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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo ed sternalizzazione dei servizi – Cassazione sentenza n. 20601 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20601 del 09 settembre 2013 intervenendo in tema di risoluzione del rapporto di lavoro ha affermato che è legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo se il datore di lavoro decide di esternalizzare funzioni aziendali. Configurabile il giustificato motivo oggettivo se l’affidamento a terzi precede il recesso: irrilevante l’attività svolta dal lavoratore nella fase di start-up del cessionario. La vicenda ha visto protagonista un lavoratore che era stato assunto come segretario amministrativo da una squadra di calcio di serie A e che da questa veniva licenziata per giustificato motivo oggettivo. Il lavoratore impugnava il provvedimenti di licenziamento inanzi al Tribunale, in veste di giudice di lavoro, che dichiarava illegittimo il recesso in quanto non provato il dedotto giustificato motivo oggettivo. La società datrice di lavoro proponeva ricorso, avverso la decisione [...]

Dichiarazione fraudolenta: mediante artifici contabili l’imprenditore che ‘gonfia’ gli stipendi – Cassazione sentenza n. 36900 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 36900 del 9 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali statuendo che indicare nella dichiarazione IVA elementi passivi costituiti da costi per prestazioni di lavoro realmente effettuato, di entità superiore a quella realmente corrisposta al lavoratore, non integra il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Gli Ermellini hanno annullato, con rinvio alla Corte di Appello, la condanna per dichiarazione fraudolenta mediante fatture a carico di un imprenditore, reo di aver gonfiato il costo degli stipendi dei dipendenti. I giudici di legittimità non hanno ritenuto corretta la ricostruzione dei giudici di merito. Infatti i giudici della Corte Territoriale hanno evidenziato che la differenza tra l’importo indicato in busta paga e quello inferiore effettivamente corrisposto determinasse una fittizia [...]

Costituzione di srl: esclusi gli assegni bancari

Con le semplificazioni normativa intervenute in tema di costituzione delle società a responsabilità limitata si è creata una problematica legata al versamento da dei decimi. Infatti ricordiamo che la nuova versione del norme che regolano la costituzione delle srl ed srls non prevedono più il versameto dei decimi di capitale sociale in un apposito conto presso Banche, ma il versamento dei capitale sociale va eseguito nelle mani degli amministratori. Il consiglio nazionale del notariato ha diramato un nota con alcune indicazioni operative. Le soluzioni proposte sono le seguenti: a) non si può usare l'assegno bancario («non darebbe certezza della copertura delle somme dovute e, pertanto, non sarebbe idoneo a garantire l'effettività dei conferimenti»); b) si può usare il denaro contante, ma solo per importi inferiori a mille euro; c) si può usare il bonifico bancario [...]

Qualifica di dirigente: non è sufficiente coordinare un gruppo – Cassazione sentenza n. 20600 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20600 del 09 settembre 2013 intervenendo in tema di qualifica professionale ha affermato che non basta coordinare un gruppo di lavoro per assumere la qualifica di dirigente. La Corte nelle motivazioni della sentenza in commento evidenzia che  “la qualifica di dirigente spetta al prestatore di lavoro che, come alter ego dell’imprenditore, sia preposto alla direzione dell’intera organizzazione aziendale, o di una branca o settore autonomo di essa, e sia in concreto investito di attribuzioni che, per la loro ampiezza e per i poteri di iniziativa e di discrezionalità che comportano, gli consentano, sia pure nell’osservanza delle direttive programmatiche del datore di lavoro, di imprimere un indirizzo e un orientamento, con le corrispondenti responsabilità ad elevato livello, al governo complessivo dell’azienda”, così differenziandosi dall’impiegato con funzioni [...]

Scatta il tempo indeterminato se la mole di lavoro è invariata – Cassazione sentenza n. 20598 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20598 del 09 settembre 2013 intervenendo in tema di contratti a termine ha statuito che il lavoro interinale diventa a tempo indeterminato se il fabbisogno lavorativo all’interno dell’azienda non muta. La vicenda ha visto protagonista le Poste che aveva stipulato un contratto di fornitura di lavoro temporaneo. In base a tale contratto l'agenzia interinale invio un lavoratore, il quale convenne in giudizio Poste italiane spa chiedendo che venisse dichiarata la nullità della clausola di apposizione del termine al contratto di lavoro temporaneo con conseguente conversione del rapporto a tempo indeterminato, riammissione in servizio alle dipendenze di Poste italiane spa e pagamento delle retribuzioni a decorrere dalla data di messa in mora. Il Tribunale adito rigetto il ricorso del lavoratore. La parte soccombente propose ricorso alla Corte [...]

Elusione fiscale: dichiarazione infedele ed indebito risparmio d’imposta – Cassazione sentenza n. 36894 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale cin la sentenza n. 36894 depositata il 09 settembre 2013 intervenendo in tema di elusione fiscale ha statuito che si applica il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, sui beni del contribuente che ha eluso il fisco ponendo in essere atti di per sé leciti, ma finalizzati all’evasione d’imposta.  Gli Ermellini hanno confermato la perseguibilità penale del contribuente nei casi di elusione fiscale, purché risulti violata una fattispecie codificata. Infatti “non qualunque condotta elusiva ai fini fiscali può assumere rilevanza penale, ma solo quella che corrisponde a una specifica ipotesi di elusione espressamente prevista dalla legge”.  Con termini più chiari , “nel campo penale non può affermarsi – si legge in sentenza – l’esistenza di una regola generale antielusiva, che prescinda da specifiche norme, così come, invece, ritenuto [...]

Studi di settore e/o parametri : inapplicabilità ai periodi inferiori ai 365 giorni – Cassazione sentenza n. 20500 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20500 del 06 settembre 2013 intervenendo in tema di accertamenti standardizzati ha statuito che il recente inizio dell’attività dell’azienda e la brevità della sua durata sono non consentono di applicare i dati prodotti dagli studi di settore nei confronti della stessa. parametri sono inapplicabili all’impresa che chiude i battenti poco tempo dopo avere iniziato l’attività confermando che le attività di impresa cessate nel corso dell’anno cui l’accertamento si riferisce..  La vicenda ha visto protagonista un'impresa che aveva aperto l'attività a febbraio 1995 e aveva chiuso l'attività definitivamente a settembre 1996. Al contribuente successivamente veniva notificato un avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione Finanziaria. Il contribuente proponeva ricorso inanzi alla Commissione Tributaria che in entrambi i gradi accoglieva le doglianze del ricorrente. In particolare i giudici della Commissione [...]

Reverse change: auto fatturazione omessa e detrazione Iva – Cassazione sentenza n. 20486 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20486 pubblicata il 6 settembre 2013 intervenendo in tema  Reverse change ha dichiarato illegittimo l’avviso di accertamento notificato ad una società immobiliare italiana che non aveva emesso un’autofattura per la consulenza fornita da una società spagnola. Nella fattispecie, la società immobiliare non aveva compiutamente adempiuto alle necessarie formalità previste dalla normativa nazionale sul reverse charge che, in questi casi, dispongono l’obbligo di autofattura. Tuttavia, in applicazione del generale principio di neutralità fiscale, la Corte di Cassazione ha chiarito che il contribuente non può essere privato del diritto alla detrazione dell’IVA. Secondo tale principio, infatti, la detrazione dell’IVA a monte deve essere accordata se gli obblighi sostanziali sono stati soddisfatti, anche se il soggetto passivo non ha adempiuto ai dovuti obblighi formali. La vicenda ha avuto origine con la notifica  dell'avviso di accertamento alla società, che prontamente proponeva ricorso inanzi alla [...]

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