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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Accertamento e limiti all’imputabilità del reddito per le società che svolgono attività in violazione di leggi – Cassazione sentenza n. 20262 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20262 del 04 settembre 2013 intervenendo in materia di accertamento fiscale ha affermato che il reddito di una società che svolge un’attività in violazione della legge non è imputabile in parti uguali ai singoli professionisti che lavorano in una sua struttura. Gli Ermellini hanno annullato l'avviso di accertamento impugnato dal contribuente  decidendo la causa nel merito. L'atto impositivo era stato emesso dall’Ufficio finanziario, sul presupposto che il contribuente aveva effettuato alcune prestazioni regolarmente fatturate per conto di una società in accomandata semplice, che svolgeva attività odontoiatrica nonostante il divieto imposto dalla legge (L. n. 1815 del 1993), imputava il reddito percepito dall’ente a tutti i sanitari operanti nella struttura, ritenendo che le prestazioni ai pazienti andassero ricondotte ai singoli professionisti che le avevano fatturate. Per [...]

Notifica avviso di accertamento con consegna al portiere dello stabile – Cassazione sentenza n. 19771 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 19771 del 28 agosto 2013 intervenendo in tema di validità di notifica ha statuito che è valido l’accertamento fiscale anche se a firmare la raccomandata è il portiere. Irrilevante il vuoto normativo e la mancanza di rapporto fra custode e contribuente destinatario dell’atto impositivo.  Gli Ermellini con la sentenza in esame hanno avuto modo di chiarire e precisare in tema di notificazione degli atti processuali a mezzo del servizio postale che se è pur vero che la notificazione è nulla in caso di consegna dell’atto amministrativo al portiere dello stabile senza che l’agente postale  ne dia notizia al destinatario mediante lettera raccomandata, deve tuttavia considerarsi però che l’adempimento costituito dall’invio della raccomandata di avviso previsto dal sesto comma dell’art. 7 della legge 20 novembre 1982, n. 890 è imposto solo [...]

Nessuna preclusione documentale nel processo tributario – Cassazione ordinanza n. 17008 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Tributaria con l'ordinanza n. 17008 depositata il 09 luglio 2013 interviene in tema processuale stabilendo che la cancellazione della società dal registro delle imprese, a partire dal momento in cui si verifica l'estinzione della società cancellata, come pure la chiusura del fallimento, priva la società stessa o il curatore della capacità di stare in giudizio (con la sola eccezione della "fictio iuris" contemplata dall'art. 10 legge fall.); pertanto, qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. cod. proc. civ., con eventuale prosecuzione o riassunzione da parte o nei confronti dei soci, successori della società, ai sensi dell'art. 110 cod. proc. civ. (V. pure Cass. Sez. U, Sentenza n. 6070 del 12/03/2013). Gli Ermellini, inoltre, [...]

Accertamento induttivo: questionario facoltativo – Cassazione sentenza n. 20256 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20256 del 04 settembre 2013 intervenendo in tema di accertamenti standardizzati ha statuito che è valido l'accertamento induttivo del reddito anche se il fisco non ha mai inviato il questionario. La vicenda ha riguardato una società a cui l'Amministrazione Finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento per maggiori imposte IRPEG ed ILOR. Avverso l'atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici ritenendo non fondate le motivazioni del ricorrente respingeva il ricorso. Il contribuente contro la decisione dei giudici di prime cure presentava ricorso alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di appello confermavano la sentenza di primo grado. Gli ermellini hanno respinto il ricorso di una società che aveva impugnato l'accertamento induttivo lamentando il mancato invio del questionario. I giudici di legittimità hanno evidenziato [...]

Datori di lavoro pubblici: invio telematico delle denunce di infortunio e malattie professionali

L’INAIL, comunica che  comunica che sono attivi i servizi per l’invio telematico delle denunce di infortunio e di malattia professionali e di asbestosi/silicosi per i datori di lavoro delle Amministrazioni statali in gestione per conto dello Stato. Infatti a partire dal 3 settembre 2013 dal portale dell'Istituto è possibile l’invio telematico delle Denunce/Comunicazioni di infortunio e delle Denunce di malattia professionale e silicosi/asbestosi, per i datori di lavoro delle Amministrazioni statali in gestione per conto dello Stato. Poiché le Amministrazioni statali stanno ancora procedendo a richiedere le credenziali di accesso (utenza di amministratore centrale) necessarie per la profilazione dei datori di lavoro e per la comunicazione dell’articolazione delle strutture dell’amministrazione stessa (conferite al momento a più della metà delle amministrazioni interessate), l’INAIL ribadisce che le eventuali richieste di profilazione avanzate direttamente alle Sedi da parte di tali datori di lavoro non [...]

Licenziamento per giusta causa: spaccio di sostanze stupefacenti – Cassazione sentenza n. 20158 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 20158 del 03 settembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che è legittimo il licenziamento del dipendente di una casa di cura per anziani condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, seppure al di fuori della struttura, per la rottura del vincolo di fiducia da parte del datore. Il lavoratore ricevuta la lettera di licenziamento impugnava la stessa inanzi al Tribunale in qualità di giudice del lavoro che rigettava la domanda del ricorrente. Il lavoratore licenziato proponeva ricorso alla Corte di Appello. La Corte territoriale, rigettando il ricorso presentato,  "osservava che il contratto collettivo (che prevedeva il licenziamento per giusta causa per detenzione per uso o spaccio di sostanza stupefacenti all'interno della struttura) offriva solo un elenco di condotte sanzionabili con il recesso per giusta [...]

Nullità della Cartella di pagamento se manca una motivazione adeguata – Cassazione sentenza n. 20211 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 20211 del 03 settembre 2013 intervenendo in tema di nullità e motivazione degli atti tributari ha statuito che la cartella esattoriale e nulla quando non rechi una motivazione adeguata, cioè idonea a rendere edotto il contribuente delle ragioni della pretesa del Fisco. Lo conferma ancora una volta la giurisprudenza di legittimità.  Gli  Ermellini con la sentenza in esame ha sostenuto che l’indicazione di un “omesso o carente versamento”non costituisce adeguata motivazione di una pretesa fiscale.  Il Collegio ha condiviso il parere del relatore, il quale ha concluso per il rigetto del ricorso dell’Agenzia delle Entrate, “in quanto la sentenza di merito contiene l’accertamento di fatto relativo alla carenza di qualunque motivazione o spiegazione della cartella esattoriale, accertamento che doveva semmai essere contestato con il mezzo revocatorio”. Altra [...]

Diritto al compenso e prova dell’accordo con il cliente – Cassazione sentenza n. 20146 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20146 del 03 settembre 2013 intervenendo in tema di compenso ai professionisti statuisce che il giudice è tenuto prima a verificare l’effettivo ricevimento dell’incarico dal cliente e poi l'attività effettivamente svolta L'accordo sul compenso del professionista può essere provato anche con una fattura prima emessa e poi stornata. Di più: il giudice, in questi casi, è tenuto a verificare il patto con il cliente e poi l'attività effettivamente svolta. La vicenda trae origine dal controversia insorta tra un ingegnere e due proprietari, che avevano commissionato delle modifiche sostanziali sulla casa, avevano prodotto in giudizio una fattura emessa dal professionista e poi stornata. Il professionista ottiene il decreto ingiuntivo a cui si oppongono i due proprietari inanzi al Tribunale che revocava il decreto ingiuntivo e condannava gli attori al pagamento [...]

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