escludeva per l’atto di precetto, risultando il professionista solo domiciliatario, mentre le riconosceva per [...]
Infortunio sul lavoro: responsabilità del committente privato – Cassazione sentenza n. 36398 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 36398 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro ha statuito che il committente, proprietario dell'appartamento, che sottoscrive un contratto di appalto con una impresa per la ristrutturazione dell'immobile non è corresponsabile per la morte dell'operaio, se non ha interferito nella direzione dei lavori, limitando l'autonomia della società edile. Gli Ermellini con la sentenza in esame chiariscono e precisano che le responsabilità che il Dlgs 494/1996 addossa al committente. Nel caso di specie la Corte Suprema accoglie le motivazioni dei ricorrenti, condannati per omicidio colposo nei primi due gradi di giudizio. I giudici di merito avevano ritenuto i committenti rei delle violazioni delle norme anti infortunistiche condannandoli per omicidio colposo. La vicenda è scaturita dalla morte di un operaio dopo [...]