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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Accertamento con studi di settore e/o parametri: obbligatorio di motivare – Cassazione sentenza n. 20278 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20278 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema accertamenti standard ha statuito che il contribuente ha l'onere dì provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l'esclusione dell'impresa dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli "standards" o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo dì tempo in esame, mentre la motivazione dell'atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell'applicabilità in concreto dello "standard" prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente. La vicenda ha avuto inizio con l'emissione e la relativa notifica dell'avviso di accertamento, in applicazione dei parametri previsti dal D.P.C.M. 29/01/1996, come modificato dal D.P.C.M. 27/03/1997, con cui era [...]

Concorrenza sleale: assunzione di impresa concorrente – Cassazione sentenza n. 20228 del 2013

La Corte di Cassazione sez. civile con sentenza n. 20228 del 4 settembre 2013 intervenendo in tema di concorrenza  ha affermato che "la concorrenza illecita per mancanza di conformità ai principi della correttezza non può mai derivare dalla mera constatazione di un passaggio di collaboratori (cosiddetto storno di dipendenti) da un'impresa ad un'altra concorrente, ne' dalla contrattazione che un imprenditore intrattenga con il collaboratore del concorrente, attività in quanto tali legittime essendo espressione dei principi della libera circolazione del lavoro e della libertà di iniziativa economica". La vicenda ha riguardato l’impresa condannata al risarcimento del danno che, in prossimità della chiusura del contratto con il proprio distributore, aveva assunto i venditori più bravi ed esperti per operare direttamente sul mercato commercializzando i propri prodotti senza intermediari. Pertanto i giudici di legittimità hanno ritenuto che l'imprenditore [...]

Accertamento e dichiarazione dei dipendenti per buste gonfiate – Cassazione sentenza n. 20284 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20284 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema di accertamento fiscale ha riconfermato il principio di diritto che in tema di contenzioso tributario, le dichiarazioni di terzi raccolte dai verificatori ed inserite nel processo verbale di constatazione non hanno natura di prova testimoniale, bensì di mere informazioni acquisite nell'ambito di indagini amministrative, che possono essere utilizzate quando abbiano trovato ulteriore riscontro nelle risultanze dell'accesso diretto dei verbalizzanti e non siano specificamente smentite dalla controparte. La vicenda ha avuto origine in seguito ad un controllo fiscale effettuato dalla Guardia di Finanza presso una società. In tale circostanza la Gdf raccoglieva dichiarazioni dei dipendenti che ammettevano che le buste paga erano gonfiate rilevando in tal modo una serie di costi fittizi. Irrilevante il conflitto sindacale in corso nell’azienda ai [...]

Responsabilità del datore di lavoro: mancanza di misure cautelari idonee – Cassazione sentenza n. 20318

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20318 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema di responsabilità per gli infortuni ha statuito che vanno risarciti gli eredi dell’operaio morto per l’amianto anche se all’epoca non esistevano misure di prevenzione. Non si può escludere il ristoro quando si può ipotizzare la sussistenza di un nesso causale tra le condizioni di lavoro e la malattia riportata dal de cuius. La vicenda ha riguardato la richiesta degli eredi di un operaio morto per mesotelioma, che tale malattia fosse dipesa dall'inalazione di amianto sul luogo di lavoro. Il Tribunale nella veste di giudice del lavoro  aveva respinto la loro domanda diretta alla condanna della società Ansaldo Energia s.p.a. al risarcimento del danno biologico e morale per la morte del loro dante causa conseguita alla malattia professionale per mesotelioma pleurico per [...]

IVA: commercio di auto usate ed applicazione del regime del margine – Frode fiscale – Cassazione sentenza n. 20302 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20302 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema di detrazione IVA ha statuito che non è possibile recuperare l’IVA su operazioni di acquisto e rivendita di autovetture, qualora siano state indebitamente assoggettate al regime speciale del “margine di utile”, qualora le parti coinvolte non soddisfino i requisiti soggettivi previsti dal DL 41/1995. Gli Ermellini con la sentenza in esame hanno ribadendo che la corretta applicazione di tale disciplina presuppone la sussistenza di specifiche condizioni contenute nell’art. 36 del predetto Decreto. Le predette condizioni sono individuate dal presupposto oggettivo e soggettivo: oggettive quelle che attengono alla natura del bene compravenduto;  soggettive sono quelle riguardanti l’originario cedente, ed in particolare la circostanza che costui non abbia potuto esercitare, nel proprio Stato, alcuna rivalsa per l’IVA versata quando acquistò il bene [...]

Conferimento immobili dei soci assoggettamento imposta proporzionale unica – Cassazione sentenza n. 20308 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza  n. 20308 del 4 settembre 2013 intervenendo in materia di imposta proporzionale di registro ha stabilito che è applicabile l'imposta di registro con aliquota dell'1% quando i soci di una S.r.l. decidono di conferire nella società un'immobile di loro proprietà. Non è possibile prevedere per queste operazioni un'aliquota più bassa, poiché la riduzione allo 0,50% risulta prevista in sede europea soltanto per il conferimento di interi patrimoni o rami aziendali. Infatti, la riduzione allo 0,50% dell'aliquota sui conferimenti è stata prevista dall'articolo 7, modificata poi dalla Direttiva CEE 73/80, soltanto in relazione al conferimento di interi patrimoni o rami aziendali, operazioni successivamente esentate totalmente in forza della Direttiva CEE 30/85. Operazioni diverse da quelle di conferimento integrale di patrimonio o di ramo aziendale sono, invece, rimaste soggette ad [...]

Demansionamento e mobbing: documentazione probatoria – Cassazione sentenza n. 19810 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 19810 del 28 agosto 2013 intervenendo in tema di mobbing e demansionamento ha riconfermato il principio secondo cui la decadenza del diritto alla produzione dei documenti non opera quando la produzione sia giustificata dal tempo della loro formazione o dall'evolversi della vicenda processuale successivamente al ricorso ed alla memoria di costituzione. Per gli Ermellini, infatti, "come affermato da questa Corte nella sentenza 13 luglio 2009 n. 16337 (conf. Cass. n. 16781 del 29 luglio 2011), nel rito del lavoro, l'omessa indicazione dei documenti probatori nell'atto di costituzione in giudizio, imposta dall'art. 416, terzo comma cod. proc. civ., e l'omesso deposito degli stessi contestualmente a tale atto, determinano la decadenza dal diritto di produrli, salvo che ì documenti si siano formati successivamente ovvero la loro produzione sia [...]

Accertamento e residenza in paesi a fiscalità privilegiata – Cassazione sentenza n. 20285 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20285 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema di residenza fiscale e relativi obblighi ha statuito che non è imponibile in Italia il reddito di uno sportivo professionista italiano che svolge l’attività a livello internazionale e che risiede con la moglie nel Principato di Monaco, pagando regolarmente l’affitto e le bollette. Il luogo della “residenza normale” di una persona fisica che abbia legami personali e professionali in più Stati dell’Unione va determinato operando una valutazione globale degli elementi di fatto. Poco significativi, se isolatamente considerati, i continui viaggi aerei verso l’Italia, in quanto spiegabili con il genere di attività in concreto svolta. La vicenda ha avuto inizio con l'assunto da parte dell'Amministrazione Finanziaria del presupposto, per il contribuente, della residenza fiscale in Italia posto alla [...]

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