
Trasferimento d’azienda e responsabilità in solido – Cassazione sentenza n. 14169 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 14169 del 05 giugno 2013 intervenendo in tema di cessione di azienda ha affermato che l’equiparazione del trasferimento di ramo d’azienda o del conferimento di ramo d’azienda alla cessione d’azienda individua la responsabilità del cessionario per il pagamento dei debiti preesistenti alla cessione, a nulla rilevando l’accertamento giudiziale del soggetto passivo d’imposta. Nei trasferimenti di aziende e rami di azienda particolare attenzione va posta alla situazione tributaria del cedente per la responsabilità tributaria contemplata e regolata dall’articolo 14 del D.lgs. 472/1997 (decreto legislativo emanato per attuare la delega sulle sanzioni amministrative tributarie non penali), il cui primo comma dispone che il cessionario è responsabile in solido ( salvo il beneficio della preventiva escussione del cedente ed entro i limiti del valore dell'azienda o del ramo [...]
Ricorso al giudice del lavoro: il termine decorre dal silenzio rifiuto – Corte Costituzionale sentenza n. 119/2013
La sentenza della Corte Costituzionale n. 119 del 05 giugno 2013 ha dichiarato l'illegittimità parziale dell'articolo 17, comma 3 del Dlgs 124/2004, nel testo in vigore prima del D.lgs. n. 150/2011. Pertanto per effetto della stessa si hanno tempi più ampi per far valere di fronte al giudice le proprie ragioni dopo le contestazioni degli ispettori sui rapporti di lavoro. È l'effetto dell'intervento della Corte costituzionale che, con la sentenza 119/2013, ha adeguato il calcolo dei termini per proporre ricorso al giudice, nei casi in cui il datore abbia già provato invano a proporre un'istanza al Comitato regionale per i rapporti di lavoro. Per cui successivamente all'intervento della Consulta il rigetto espresso, o il cosiddetto silenzio-rigetto (quando l'amministrazione non risponde), non erode più i 30 giorni entro cui depositare in cancelleria il ricorso in opposizione all'ordinanza-ingiunzione [...]
Infortunio, responsabilità e delega di funzione – Cassazione sentenza n. 28808 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 28808 del 05 luglio 2013 intervenendo in tema di responsabilità per infortuni afferma che al fine di ritenere compiuto il richiamato trasferimento della posizione di garanzia del datore di lavoro, è necessario che al direttore di cantiere (così come a ogni altro preposto a tal fine) sia assicurata la disponibilità di tutti gli strumenti di autonomia operativa, gestionale e finanziaria indispensabili al fine di garantire l'adozione di tutte le misure precauzionali funzionali alla tutela piena e integrale della vita e dell'incolumità dei lavoratori occupati nell'azienda, e che il trasferimento attuato mediante la delega valga a individuare in modo preciso e determinato gli specifici poteri attribuiti al delegato, a sua volta da individuare, soggettivamente, in persone dotate della necessaria competenza a darvi attuazione. I giudici di legittimità, [...]
Procedure concorsuale e privilegio delle somme dello studio associato – Cassazione sentenza n. 17207 del 2013
La Corte di Cassazione sez. fallimentare con al sentenza n. 17207 del 11 luglio 2013 intervenendo in materia di crediti privilegiato ha statuito che la presunzione di esclusione del credito associato può essere vinta allegando agli atti del curatore adeguata documentazione. Per cui il privilegio generale sui beni mobili del debitore, riconosciuto dall'art. 2751-bis c.c. per le retribuzioni dei prestatori d'opera intellettuale, trova applicazione anche con riferimento alle prestazioni professionali direttamente espletate dal singolo professionista, essendo irrilevante il fatto che la richiesta provenga dallo studio legale associato di cui fa parte. Pertanto alla luce del principio stabilito dalla Corte Suprema anche il credito dell'associazione professionale può, con alcuni limiti, essere ammesso allo stato passivo del fallimento con il riconoscimento del privilegio generale sui mobili. La vicenda ha visto protagonista uno studio associato ammesso allo stato passivo [...]
IVA: nessuna rivalsa se manca l’emissione della fattura – Cassazione sentenza n. 17876 del 2013
La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 17876 del 23 luglio 2013 interviene in materia di IVA affermando che l’appaltatore non può rivalersi nei confronti del committente per il credito IVA fino a quando non emette la fattura perché il diritto di rivalsa non nasce per il solo fatto di aver eseguito la prestazione. È questa la conclusione alla quale sono giunti i giudici di legittimità, respingendo il ricorso proposto da una società appaltatrice contro alla decisione della Corte d’Appello, secondo la quale i pagamenti effettuati senza il riscontro di documenti fiscali emessi dalla stessa non potevano essere imputati a titolo di IVA, ma andavano posti integralmente a detrazione del complessivo credito vantato nei confronti della società committente. Gli Ermellini evidenziano che il diritto di rivalsa in base alla normativa dell’imposta sul valore [...]
Dichiarazione dei redditi ed agevolazione per gli autotrasportatori
Per gli autotrasportatori anche per il periodo di imposta 2012 sono state previste varie agevolazioni fiscali in Unico 2013 che richiedono la compilazione di diversi quadri della dichiarazione dei redditi. La normativa consente di effettuare delle deduzioni forfettarie alle imprese con regolare autorizzate all'esercizio dell'autotrasporto di merci possono dedurre, in alternativa alla deduzione analitica delle spese sostenute durante la trasferta del dipendente, l'importo forfetario di Euro 59,65 al giorno per le trasferte in Italia, elevato a Euro 95,80 per le trasferte all'estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto. La deduzione va indicata nel Quadro RF, tra le variazioni in diminuzione diverse da quelle di cui ai righi precedenti, con codice "3". Per quanto riguarda invece le imprese in contabilità semplificata, la stessa deduzione è accolta nel rigo RG14 del Mod. Unico 2013 PF, [...]
Licenziamento per giusta causa e valutazione della proporzionalità – Cassazione sentenza n. 17367 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 17367 del 16 luglio 2013 intervenendo in tema di licenziamento afferma che in caso di licenziamento per giusta causa, al fine di valutare la corretta proporzionalità fra il fatto addebitato ed il recesso, viene in considerazione - come nel caso di specie del contabile che manipola i conti - non già l'assenza o la speciale tenuità del danno patrimoniale, ma la ripercussione sul rapporto di lavoro di una condotta suscettibile di porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento da parte del lavoratore, in quanto sintomatica di un certo atteggiarsi del dipendente rispetto agli obblighi assunti verso il proprio datore di lavoro. La vicenda ha riguardato un dipendente con qualifica di quadro che aveva commesso delle irregolarità contabili consistenti, in particolare, in doppie o anticipate fatturazioni e la [...]
Dpi: il rifiuto ad indossarli comporta il licenziamento – Cassazione sentenza n.18615 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 18615 del 05 agosto 2013 interviene in materia di sicurezza sul lavoro e licenziamento ha affermato che il lavoratore, dipendente di una società che esegue la manutenzione di una raffineria, che si rifiuta, in più riprese, di ritirare i dispositivi di protezione individuali (Dpi), può essere legittimamente licenziato. Gli Ermellini nell'esaminare il ricorso proposta dal dipendente, avverso la decisione della Corte Territoriale, lo ha ritenuto infondato e pertanto respinto. Infatti per la corte d’appello secondo la quale il lavoratore aveva il dovere di rendere la prestazione lavorativa con le modalità e nel rispetto delle disposizioni organizzative impartite dal datore di lavoro, compreso l’obbligo di utilizzo dei DPI, ai fini della sicurezza del lavoro. I giudici di legittimità hanno osservato che rientra nei poteri del datore [...]