
Violenza privata costringere con la coercizione fisica far partecipare un dipendente alla riunione – Cassazione sentenza n. 32463 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 32463 del 25 luglio 2013 depositata il 6 settembre 2013 intervenendo in tema di violenza privata ha confermato che "I diritti del datore di lavoro alle prestazioni consistenti in un facere non sono coercibili sotto alcun profilo: né sul piano naturalistico, trattandosi di comportamenti personali volontari, né sul piano del diritto positivo, che prevede l'esecuzione coattiva degli obblighi di fare solo per comportamenti surrogabili, che non discendano da intuitus personae, mentre la tutela verso gli inadempimenti di obblighi incoercibili resta essenzialmente risarcitoria". La vicenda ha visto protagonista il dirigente del Comune che ha imposto all’impiegata di riprendere la riunione interrotta è stato quindi condannato a quattro mesi di reclusione, nonché al risarcimento del danno alla vittima costituitasi parte civile. E ciò, nonostante l’imputato sia stato assolto [...]
Infortunio sul lavoro: responsabilità di verifica dell’idoneità di una attrezzatura di lavoro – Cassazione sentenza n. 11063 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 11063 del 08 marzo 2013 intervenendo in materia degli obblighi di tutela dei luoghi di lavoro ha statuito che attribuire la colpa del lavoratore non aver verificato che lo strumento messogli a disposizione dal datore di lavoro non costituisca fonte di pericolo deve ritenersi assioma destituito di giuridico fondamento. Esattamente al contrario, il lavoratore, il quale, peraltro, è tenuto ad eseguire i compiti che gli vengono ordinati, deve poter fare affidamento sulla circostanza che il datore di lavoro gli abbia messo a disposizione strumenti non costituenti fonte di pericolo. La vicenda ha riguardato un operaio dipendente di una società ha subito un infortunio mortale per essere precipitato, da un'altezza di circa sei metri, mentre in un cantiere posto all'interno di una nave utilizzava una scala precaria per salire su [...]
La firma del mandato congiunto fa sorgere il diritto al compenso – Cassazione sentenza n. 20344 del 2013
La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 20344 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema di diritto al compenso ha statuito che in caso di mandato congiunto in mancanza di prova su chi abbia svolto le diverse attività difensive “la sottoscrizione dell’atto, secondo i principi generali, deve ritenersi, in via presuntiva, idonea a far ritenere che alla sua stesura abbiano contribuito coloro che lo hanno sottoscritto”, con la corresponsione del relativo compenso ai legali sottoscrittori. La vicenda ha avuto origine dalla richiesta di liquidazione degli onorari e spese per l'attività professionale svolta in favore della società in liquidazione da un professionista. Il Tribunale adito "riconoscendo il diritto al compenso solo relativamente ad una parte delle attività. In particolare, le escludeva per l’atto di precetto, risultando il professionista solo domiciliatario, mentre le riconosceva per [...]
Infortunio sul lavoro: responsabilità del committente privato – Cassazione sentenza n. 36398 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 36398 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro ha statuito che il committente, proprietario dell'appartamento, che sottoscrive un contratto di appalto con una impresa per la ristrutturazione dell'immobile non è corresponsabile per la morte dell'operaio, se non ha interferito nella direzione dei lavori, limitando l'autonomia della società edile. Gli Ermellini con la sentenza in esame chiariscono e precisano che le responsabilità che il Dlgs 494/1996 addossa al committente. Nel caso di specie la Corte Suprema accoglie le motivazioni dei ricorrenti, condannati per omicidio colposo nei primi due gradi di giudizio. I giudici di merito avevano ritenuto i committenti rei delle violazioni delle norme anti infortunistiche condannandoli per omicidio colposo. La vicenda è scaturita dalla morte di un operaio dopo [...]
Crediti fiscale e termine di prescrizioni – Cassazione sentenza n. 17903 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con l'ordinanza n. 17903 del 23 luglio 2013 intervenendo in tema di crediti fiscali ha chiarito che, in presenza di credito d’imposta legittimo, il contribuente deve fare grande attenzione a non dimenticarsene, in quanto il diritto al rimborso è sottoposto all’ordinario termine di prescrizione decennale (articolo 2946 codice civile) partendo dalla “data di presentazione della dichiarazione”. La vicenda ha avuto inizio con l'istanza di rimborso ILOR per l'anno d'imposta del 1991 presentata dalla società in liquidazione all'Amministrazione finanziaria, la quale rigettava l'istanza per decorrenza del termine di prescrizione decennale. La società impugnava il diniego inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze del contribuente. L'Amministrazione finanziaria ricorreva, avverso la decisione di primo grado, alla Commissione Tributaria Regionale che riformava la sentenza impugnata poichè per i [...]
Notifiche: esecuzione in ritardo e risarcimento del danno – Cassazione sentenza n. 20365 del 2013
La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 20365 del 05 settembre 2013 intervenendo in tema di accertamento fiscale ha statuito che se il Comune ritarda a notificare un atto di accertamento, l’Amministrazione Finanziaria può rivolgersi al giudice ordinario per ottenere il risarcimento dei danni. La vicenda ha riguardato il ritardo con cui un messo notificatore aveva cagionato un danno per effetto della tardiva esecuzione della notifica a due contribuenti di un avviso di accertamento INVIM, tempestivamente richiesta al convenuto dall'Ufficio del Registro di Bergamo. Il Tribunale adito dichiarò estinto il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse ad agire da parte del Ministero in conseguenza della condanna del messo notificatore, nel frattempo intervenuta da parte della Corte dei Conti. Il Ministero delle Finanze avverso la decisione di primo grado adì alla Corte d'Appello che accolse il [...]
Infortunio sul lavoro: responsabile il datore di lavoro a causa di prassi aziendale scorretta – Cassazione sentenza n. 36394 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 36394 del 05 settembre 2013 intervenendo in tema di infortunio sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito la responsabilità del datore di lavoro per l’incidente occorso al lavoratore per avuto una condotto omissiva delle dovute misure di protezione, nel caso in cui il macchinario funzioni secondo una prassi aziendale scorretta, dal momento che lo stesso risulta sfornito di idonee protezioni. Per cui colpevole per la violazione delle disposizioni antinfortunistiche che hanno cagionato le gravi lesioni al lavoratore. Al riguardo, si legge in sentenza che «la violazione della specifica regola cautelare dettata dall'art. 68 d.P.R. 547/55 che impone, di segregare, di proteggere o comunque di dotare di dispositivi di sicurezza i macchinari i cui "organi lavoratori " possano costituire pericolo per l'incolumità degli addetti». Nel caso di specie la [...]
Notificazione a mezzo posta ed errore sulle generalità – Cassazione sentenza n. 18427 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 18427 del 01 agosto 2013 intervenendo in tema di notifiche ha statuito che l'errore sulle generalità del convenuto o dell'appellato, contenuto nella citazione del giudizio di primo o secondo grado e nelle rispettive relate di notificazione della medesima, non comporta la nullità di nessuno dei due atti, qualora sia possibile identificare con certezza il reale destinatario sulla scorta degli elementi contenuti nella citazione o nella relata; in particolare, quando, risultando dal contesto dell'atto che la notificazione è avvenuta appunto all'effettivo destinatario, può escludersi l'esistenza di un'incertezza assoluta in ordine ad un elemento essenziale della notificazione, essendo riservato il relativo accertamento all'apprezzamento di fatto del giudice del merito, incensurabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici. La vicenda ha avuto origine [...]