
Trasferimento di un ramo di azienda non autosufficiente: effetti sui rapporti di lavoro – Cassazione sentenza n. 20728 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20728 del 10 settembre 2013 intervenendo in tema di cessione d'azienda ha affermato che non c’è trasferimento di ramo d’azienda senza prova che tutte le professionalità sono legate alla funzione da svolgere. Il rapporto prosegue con il cedente se la struttura conferita al cessionario non è autonoma, ma risulta creata gradualmente ad hoc in vista della dismissione. Per gli Ermellini si è trattato di un’ipotesi di trasferimento d' azienda disconosciuto dalla Cassazione , secondo cui non è riconducibile alla nozione di cessione d’azienda il contratto con il quale viene realizzata la cd. esternalizzazione dei servizi, ove questi non integrino un ramo o parte di azienda nei sensi suindicati. Per queste ragioni, correttamente è stata esclusa la sussistenza dei requisiti per configurare la cessione di ramo [...]
Responsabilità dell’amministratore della società ed azione di regresso dell’INAIL – Cassazione sentenza n. 20724 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20724 del 10 settembre 2013 intervenendo in tema di azione di regresso ha affermato che l’Inail può agire direttamente con azione di regresso verso la società se il legale rappresentante dell’azienda è stato condannato in sede penale per l’infortunio del lavoratore, anche se la società non ha partecipato al relativo giudizio. “Questione diversa - prosegue la sentenza - è quella dell’opponibilità alla società ricorrente del giudicato penale formatosi nei confronti del legale rappresentante della società, opponibilità che deve escludersi considerata la mancata partecipazione a detto giudizio della società, non intervenuta nel giudizio penale quale responsabile civile”. La speciale azione di regresso spettante all’Inail ai sensi degli artt. 10 e 11 dpr n. 1124/1967, esperibile non solo nei confronti del datore di lavoro ma anche verso i soggetti [...]
Dichiarazione fraudolente e deducibilità dei costi in nero – Cassazione sentenza n. 37131 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 37131 del 10 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che i costi sostenuti dall’imprenditore accusato di evasione fiscale, anche quando non sono imputati al conto economico, sono ammessi in deduzione nella misura in cui risultano da elementi “certi e precisi”. Al fine di valutare il superamento delle soglie di punibilità fissate dalla legge, il giudice penale ha l’onere di procedere a una disamina analitica dei documenti dai quali i costi sono fatti derivare, “non potendosi far coincidere la mancanza di elementi certi e precisi relativi a detti costi con l’irregolarità, anche macroscopica, della tenuta della contabilità”. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso proposto nell’interesse di un imprenditore condannato con sentenza del Tribunale e poi confermata dalla Corte d’appello per i reati [...]
Fatture soggettivamente false: elementi qualificanti – Cassazione sentenza n. 36906 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 36906 del 09 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che il reato di emissione di fatture od altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8, D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74) è configurabile anche in caso di fatturazione solo soggettivamente, falsa, sia per l'ampiezza della norma che si riferisce genericamente ad "operazioni inesistenti", sia perché anche in tal caso è possibile conseguire il fine illecito indicato dalla norma in esame, ovvero consentire a terzi l'evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto. (Fattispecie nella quale la falsità riguardava la sola indicazione in fattura di altro soggetto qualificato come acquirente: cfr, Sez. 3, n.14707 del 14/11/2007, Rv. 239658). La vicenda ha riguardato una società accusata di aver utilizzato fatture che secondo gli accertatori [...]
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo ed sternalizzazione dei servizi – Cassazione sentenza n. 20601 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20601 del 09 settembre 2013 intervenendo in tema di risoluzione del rapporto di lavoro ha affermato che è legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo se il datore di lavoro decide di esternalizzare funzioni aziendali. Configurabile il giustificato motivo oggettivo se l’affidamento a terzi precede il recesso: irrilevante l’attività svolta dal lavoratore nella fase di start-up del cessionario. La vicenda ha visto protagonista un lavoratore che era stato assunto come segretario amministrativo da una squadra di calcio di serie A e che da questa veniva licenziata per giustificato motivo oggettivo. Il lavoratore impugnava il provvedimenti di licenziamento inanzi al Tribunale, in veste di giudice di lavoro, che dichiarava illegittimo il recesso in quanto non provato il dedotto giustificato motivo oggettivo. La società datrice di lavoro proponeva ricorso, avverso la decisione [...]
Dichiarazione fraudolenta: mediante artifici contabili l’imprenditore che ‘gonfia’ gli stipendi – Cassazione sentenza n. 36900 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 36900 del 9 settembre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali statuendo che indicare nella dichiarazione IVA elementi passivi costituiti da costi per prestazioni di lavoro realmente effettuato, di entità superiore a quella realmente corrisposta al lavoratore, non integra il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Gli Ermellini hanno annullato, con rinvio alla Corte di Appello, la condanna per dichiarazione fraudolenta mediante fatture a carico di un imprenditore, reo di aver gonfiato il costo degli stipendi dei dipendenti. I giudici di legittimità non hanno ritenuto corretta la ricostruzione dei giudici di merito. Infatti i giudici della Corte Territoriale hanno evidenziato che la differenza tra l’importo indicato in busta paga e quello inferiore effettivamente corrisposto determinasse una fittizia [...]
Costituzione di srl: esclusi gli assegni bancari
Con le semplificazioni normativa intervenute in tema di costituzione delle società a responsabilità limitata si è creata una problematica legata al versamento da dei decimi. Infatti ricordiamo che la nuova versione del norme che regolano la costituzione delle srl ed srls non prevedono più il versameto dei decimi di capitale sociale in un apposito conto presso Banche, ma il versamento dei capitale sociale va eseguito nelle mani degli amministratori. Il consiglio nazionale del notariato ha diramato un nota con alcune indicazioni operative. Le soluzioni proposte sono le seguenti: a) non si può usare l'assegno bancario («non darebbe certezza della copertura delle somme dovute e, pertanto, non sarebbe idoneo a garantire l'effettività dei conferimenti»); b) si può usare il denaro contante, ma solo per importi inferiori a mille euro; c) si può usare il bonifico bancario [...]
Qualifica di dirigente: non è sufficiente coordinare un gruppo – Cassazione sentenza n. 20600 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20600 del 09 settembre 2013 intervenendo in tema di qualifica professionale ha affermato che non basta coordinare un gruppo di lavoro per assumere la qualifica di dirigente. La Corte nelle motivazioni della sentenza in commento evidenzia che “la qualifica di dirigente spetta al prestatore di lavoro che, come alter ego dell’imprenditore, sia preposto alla direzione dell’intera organizzazione aziendale, o di una branca o settore autonomo di essa, e sia in concreto investito di attribuzioni che, per la loro ampiezza e per i poteri di iniziativa e di discrezionalità che comportano, gli consentano, sia pure nell’osservanza delle direttive programmatiche del datore di lavoro, di imprimere un indirizzo e un orientamento, con le corrispondenti responsabilità ad elevato livello, al governo complessivo dell’azienda”, così differenziandosi dall’impiegato con funzioni [...]