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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Abuso del diritto e necessità della contestazione della norma violata – Cassazione sentenza n. 33187 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 33187 del 31 luglio 2013 chiamata ad intervenire in tema di elusione fiscale ha affermato che i comportamenti elusivi possono avere rilevanza penale solo quando viene determinano la violazione di norme antielusive specifiche e codificate dalla legge. La vicenda ha avuto origine da un controllo fiscale operata dalla Guardia di finanza, a carico di una società, venivano riscontrate alcune irregolarità che portavano alla contestazione di reati di omessa dichiarazione (art. 5, D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74), di omesso versamento di ritenute certificate (art. 10 bis, D.Lgs. n. 74/2000) e di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art. 11, D.Lgs. n. 74/2000). L'orientamento della giurisprudenza di legittimità prevede che i reati tributari di dichiarazione infedele o di omessa dichiarazione possono essere integrati anche da comportamenti elusivi posti in essere [...]

Sentenza Mediaset depositate le motivazioni – Cassazione sentenza n. 35729 del 2013

La Corte di Cassazione - Sezione feriale penale - con la sentenza n. 35729 del 20 agosto 2013 (meglio conosciuta come sentenza Mediaset o diritti TV) interviene in tema di frode fiscale affermando che  ''Il criterio dell'individuazione del destinatario principale dei benefici derivanti dall'illecito fornisce un risultato convergente con quello che si e' visto essere l'esito dell'apprezzamento delle prove compiuto dai due gradi di merito: esso indica, cioe', nell'imputato l'ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo - il soggetto che in ultima analisi, anche dopo l'assunzione della veste di azionista di maggioranza, continuava a godere della ricaduta economica del sistema praticato''. Gli Ermellini hanno confermato nelle motivazioni della sentenza  la condanna a 4 anni [...]

Licenziamento e clausola di dequalificazione – Cassazione sentenza n. 18535 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 18535 del 02 agosto 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che nel caso di sopravvenuta infermità alle mansioni lavorative permanente del dipendente, non si realizza un'impossibilità della prestazione lavorativa quale giustificato motivo oggettivo di recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro subordinato (artt. 1 e 3 della L. 604/1966 e artt. 1463 e 1464 c.c.) qualora il lavoratore possa essere adibito a mansioni equivalenti o, se impossibile, anche a mansioni inferiori, purché da un lato tale diversa attività sia utilizzabile nell'impresa, secondo l'assetto organizzativo insindacabilmente stabilito dall'imprenditore, e dall'altro, l'adeguamento sia sorretto dal consenso, nonché dall'interesse dello stesso lavoratore. Ne consegue che, nel caso in cui il lavoratore abbia manifestato, sia pur senza forme rituali, il suo consenso a svolgere mansioni inferiori, il datore di lavoro è tenuto a giustificare [...]

Assunzioni : disoccupati in mobilità contratto sempre acausali

Con l'approvazione del decreto lavoro (Dl 76/2013) convertito nella legge 99/2013 sono stati introdotte importanti modifiche relativamente alle ipotesi di acausalità dei contratti a termine già presenti nell'ordinamento. Il decreto chiarisce definitivamente, ponendo fine alle oscillazioni giurisprudenziali sul punto, che i contratti a termine instaurati con i lavoratori in mobilità sono esclusi dal campo di applicazione del Dlgs 368/01 (e quindi non richiedono l'indicazione di una causale), fermi restando unicamente il principio di non discriminazione e il computo nell'organico ai fini dei diritti sindacali (precisazione aggiunta in sede di conversione). Il decreto legge 76/2013 convertito dalla legge n. 99/2013 ha provveduto ad eliminare alcune criticità relative al primo contratto a termine acausale introdotto dalla riforma Fornero (legge 92/2012). Inanzitutto viene eliminato il divieto di proroga, pur con la precisazione (intervenuta in sede di conversione) che [...]

Apprendistato e lavoratori in mobilità: messaggio INPS n. 11761 del 22 luglio 2013

L'INPS con il proprio messaggio n. 11.761 del 22 luglio 2013 ha chiarito sia la misura della contribuzione complessiva dovuta sia le forme assicurative previste dalla contribuzione applicabile al termine del periodo agevolato di 18 mesi previsto dalla legge 223/1991. Per i lavoratori in mobilità è una possibilità prevista dal Testo Unico dell’apprendistato di assumere con contratto di apprendistato la predetta categoria di lavoratori, al fine di provvedere alla loro qualificazione o riqualificazione professionale, derogando sia ai limiti anagrafici previsti dalle leggi sul licenziamento. La prima è pari a 15,84 per cento (10 per cento + 5,84 per cento a carico dipendente) per la durata di 18 mesi dalla data di assunzione. Al termine del periodo agevolato a carico del lavoratore rimarrà il 5,84 per cento mentre la contribuzione datoriale dovrà essere versata in misura piena. Le [...]

DURC: semplificazioni ed innovazione dopo l’approvazione del dl n. 69/2013

La semplificazione amministrativa voluta dal legislatore con la conversione del Dl 69/2013 (convertito nella legge 98/2013) investe anche il Durc negli appalti pubblici. Infatti l'articolo 31 del D.L. 69/2013 sposta a carico delle stazioni appaltanti, comprese quelle diverse dalle pubbliche amministrazioni, l'obbligo di provvedere d'ufficio all'acquisizione del documento unico di regolarità contributiva, esonerando le imprese dal presentare il certificato per accertare quanto autodichiarato in fase di ammissione alla gara e per consentire i pagamenti agli appaltatori ed ai subappaltatori. Pertanto il decreto del fare va  ancora una volta modificato il quadro normativo che disciplina il rilascio, l'esercizio e la validità del Durc, istituito originariamente, in materia di appalti, dall'articolo 86, comma 10 del Dlgs 276/03. La semplificazione per le imprese relativa all'onere dell'acquisizione d'ufficio del certificato viene esteso a tutte le stazioni appaltanti, anche diverse [...]

Frodi carosello: beneficiari sempre consapevole – Cassazione sentenza n. 19746 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 19746 del 06 maggio 2013 depositata il 26 agosto 2013 intervenendo in tema di detraibilità IVA ha affermato che nelle frodi "carosello", fondate sul mancato versamento dell'imposta incassata da società cartiere negli acquisti intracomunitari e la successiva rivendita attraverso società filtro (butTers), deve sempre presumersi la piena conoscenza della frode e la consapevole partecipazione al sodalizio da parte dell'impresa terza beneficiaria finale. Gli Ermellini con la sentenza in esame hanno confermato l'orientamento già statuito con la sentenza n. 867 del 2010, secondo cui, nelle frodi carosello che sono fondate sul mancato versamento dell'imposta incassata da società cartiere a seguito di acquisti intracomunitari, o altrimenti esenti, e successive rivendite anche attraverso l'interposizione di una o più società filtro, il beneficiario finale ha piena conoscenza della frode. [...]

Bilanci d’esercizio viola i principi di chiarezza e precisione: via all’accertamento fiscale

La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n. 19697 depositata il 28 agosto 2013 interviene in tema di accertamento fiscale affermando che un bilancio poco chiaro e l’inattendibile complessiva delle scritture consentono all’Agenzia delle Entrate di accertare induttivamente il reddito d’impresa.  La vicenda ha visto protagonista una società a cui era stato notificato un avviso di accertamento con cui l’Ufficio Finanziario aveva rettificato ai fini dell’IRPEG  il reddito dichiarato per 1998  e la relativa dichiarazione IVA per il medesimo anno. L’Ufficio aveva proceduto alla rettifica dei valori indicati nelle dichiarazione dei redditi ed IVA con metodo induttivo basando la sua applicazione sull’inattendibilità delle scritture esaminate e delle inesattezze riscontrate nella dichiarazione. La società provvedeva alla presentazione del ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale avverso l'atto impositivo. I giudici di primo grado accogliendo le doglianze del [...]

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