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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Cassazione sentenza n. 5963 11 marzo 2013 – Il datore di lavoro non ha, ai fini del repechage, l’obbligo di formazione del dipendente

Il datore di lavoro non ha,  ai fini del repechage, l'obbligo di formazione del dipendente ha stabilirlo e la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5963 Licenziamento individuale - Obbligo di repechage - Obbligo di formazione del dipendente - Insussistenza L'obbligo di repechage va riferito limitatamente alle attitudini ed alla formazione di cui il lavoratore è dotato al momento del licenziamento con esclusione dell'obbligo del datore di lavoro a fornire tale lavoratore di un'ulteriore o diversa formazione per salvaguardare il suo posto di lavoro Il caso di specie è sorto in seguito al licenziamento di un lavoratore dopo la soppressione del reparto di manutenzione carrozzeria dei veicoli al quale era addetto. La Corte d'appello di Roma, in riforma della sentenza del Tribunale di Roma, rigettava la domanda del lavoratore volta ad ottenere la declaratoria [...]

Cassazione sentenza n. 3532 del 13 febbraio 2013 – principio di immediatezza della contestazione disciplinare

Il principio di immediatezza della contestazione disciplinare nell'ambito di un licenziamento per motivi disciplinari, pur dovendo essere inteso in senso relativo, comporta che l'imprenditore porti a conoscenza del lavoratore i fatti contestati non appena essi gli appaiono ragionevolmente sussistenti, non potendo egli legittimamente dilazionare la contestazione fino al momento in cui ritiene di averne assoluta certezza. Il rispetto del principio di immediatezza va valutato anche in relazione alle clausole generali di correttezza e buona fede, onde evitare la frustrazione del giusto affidamento, che - in dipendenza della contestazione non immediata - il prestatore possa ragionevolmente ricavare circa la scelta del datore di lavoro di non esercitare il proprio potere disciplinare, che ne costituisce, infatti, una facoltà e non già un obbligo. Una società datrice di lavoro intimava il licenziamento al proprio dipendente per aver indebitamente [...]

Lavoro intermittente: comunicazione preventiva

Lavoro intermittente e modalità di comunicazione preventiva Finalmente è stato emanato il Decreto Interministeriale previsto dalla legge 92/2012 con cui vengono stabilite  gli standard obbligatoriamente da utilizzarsi per effettuare la comunicazione prevista per poter utilizzare correttamente i dipendenti assunti con contratto di lavoro a chiamata. Per il completamento della procedura si dovrà ancora attendere un ulteriore decreto del direttore generale delle politiche dei servizi per il lavoro, che dovrà definire, si spera una volta per tutte, cosa fare e come fare. Il lavoro intermittente o a chiamata Con l'introduzione della legge Biagi, è stato previsto un nuovo istituto contrattuale, il lavoro intermittente, detto anche contratto di lavoro a chiamata, la cui finalità è quella di rispondere all'esigenza di estrema flessibilità di utilizzo di prestazioni nell'ambito di attività caratterizzate da picchi improvvisi di operatività, e contemporaneamente [...]

Riduzione del personale dipendente e comunicazione sindacale – Cassazione sentenza n. 7671 del 2013

La Cassazione con sentenza n. 7671 del 27 marzo 2013 ribadisce gli effetti sul licenziamento in caso di ritardo dell'avviso, ex art. 4, comma 9, legge n. 223/1991, e impone all'interprete di riconsiderare il principio alla luce della riforma Fornero che «quantifica» per la prima volta il ritardo sanzionato La garanzia procedimentale codificata dall'art. 4, c. 9, legge 223/1991, pone un obbligo (di comunicazione) del datore di lavoro in favore sia delle organizzazioni sindacali che di ogni singolo lavoratore destinatario del provvedimento di recesso. La garanzia opera su un doppio piano - quello delle prerogative sindacali e quello delle garanzie individuali - sicché l'obbligo di comunicazione assolve ad una duplice funzione: da una parte pone le associazioni sindacali in condizioni di contrattare e conoscere i criteri di scelta dei lavoratori da licenziare; d'altra parte, assicura al [...]

Canoni di locazione: mancata percezione riflessi Irpef

Il mancato pagamento dei canoni di locazioni da parte dell' inquilino moroso comporta un esame della normativa al fine di valutarne i riflessi ai fini Irpef. La normativa di riferimento è  costituita dall'art. 8 della L. n. 431/98 il quale prevede che i canoni di locazione di immobili a uso abitativo che non siano percepiti non devono essere dichiarati se, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, si è concluso il procedimento di convalida di sfratto per morosità del conduttore.  Nella fattispecie anziché dichiarare i canoni di locazione va dichiarata la rendita catastale. L'art. 26 del DPR 917/86 (TUIR) come modificato dal comma 5 del menzionato art. 8 interviene anche nei casi in cui la morosità dell'inquilino sia, in sede giudiziale,  accertata e riconosciuta anche con riferimento alle mensilità precedenti e relative ai pregressi periodi d’imposta per [...]

Rimborso IVA e termini di decadenza – cassazione sentenza n. 6600 del 2013

La Cassazione con la sentenza n. 6600 del 15 marzo 2013 si è pronunciata, ribadendo il suo orientamento, su una controversia - instaurata da un Agente della Riscossione -  a seguito di una istanza di rimborso Iva a cui l'Amministrazione finanziaria non aveva dato seguito formandosi in tal guisa il silenzio rifiuto. Gli Ermellini accolgono come fondata la motivazione per “violazione e falsa applicazione dell’art. 21, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in relazione agli artt. 3 e 53 Cost., ovvero in relazione al principio costituzionale di ragionevolezza delle leggi”, sostiene che il termine di cui alla prima disposizione in rubrica decorrerebbe dal momento in cui il concessionario sì sia trovato nella possibilità giuridica di esercitare il diritto al rimborso dell’IVA di cui in precedenza gli era stata imposta la riscossione a mezzo ruolo" [...]

Pignoramenti sui conti correnti stop di Equitalia per dipendenti e pensionati

Pignoramenti sui conti correnti in banca sono sospese tutte le azioni da parte dell’Agente della riscossione: prima occorre procede al pignoramento del quinto dello stipendio e/o pensione all’Inps o dal datore di lavoro. Dopo lo scandaloso comportamento tenuto da Equitalia nei confronti dei pensionati e lavoratori dipendenti l'Agente della Riscossione ha finalmente deciso di sospendere tutte le azioni esecutive sui conti correnti di pensionati e lavoratori dipendenti. Ciò almeno finché non verranno emanate norme più eque. Infatti per effetto degli obblighi di tracciabilità dei pagamenti imposti dal decreto Salva Italia, tutte le pensioni superiori a mille euro devono essere versati sui conto correnti e/o libretti a risparmio. Questo ha consentito all’Agente della riscossione di eludere, in caso di pignoramento presso terzi, il limite previsto dalla legge pari a “un quinto” dell’emolumento e di bloccare invece il 100% dei risparmi. Dopo l’audizione di Attilio Befera in Commissione [...]

Cassazione sentenza n. 3330 del 12 febbraio 2013, criteri di selezione nei licenziamenti collettivi

Nel giudizio sull'impugnativa di un licenziamento intimato a conclusione di una procedura diretta al collocamento di lavoratori in mobilità a norma dell'art. 4 della legge n. 223 del 1991, la Cassazione con sentenza n. 3330 del 12 febbraio 2013 nello stabilire che il giudice di merito non può (per non incorrere nel vizio di extrapetizione) prendere in considerazione eventuali ragioni di illegittimità della procedura stessa, in difetto di specifiche censure, in applicazione del principio di carattere processuale secondo cui la parte che chiede al giudice un determinato provvedimento è tenuta ad allegare tutte le circostanze e gli elementi di fatto che giustificano la preposizione della domanda, principio che, in caso di deduzione dell'illegittimità di un licenziamento, comporta la necessità di indicare i vizi di forma o di sostanza che inficiano lo stesso. Come argomentato nella sentenza [...]

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