
Scatta il tempo indeterminato se la mole di lavoro è invariata – Cassazione sentenza n. 20598 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20598 del 09 settembre 2013 intervenendo in tema di contratti a termine ha statuito che il lavoro interinale diventa a tempo indeterminato se il fabbisogno lavorativo all’interno dell’azienda non muta. La vicenda ha visto protagonista le Poste che aveva stipulato un contratto di fornitura di lavoro temporaneo. In base a tale contratto l'agenzia interinale invio un lavoratore, il quale convenne in giudizio Poste italiane spa chiedendo che venisse dichiarata la nullità della clausola di apposizione del termine al contratto di lavoro temporaneo con conseguente conversione del rapporto a tempo indeterminato, riammissione in servizio alle dipendenze di Poste italiane spa e pagamento delle retribuzioni a decorrere dalla data di messa in mora. Il Tribunale adito rigetto il ricorso del lavoratore. La parte soccombente propose ricorso alla Corte [...]
Elusione fiscale: dichiarazione infedele ed indebito risparmio d’imposta – Cassazione sentenza n. 36894 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale cin la sentenza n. 36894 depositata il 09 settembre 2013 intervenendo in tema di elusione fiscale ha statuito che si applica il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, sui beni del contribuente che ha eluso il fisco ponendo in essere atti di per sé leciti, ma finalizzati all’evasione d’imposta. Gli Ermellini hanno confermato la perseguibilità penale del contribuente nei casi di elusione fiscale, purché risulti violata una fattispecie codificata. Infatti “non qualunque condotta elusiva ai fini fiscali può assumere rilevanza penale, ma solo quella che corrisponde a una specifica ipotesi di elusione espressamente prevista dalla legge”. Con termini più chiari , “nel campo penale non può affermarsi – si legge in sentenza – l’esistenza di una regola generale antielusiva, che prescinda da specifiche norme, così come, invece, ritenuto [...]
Studi di settore e/o parametri : inapplicabilità ai periodi inferiori ai 365 giorni – Cassazione sentenza n. 20500 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20500 del 06 settembre 2013 intervenendo in tema di accertamenti standardizzati ha statuito che il recente inizio dell’attività dell’azienda e la brevità della sua durata sono non consentono di applicare i dati prodotti dagli studi di settore nei confronti della stessa. parametri sono inapplicabili all’impresa che chiude i battenti poco tempo dopo avere iniziato l’attività confermando che le attività di impresa cessate nel corso dell’anno cui l’accertamento si riferisce.. La vicenda ha visto protagonista un'impresa che aveva aperto l'attività a febbraio 1995 e aveva chiuso l'attività definitivamente a settembre 1996. Al contribuente successivamente veniva notificato un avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione Finanziaria. Il contribuente proponeva ricorso inanzi alla Commissione Tributaria che in entrambi i gradi accoglieva le doglianze del ricorrente. In particolare i giudici della Commissione [...]
Reverse change: auto fatturazione omessa e detrazione Iva – Cassazione sentenza n. 20486 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20486 pubblicata il 6 settembre 2013 intervenendo in tema Reverse change ha dichiarato illegittimo l’avviso di accertamento notificato ad una società immobiliare italiana che non aveva emesso un’autofattura per la consulenza fornita da una società spagnola. Nella fattispecie, la società immobiliare non aveva compiutamente adempiuto alle necessarie formalità previste dalla normativa nazionale sul reverse charge che, in questi casi, dispongono l’obbligo di autofattura. Tuttavia, in applicazione del generale principio di neutralità fiscale, la Corte di Cassazione ha chiarito che il contribuente non può essere privato del diritto alla detrazione dell’IVA. Secondo tale principio, infatti, la detrazione dell’IVA a monte deve essere accordata se gli obblighi sostanziali sono stati soddisfatti, anche se il soggetto passivo non ha adempiuto ai dovuti obblighi formali. La vicenda ha avuto origine con la notifica dell'avviso di accertamento alla società, che prontamente proponeva ricorso inanzi alla [...]
Interpello: effetti ai fini del termine sul rimborso di crediti fiscali – Cassazione sentenza n. 20526 del 21013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20526 pubblicata il 06 settembre 2013 intervenendo in tema di rimborsi fiscali ha statuito che la domanda di restituzione dell’IVA indebita non può essere presentata dopo due anni dal pagamento oppure, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione. Il parere reso dall’Amministrazione Finanziaria, in difformità di altro parere precedente che abbia indotto il contribuente ad assolvere l’IVA non dovuta, non configura un “presupposto per la restituzione”, successivo e autonomo, al mero indebito versamento dell’imposta. La risposta all’interpello da parte dell’Ufficio e l’essersi il contribuente conformato a indicazioni contenute in atti dell’A.F. non valgono a integrare un titolo per la restituzione dell’IVA che già per legge non è dovuta. La vicenda oggetto della controversia esaminata dalla Corte ha riguardato [...]
Accertamento fiscale: inammissibili ricorsi fotocopia – Cassazione ordinanza n. 20346 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con l'ordinanza n. 20346 depositata il 04 settembre 2013 ha statuito che è inammissibile il ricorso tributario “farcito” ossia quello presentato in Cassazione mettendo insieme in successione una serie di atti senza una esposizione sommaria dei fatti di causa che possa rendere agevole la comprensione della questione controversa. A ribadire questo principio è stata la sesta sezione civile della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 20346/13 depositata il 4 settembre scorso e che ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate per violazione del criterio di autosufficienza. Gli Ermellini con l'ordinanza in esame ha ribadito l'orientamento della stessa Corte (anche a Sezioni Unite 19255/2010) aveva sanzionato con l’inammissibilità i “ricorsi farciti”, ossia quelli confezionati in modo tale da riprodurre, con procedimento fotografico o con pedissequa trascrizione (o similare), gli [...]
Atti di pignoramento: Il creditore può intimare più atti con lo stesso titolo esecutivo – Cassazione sentenza n. 19876 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 19876 del 29 agosto 2013 in tema di pignoramenti afferma che il principio di diritto in materia di esecuzione forzata: il creditore esecutato può promuovere sulla base dello stesso titolo esecutivo una pluralità di procedure, notificando più precetti, e tali operazione non può essere esclusa per il solo timore che vi sia una moltiplicazione di pretese creditorie e di spese legali. “Il creditore, infatti, in forza di uno stesso titolo esecutivo, può procedere a più pignoramenti del medesimo bene in tempi successivi, senza dover attendere che il processo di espropriazione aperto dal primo pignoramento si concluda, atteso che il diritto di agire in esecuzione forzata non si esaurisce che con la piena soddisfazione del credito portato dal titolo esecutivo”. Tutt'al più, prosegue la Corte, “alla [...]
Tassato il risarcimento per licenziamento illegittimo – Cassazione sentenza n. 20482 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20482 del 06 settembre 2013 ha confermato l’orientamento giurisprudenziale prevalente affermando che costituisce ius receptum che "tutte le indennità conseguite dal lavoratore a titolo di risarcimento dei danni consistente nella perdita di redditi, ad esclusione dì quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, e quindi, tutte le indennità aventi causa o che traggono origine dal rapporto di lavoro, comprese le indennità per la risoluzione del rapporto per illegittimo comportamento del datore di lavoro costituiscono redditi da lavoro dipendente e come tali sono assoggettati a tassazione separata ed a ritenuta d’acconto". Gli Ermellini nel caso di specie hanno respinto il ricorso di un lavoratore che aveva impugnato il provvedimento di rigetto dell'istanza di rimborso riguardante la trattenuta IRPEF operata dal datore di lavoro sulla somma [...]