
Occupazione abusiva di area condominiale – Cassazione sentenza n. 7327 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7327 del 22 marzo 2013 ha affermato che il potere rappresentativo che compete all'amministratore del condominio ex artt. 1130 e 1131 c.c. e che, sul piano processuale, si riflette nella facoltà di agire in giudizio per la tutela dei diritti sulle parti comuni dell'edificio, comprende tutte le azioni volte a realizzare tale tutela, con esclusione soltanto di quelle azioni che incidono sulla condizione giuridica dei beni cui si riferiscono, esulando, pertanto, dall'ambito degli atti conservativi. Resta esclusa, di conseguenza, la possibilità di esperimento di azioni reali, contro i singoli condomini o contro terzi, dirette ad ottenere statuizioni relative alla titolarità o al contenuto di diritti su cose e parti dell'edificio. Nel caso di abusiva occupazione di una porzione di area condominiale, mediante la costruzione di un manufatto [...]
Agevolazione prima casa e residenza anagrafica della famiglia – Cassazione sentenza n. 16355 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16355 del 28 giugno 2013, ha affermato che, in tema di imposta di registro e di relativi benefici fiscali per l’acquisto della prima casa, il requisito della residenza va riferito alla famiglia, e non ha alcuna rilevanza la diversa residenza anagrafica del coniuge che ha acquistato in regime di comunione. Gli Ermellini hanno precisato che i coniugi non sono tenuti a una comune residenza anagrafica, ma bensì alla reciproca coabitazione: quindi, un’interpretazione della legge tributaria conforme ai principi del diritto di famiglia, induce a considerare che la coabitazione con il coniuge costituisce un elemento adeguato al soddisfacimento del requisito della residenza in ambito tributario. La Corte Suprema ha infatti chiarito che “ai fini della fruizione dei benefici fiscali in questione, il requisito della residenza nel Comune in cui è [...]
Lavoratrice in gravidanza licenziamento illegittimo anche nel caso di fitto di azienda – Cassazione sentenza n. 16415 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16415 del 28 giugno 2013 interviene in materia di licenziamento chiarendo che qualora la dipendente in gravidanza venga resa destinataria del provvedimento espulsivo, in deroga al divieto previsto dalla particolare fattispecie legata alla chiusura dell’azienda, lo stesso deve considerarsi illegittimo se l’attività produttiva prosegue per sfociare in un affitto d’azienda. Nel caso di specie la Suprema Corte ha precisato che, ferma restando l’illegittimità del licenziamento, il datore di lavoro non può giustificare il suo comportamento, anche qualora dimostri un ipotetico mancato interesse della lavoratrice alla prosecuzione del rapporto. Ciò perché il provvedimento espulsivo risulta viziato in radice e non richiede alcuna manifestazione di volontà da parte del prestatore. La vicenda ha visto protagonista una dipendente di una società a cui veniva comunicato il provvedimento di licenziamento. La lavoratrice impugnava il [...]
Accertamento sintetico e rettifica imposta di registro – Cassazione sentenza n. 16334 del 2013
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 16334 del 28 giugno 2013 interviene in materia di accertamento sintetico statuendo che il maggiore valore dell'immobile definitivamente accertato ai fini del registro, costituisce una presunzione semplice anche per il calcolo del reddito sintetico dell'acquirente salvo che questi non motivi le ragioni della differenza di valore. Ad una signora a cui era stato rettificato il reddito sinteticamente in base all'acquisto di un immobile avvenuto negli anni successivi. L'Agenzia delle Entrate, in particolare, procedeva sulla base dell'accertato, in via definitiva per mancata impugnazione, maggior valore ai fini del registro ben superiore rispetto a quello dichiarato nel rogito, attribuiva per la rettifica sintetica del reddito degli anni precedenti all'acquisto, un quinto del nuovo valore. La signora avverso tale atto impositivo proponeva ricorso inanzi alla Commissione Tributaria, la quale sia in [...]
Elusione fiscale ed imposta di registro prevale la causa reale – Cassazione sentenza n. 16345 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16345 del 28 giugno 2013 interviene in materia di elusione fiscale affermando che ai fini dell’IVA e delle imposte di registro, ipotecarie e catastali, la stipula di un mutuo fondiario per il restauro di un albergo, la costituzione di una società in accomandita semplice nella quale viene contestualmente conferita l’impresa alberghiera e la successiva integrale cessione delle quote societarie sono atti tra loro collegati che celano una cessione d’azienda. La Il caso ha inizio con la notifica dell'avviso di liquidazioni, emesso dall'Ufficio, notificato alla società contribuente con cui l'Amministrazione finanziaria ravvisando l'intento elusivo perseguito con la stipula dell'atto di costituzione della Società in accomandita semplice e contestuale conferimento dell'azienda alberghiera (con annesse passività), da parte di S. e R. R., e nella successiva cessione delle quote di partecipazione [...]
Reintegrazione e ricollocazione del lavoratore – Cassazione sentenza n. 16232 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavorocon la sentenza n. 16232 del 27 giugno 2013 intervenendo in tema di licenziamento ribadisce l'orientamento per la ricollocazione nell'originario posto di lavoro salvo trasferimento per soppressione dell'unità produttiva. Gli Ermellini hanno ribadito l’orientamento maggioritario, in base al quale l'ordine di reintegrazione nel posto di lavoro emanato dal giudice nel sanzionare un licenziamento illegittimo esige che il lavoratore sia in ogni caso ricollocato nel posto di lavoro da ultimo occupato, salva la facoltà del datore di lavoro di disporne con successivo provvedimento il trasferimento ad altra sede nel concorso delle circostanze di cui all’art. 2103 c.c. Ove, però, la reintegrazione non possa avvenire nell'originario posto di lavoro perché tutta l'unità produttiva alla quale era addetto il lavoratore licenziato è stata soppressa, la reintegrazione ex art. 18 della L. 300/1970 non può [...]
Tarsu ed omessa tempestiva denuncia di cessazione – Cassazione sentenza n. 13296 del 2013
La Corte di Cassazione con sentenza n. 13296 del 29 maggio 2013 interviene in materia di Tarsu ed afferma che l’omessa tempestiva (cioè entro un anno dalla verifica) denuncia di cessata occupazione di un immobile non preclude l’esenzione dal pagamento della Tarsu. In tali casi, infatti, non vi è obbligo di pagamento dell’imposta al concorrere di due condizioni alternative: a) l’utente presenti denuncia tardiva di cessazione (comunque non oltre il termine di sei mesi dalla notifica del ruolo, ex art. 75, comma 2) e fornisca la prova di non aver effettivamente continuato, dalla data indicata, l’occupazione o la detenzione; b) oppure, anche a prescindere dalla produzione della denuncia tardiva, risulti che la tassa è stata assolta dal soggetto che è subentrato, a seguito di denuncia o di iscrizione a ruolo d’ufficio a suo carico. La vicenda ha [...]
Responsabilità del subcommittente-appaltatore – Cassazione sentenza n. 28167 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 28167 del 27 giugno 2013 interviene in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro affermando che la responsabilità penale per il legale rappresentate della società che non abbia vigilato. Gli Ermellini affermano la responsabilità del legale rappresentante di una società subcommittente di lavori di altra società (B.) (a sua volta subcommittente ad altra ditta G.) per aver omesso di cooperare con le altre aziende in occasione dei lavori all'interno di un capannone industriale, al fine dell'attuazione delle misure di sicurezza. In particolare permetteva che l'attività fosse svolta nonostante la presenza sul pavimento di cinque ampie buche; sicché due elettricisti della G. mentre si muovevano a bordo di una piattaforma semovente, con il pianale di lavoro esteso all'altezza di mt. 12, a causa della perdita di equilibrio del [...]