
Espulsione e divieto di reingresso – Cassazione sentenza n. 28465 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 28465 del 2 luglio 2013 ha confermato la condanna, inflitta dai giudici di merito, per aver violato le disposizioni concernenti l’espulsione amministrativa di cui all’art. 13 del D.Lgs. 286/1998, nonché per i reati di resistenza a p.u. e lesioni personali. Nel caso di specie un soggetto espulso dall'Italia con divieto di reingresso per la durata di cinque anni come prescritto dalla direttiva rimpatri UE era rientrato in Italia 3 mesi prima della conclusione del periodo del divieto. L’imputato dovrà ora scontare la pena di nove mesi di reclusione. Inutile per la difesa invocare l’abolitio criminis, sulla base delle intervenute modifiche susseguitesi nel tempo al testo della normativa richiamata. In particolare, sottolineano i giudici che prima della legge 189/2002 era previsto che la durata del divieto di rientro sul [...]
Bancarotta impropria e false comunicazioni – Cassazione sentenza n, 28508 del 2013
False comunicazioni sociali e bancarotta impropria per approvazione del bilancio con occultamento delle perdite Con la sentenza n. 28508 del 2 luglio 2013 n. 28508 la Corte di Cassazione sez. penale interviene in materia di procedure concorsuali ha confermato la condanna inflitta dai giudici di merito all’amministratore delegato di una società fallita, ritenuto responsabile del reato di false comunicazioni sociali (artt. 2621 e 2622 cod. civ.) e bancarotta impropria (art. 233 L. fall.), per avere approvato, sia pure con riserva, un bilancio in cui si trovava occultata una situazione di sostanziale perdita di capitale sociale, e che pertanto aveva impedito l’adozione di provvedimenti idonei a evitare l’aggravamento del dissesto e la prosecuzione dell’attività d’impresa. Gi Ermellini con le articolate motivazioni della sentenza, hanno osservato che la sussistenza dei fatti di false comunicazioni sociali, prevista dall’articolo [...]
Concussione applicabile ai dipendenti dell’Agenzia per abuso di potere – Cassazione sentenza n. 28431 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 28431 del 01 luglio 2013 ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di un impiegato dell'Agenzia delle Entrate cui il Gip aveva inflitto la custodia cautelare in carcere per avere costretto, attraverso abuso di potere, il gestore di due palestre a versargli 200 euro. L'impiegato aveva fatto presente che attraverso il pagamento della tangente sarebbe stato in grado di evitare l'altrimenti inevitabile accertamento fiscale successivo alla presentazione di un esposto anonimo. A rendere necessario un approfondimento su quella che fino a pochi mesi fa si sarebbe profilata come una "classica" fattispecie di concussione è la legge 190 del 2012 che ha scomposto il delitto concussione in due autonome figure di reato la «concussione per costrizione» e la «induzione indebita a dare o promettere», prevedendo in [...]
PEC precisazioni Unioncamere in merito alle sanzioni sull’obbligo della comunicazione della posta elettronica certificata
In riferimento alle sanzioni sull'obbligo della comunicazione della Posta Elettronica Certificata, Unioncamere con un proprio comunicato ha chiarito che non potendoci essere disparità di trattamento tra le imprese individuali e le società, le ditte individuali che entro il 30 giugno scorso non hanno comunicato la Pec al Registro delle Imprese non saranno soggette alle sanzioni da parte dell’ufficio del registro delle imprese previste dall’articolo 2630 del codice civile (ovvero da 103 euro a 1.032 euro) per omessa esecuzione di denunce e depositi. Tuttavia in caso di mancata comunicazione della Pec nel caso di una nuova impresa viene sospesa la domanda di iscrizione al registro per 45 giorni, e per realtà già esistenti non hanno effetto le variazioni comunicate al registro delle imprese. Decorso inutilmente il termine, la domanda di iscrizione viene respinta. Per la norma di [...]
Licenziamento inefficace: errata indicazione del termine di preavviso – Cassazione sentenza n. 16504 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 16504 del 02 luglio 2013 ha statuito l’illegittimità del recesso del datore di lavoro, qualora lo stesso abbia erroneamente indicato nella lettera di licenziamento un termine di preavviso inferiore a quello stabilito dal contratto collettivo di categoria e abbia consentito la prosecuzione del rapporto oltre la scadenza del preavviso. Nel caso di specie la Suprema Corte ha respinto l’eccezione del datore, il quale sosteneva che l’indicazione di un preavviso ridotto nella lettera di recesso non avrebbe potuto comunque modificare i termini legali in essere; infatti, viene precisato che la concessione del termine di preavviso non deriva dalla legge ma va esplicitato dal recedente. La vicenda ha origine dalla comunicazione inviata ad un lavoratore, il quale impugnava l'atto inanzi al tribunale nella veste di giudice del lavoro. Il Tribunale in parziale [...]
Registro dei revisori: disponibili le istruzioni per aggiornare i dati
Rese disponibili le istruzioni e procedure per comunicare i dati anagrafici e professionali dei revisori legali e delle società di revisione al nuovo registro tenuto dal MEF. ul sito del Ministero delle Finanze www.revisionelegale.mef.gov.it è stata pubblicata la Determina della Ragioneria Generale dello Stato del 21 giugno 2013 (pubblicata il 25 giugno 2013) che detta le modalità di trasmissione telematica delle informazioni relative alla gestione del registro nell’ambito dell’attività della revisione legale. Il citato provvedimento, emesso in base a quanto indicato dall’art. 17 del D.M. del 20 giugno 2012 n. 145, avvia la fase di “prima formazione del Registro” attraverso cui i soggetti (sia persone fisiche che società di revisione) già iscritti nel Registro dei revisori legali sono tenuti, entro il termine di 90 giorni, a comunicare: - le informazioni inerenti il contenuto obbligatorio del Registro, [...]
Autorizzazione ed indagini finanziarie ai fini dell’accertamento – Cassazione sentenza n. 16579 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 16579 del 02 luglio 2013 interviene in materia di indagini bancarie affermando che il provvedimento che autorizza le indagini bancarie e la propedeutica istanza non necessitano di motivazione analitica. L’atto impositivo basato sulle movimentazioni bancarie del contribuente è nullo solamente ove il provvedimento di autorizzazione manchi del tutto, sempreché tale mancanza abbia cagionato un concreto pregiudizio al soggetto accertato. La sentenza. Lo ha affermato la Corte di Cassazione – Sesta Sezione Civile T, con l’ordinanza 2 luglio 2013, n. 16579, aderendo alla tesi della ricorrente Agenzie delle Entrate. La Commissione Tributaria Regionale, a cui aveva proposto ricorso il contribuente, annullava un avviso di accertamento per IVA e IRPEF nel quale l’Agenzia delle Entrate contestava al contribuente l’omessa dichiarazione di ricavi, sulla scorta delle acclarate movimentazioni [...]
Occupazione abusiva di area condominiale – Cassazione sentenza n. 7327 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7327 del 22 marzo 2013 ha affermato che il potere rappresentativo che compete all'amministratore del condominio ex artt. 1130 e 1131 c.c. e che, sul piano processuale, si riflette nella facoltà di agire in giudizio per la tutela dei diritti sulle parti comuni dell'edificio, comprende tutte le azioni volte a realizzare tale tutela, con esclusione soltanto di quelle azioni che incidono sulla condizione giuridica dei beni cui si riferiscono, esulando, pertanto, dall'ambito degli atti conservativi. Resta esclusa, di conseguenza, la possibilità di esperimento di azioni reali, contro i singoli condomini o contro terzi, dirette ad ottenere statuizioni relative alla titolarità o al contenuto di diritti su cose e parti dell'edificio. Nel caso di abusiva occupazione di una porzione di area condominiale, mediante la costruzione di un manufatto [...]