
Accertamento basato su parametri o studi di settore: criteri – Cassazione sentenza n. 19731 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 19731 del 28 agosto 2013 intervenendo in tema di accertamenti tributari standardizzati ha riconfermato il suo orientamento. Per cui l'accertamento basato su parametri o studi di settore costituisce, come affermato da questa Corte, "un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente. In tale sede, quest'ultimo ha l'onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che ne giustificano l'esclusione dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli standards o la specifica realtà [...]
Maggior compenso dovuto quando erogato con continuità dall’azienda – Cassazione sentenza n. 20085 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20085 del 02 settembre 2013 interviene in tema di elementi retributivi affermando che il trattamento più favorevole verso i dipendenti che abbia il carattere della stabilità e continuità diventa uso aziendale e non può essere più negato. Con il principio di cui sopra stabilito dalla Corte Suprema con la sentenza in esame rigettando il ricorso di una società e dichiarando illegittimo il tentativo di recupero della differenza delle somme erogate a titolo di scatti di anzianità da parte della stessa. Gli Ermellini, richiamando un proprio precedente (sentenza n. 8342/2010) ricordano che “la reiterazione costante e generalizzata di un comportamento favorevole del datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti che si traduca in trattamento economico o normativo di maggior favore rispetto a quello previsto dai contratti (individuali [...]
Fallimento di società cancellata dal registro delle imprese – Cassazione sentenza n. 17208 del 2013
La Corte di Cassazione - Sezione I civile - con la sentenza n. 17208 del 11 luglio 2013 intervenendo in tema di procedimento per la dichiarazione di fallimento di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese, afferma che il principio che la legittimazione al contraddittorio spetta al liquidatore sociale, poiché, pur implicando detta cancellazione l’estinzione della società, ai sensi dell’art. 2495 cod. civ. (novellato dal d.lgs. n. 6 del 2003), nondimeno entro il termine di un anno da tale evento è ancora possibile, ai sensi dell’art. 10 legge fall., che la società sia dichiarata fallita se l’insolvenza si è manifestata anteriormente alla cancellazione o nell’anno successivo, con procedimento che deve svolgersi in contraddittorio con il liquidatore, il quale, anche dopo la cancellazione è altresì legittimato a proporre reclamo avverso la sentenza di fallimento, [...]
Reati tributari e doppio binario tra giudizio penale ed amministrativo – Cassazione sentenza n. 35846 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale feriale con la sentenza n. 35846 del 02 settembre 2013 intervenendo in tema di reati tributari ha statuito che il contribuente può rispondere del reato di omessa dichiarazione anche quando la Commissione tributaria ha annullato l’accertamento e le sanzioni. La vicenda ha riguardato un piccolo imprenditore accusato, in qualità di agente di rappresentanza di un consorzio agrario, di aver determinato una deficienza di 26.467 kg di gasolio denaturato agricolo e di 227 kg sulla benzina, pertanto in misura superiore del 10% il calo consentito. L'Amministrazione Finanziaria provvedeva al recupero a tassazione le maggiori imposte, emettendo anche una sanzione salata a carico del contribuente. Avverso l'atto impositivo l'imprenditore provvedeva a depositare il ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. Nel contempo la Procura della Repubblica ha avviato un'inchiesta penale a suo carico per violazione dell'art. [...]
Registro dei Revisori legali è online
Il primo passo è quello di accedere all'area riservata. Per far ciò è innanzitutto necessario verificare l'iscrizione al Registro revisori legali all'indirizzo: www.revisionelegale.mef.gov.it/opencms/opencms/Revisione-legale/ricercaRevisori . Dopo aver verificato la correttezza del codice fiscale del revisore o della partita Iva della società di revisione in caso di anomalia dei dati occorrerà inviare una segnalazione all'indirizzo di posta elettronica certificata (Pec): registro.revisionelegale@pec.mef.gov.it con oggetto «Anomalia codice fiscale o partita Iva», occorrerà allegare la copia di un valido documento di riconoscimento e del codice fiscale o del certificato di attribuzione della partita Iva, in caso di società di revisione. Dopo aver controllato ed eventualmente richiesto ed ottenuto la correzione dei dati, per poter accedere alla propria «Area riservata», tutti gli iscritti al Registro dei revisori legali devono accreditarsi. Coloro che hanno comunicato in precedenza il proprio indirizzo di posta elettronica [...]
Compenso professionale non compete se vi è esercizio abusivo della professione – Cassazione sentenza n. 19989 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 19989 del 30 agosto 2013 intervenendo in tema di compensi professionali ha affermato che ai tecnici solo diplomati, quali geometri e periti in edilizia, è consentita soltanto la progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione in ogni caso di opere che prevedano l'impiego di strutture in cemento armato, a meno che non si tratti di piccoli manufatti accessori. Niente diritto al compenso prima della riforma anche se il professionista è stato assolto in sede penale dall’accusa di esercizio abusivo. Nuove norme ininfluenti sulle cause già pendenti La Corte Suprema nella sentenza in esame precisa che i geometri possono progettare modeste costruzioni civili in cemento armato solo dopo l'abrogazione del R.D. n. 2229/1939 ad opera del decreto legislativo n. 212/2010. Nel caso di specie la normativa [...]
Principio di affidamento: violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro – Cassazione sentenza n. 35827 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 35827 del 30 agosto 2013 intervenendo in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ha affermato che “Il principio di affidamento non è invocabile sempre e comunque, dovendo contemperarsi con il concorrente principio della salvaguardia degli interessi del soggetto nei cui confronti opera la posizione di garanzia”. La vicenda ha avuto inizio con l'infortunio mortale occorso ad un operaio impiegato in un cantiere aperto senza rispettare la distanza minima di sicurezza dai cavi elettrici. Per gli Ermellini, con orientamento costante (v. da ultimo, Sez. IV, 24 gennaio 2012, n. 14413, Cova ed altri, rv. 253300), l’affidamento “non è invocabile allorché l’altrui condotta imprudente, ossia il non rispetto da parte di altri delle regole precauzionali imposte, si innesti sull’inosservanza di una regola precauzionale proprio da parte di [...]
Interessi ultralegali: obbligo di produrre gli estratti – Cassazione sentenza n. 18541 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 18541 del 02 agosto 2013 intervenendo in tema di interessi ultralegali ha affermato il principio secondo cui, una volta che sia stata contestata, per mancanza dei requisiti di legge, la pattuizione degli interessi ultralegali, la banca è tenuta a produrre gli estratti conto a partire dall’apertura del conto, anche oltre il decennio, non potendosi confondere l’onere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del proprio credito. Gli Ermellini, nella sentenza in esame, hanno richiamato l’orientamento fatto proprio dalle stesse Sezioni Unite (sentenza n. 21095 del 2004), i giudici ricordano come la contestazione relativa all’illegittima capitalizzazione degli interessi determini la necessità di verificare fin dall’inizio del rapporto, e nei limiti dell’applicabilità della prescrizione, ove eccepita, l’esistenza e l’applicazione della previsione negoziale invalida. Infatti per i giudici di [...]