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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Omesso versamento IVA e responsabilità solidale dell’amministratore – Cassazione sentenza n. 27092 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione III penale, con la sentenza n. 27902 del 26 giugno 2013, ha statuito che il legale rappresentante di una società risponde del reato di omessa versamento dell’IVA, ex art. 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 2000, anche per la violazione del semplice dovere di vigilanza. Per la giurisprudenza, infatti, è ormai  pacifico il principio secondo cui è possibile  aggredirsi i beni del rappresentante legale qualora la violazione sia stata commessa dalla società, dal momento che in capo all’amministratore vige un generale dovere di vigilanza sull’operato di terzi. Gli Ermellini, in merito alla responsabilità solidale del legale rappresentante con la società,  affermano che "Il principio secondo cui (a meno che non dimostri di essere soltanto un "uomo di paglia") il legale rappresentante di una società risponde della contravvenzione di omessa presentazione della [...]

Licenziamenti disciplinari sia per violazione del codice disciplinare sia per illeciti contrari agli interessi dell’impresa – Cassazione sentenza n. 15926 del 2013

Con la  sentenza n. 15926 del 25 giugno 2013 la Cassazione sez. lavoro distingue la possibilità di sanzioni disciplinari per violazioni del codice dell’azienda ma anche per illeciti manifestamente contrari agli interessi dell’impresa La Corte di Cassazione sez. lavoro, con la sentenza del 25 giugno 2013, n. 15926 ha puntualizzato che, in tema di sanzioni disciplinari nell'ambito del rapporto di lavoro, il principio di tassatività degli illeciti non deve essere inteso in senso rigoroso, imposto per gli illeciti penali dall'art. 25, comma 2 della Costituzione, dovendosi, invece, distinguere tra gli illeciti relativi alla violazione di prescrizioni strettamente attinenti all'organizzazione aziendale, per lo più ignote alla collettività e quindi conoscibili solo se espressamente previste ed inserite, perciò, nel ed. "codice disciplinare" da affiggere ai sensi dell'art. 7 della legge n. 300 del 1970, e quelli costituiti da comportamenti manifestamente contrari agli interessi dell'impresa o dei [...]

Elusione fiscale: mancato pagamento dei canoni di fitto di azienda – Cassazione ordinanza n. 15968 del 2013

La Corte di Cassazione sez. tributaria con l'ordinanza n. 15968 del 25 giugno 2013 intervenuta in tema mancato pagamento di canoni di locazione per fitto di azienda affermando che si tratta di elusione fiscale quando l’impresa che non paga l’affitto d’azienda alla società locatrice, quando di quest’ultima è titolare il padre dei due soci della prima La Commissione Tributaria Regionale, adita con il ricorso proposto dall'Agenzia delle Entrate, confermava la sentenza di prime cure, respingendo la ripresa a tassazione dei canoni d’affitto non versati dalla X S.r.l. alla Y & Co. S.a.s., ritenendo che ciò avesse una giustificazione nello stretto rapporto di parentela intercorrente tra le compagini delle due società. Precisamente, ad avviso dei giudici di appello, gli importi non versati a titolo di canone per l’affitto d’azienda al padre dei soci della X S.r.l. non [...]

Agevolazione prima casa: nessuna agevolazione a posteriori – Cassazione ordinanza n. 15966 del 2013

La Corte di Cassazione con la ordinanza n. 15966 del 25 giugno 2013 intervenendo in tema delle agevolazioni "prima casa" affermando che “il godimento dei benefici fiscali concernenti l’imposta di registro per l’acquisto della prima casa presuppone, tra l’altro, che il contribuente manifesti la volontà di fruirne nel relativo atto di compravendita dell’immobile”. Di conseguenza, non è plausibile pensare che possa essere valutata come utile la ‘particolare’ dichiarazione ad hoc utilizzata, in questa vicenda, dal contribuente. La vicenda, giunta all’esame della Cassazione, relativa alle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa e relativa alla scelta  del contribuente di portare a termine l’operazione immobiliare, accompagnandola con la dichiarazione di fare “riserva di chiedere il rimborso di quanto versato in più” in materia di “maggiori imposte complementari di registro ed ipocatastali”. Per i giudici della Commissione tributaria regionale [...]

Infortuni e responsabilità per la mancanza dei DPI – Cassazione sentenza n. 27774 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 27774 del 25 giugno 2013 è intervenuta in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro affermando che risponde ad una specifica disposizione di legge del D.Lgs. n. 81 del 2008 fornire al lavoratore mezzi personali di protezione, nel caso che ci occupa le scarpe con suola antisdrucciolevole, finalizzati a prevenire infortuni in relazione agli specifici rischi della prestazione lavorativa. Nel caso di specie il direttore dell'area mensa di una spa , preposto alla sicurezza ed alla fornitura di DPI,  responsabile per un infortunio occorso ad una lavoratrice che, durante i lavori di pulizia della mensa, scivolava sul pavimento bagnato perchè sprovvista di scarpe adeguate e riportava gravi fratture. Nella valutazione dei rischi aziendali inoltre era stata prevista la fornitura di tale D.P.I. a tutti i lavoratori della mensa. Assolto in primo [...]

Demansionamento del lavoratore e risarcimento danni – Cassazione sentenza n. 15769 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15769 del 24 giugno 2013 ha statuito la sussistenza del demansionamento del dipendente, qualora il datore di lavoro lo abbia destinato a nuovi incarichi che, seppur in astratto corrispondenti alla declaratoria contrattuale di appartenenza, risultano riduttivi rispetto a quelli svolti in passato dallo stesso lavoratore.Nello specifico la Suprema Corte ha precisato che, in mancanza della prova da parte del datore circa l'equivalenza delle mansioni attribuite, il dipendente deve essere risarcito del danno; nel caso di specie, il risarcimento riconosciuto nella misura del 50 per cento della retribuzione per tutto il periodo della dequalificazione, visto l'atteggiamento intransigente del lavoratore, prossimo alla pensione, nel ricollocarsi in una posizione differente dopo la ristrutturazione aziendale. La vicenda ha avuto origine dal contrasto tra un dipendente e la RAI, assunto dal 1979 come [...]

Novità introdotte dal Decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013

Analizziamo le principali novità contenute nel decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013  entrato in vigore il 21 giugno 2013 (“Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello stesso giorno. In particolare si sottolinea, tra le novità di carattere fiscale contenute nel provvedimento, un folto gruppo di misure sulla riscossione mediante ruolo (articolo 52), finalizzate ad aiutare i contribuenti in difficoltà economica o con momentanea carenza di liquidità. Esclusione dal pignoramento l’abitazione principale (art. 52) La disposizione dettata dall’articolo 76 del Dpr n. 602/1973, come modificato dal decreto legge n. 69/2013,  con cui viene data la possibilità all’agente della riscossione può procedere all’espropriazione immobiliare, se l’importo complessivo del credito per cui procede supera complessivamente 20 mila euro (per effetto delle modifiche introdotte dal D.L. 69/2013 importo aumentato a 120 mila euro). Trova una [...]

Dichiarazione dei redditi congiunta e responsabilità solidale – Cassazione sentenza n. 15648 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15648 del 2 giugno 2013 interviene in tema di dichiarazione congiunta  e confermando che gli accertamenti in rettifica delle dichiarazioni presentate in forma congiunta sono effettuati a nome di entrambi i coniugi e notificati nei confronti del marito e la responsabilità in solido dei coniugi per il pagamento dell'imposta, soprattasse, pene pecuniarie e interessi iscritti a ruolo a nome di uno dei due e che sia scaturito dalla dichiarazione congiunta. Il contenuto dell'art. 17 della Legge 114/1977 prevede chiaramente che gli accertamenti in rettifica delle dichiarazioni presentate in forma congiunta sono effettuati a nome di entrambi i coniugi e notificati nei confronti del marito. Principalmente per questo motivo la Suprema Corte ha respinto evidenziando che lo stesso articolo summenzionato specifica, all’ultimo comma, che “i coniugi sono responsabili in solido per il [...]

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