
Compensi agli amministratori – Occorre la delibera per la deducibilità fiscale
Con la chiusura dei bilanci si ripropone la questione dell'erogazione (e poi della deducibilità in Unico) dei compensi degli amministratori e ai liquidatori delle società. Compensi per gli amministratori che sono dovuti soltanto se e nella misura in cui sono stabiliti da una delibera assembleare. La rotta è stata tracciata dalla Cassazione, a Sezioni unite, nella sentenza 21933/2008. L'indirizzo è stato ribadito, di recente, anche dalla sentenza 3019/2012 della Corte d'appello di Milano. Indicazioni che, secondo la prevalente giurisprudenza di merito, producono effetti anche ai fini fiscali. Pertanto, le società devono porre particolare attenzione a questo aspetto, adottando delle delibere che stabiliscano l'importo dei compensi agli amministratori spettanti nonché le eventuali variazioni. La possibilità, poi, di dedurre i compensi agli amministratori in sede determinazione del reddito d'impresa delle società di capitali e di persone è stata riconosciuta [...]
Privacy Dps – documento programmatico della sicurezza
Il DPS, ossia il Documento Programmatico sulla Sicurezza, è previsto dall’articolo 34 del decreto legislativo 196/2003 tra le misure minime da adottare per la protezione dei dati. L’obbligo di redigere questo documento riguarda coloro che trattano dati sensibili e giudiziari attraverso l’ausilio di strumenti elettronici. Tuttavia è sempre consigliata la sua stesura sistematica in quanto rappresenta la situazione dell’azienda in materia di privacy. La conversione del Decreto Legge n. 5 del 9 febbraio 2012 (c.d. Decreto semplificazioni), avvenuta con la Legge 4 aprile 2012 n. 35, conferma definitivamente la soppressione dell’obbligo – in capo a titolari di trattamento di dati sensibili e giudiziari effettuato mediante strumenti elettronici – di redigere, e quindi di tenere aggiornato, il Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPS). I titolari del trattamento sono tuttavia ancora tenuti a prestare attenzione alle seguenti tematiche: autenticazione informatica e adozione [...]
Bilancio – Interessi di mora
Con il D.Lgs. n.192/2012 si sono introdotte nuove disposizioni nel D.Lgs n.231/2002, stabilendo: che dal 1° gennaio 2013 viene considerato iniquo, quindi nullo, l'accordo tra creditore e debitore che esclude a priori la loro applicazione. Ciò si rifletterà sul bilancio 2013, da approvare nel 2014, ma già da oggi il contribuente dovrà monitorare i termini di scadenza di incassi e pagamenti per contabilizzare correttamente gli interessi di mora, che ai fini civilistici seguono il principio di competenza e ai fini fiscali il principio di cassa. Gli interessi di mora maturano automaticamente - Il D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, ha introdotto l’automatico decorso degli interessi di mora, nel caso in cui il debitore, alla scadenza prestabilita, non provveda al versamento dell’importo dovuto. Tale automatismo riguarda in particolare i contratti stipulati in data successiva all’8 agosto 2002 tra: imprese/professionisti e tra imprese/professionisti e [...]
E’ possibile assegnare il lavoratore a mansioni dequalificanti se non prevalenti
L’assegnazione di mansioni dequalificanti non comporta un risarcimento danni, a patto che le funzioni non siano prevalenti Premessa – È possibile assegnare a un lavoratore mansioni inferiori alla qualifica posseduta, purché non prevalenti. Infatti, nel caso in cui venga garantita la prevalenza di funzioni conformi all'inquadramento originario, è legittimo assegnare il dipendente ad attività dequalificanti a patto che tali attività comportino un impegno temporale circoscritto. A sancirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza 4301/2013 rigettando il ricorso di un dipendente.La vicenda – La vicenda riguarda un dipendente del Comune di Villa Sant’Antonio in Sardegna, che è stato adibito ad alcune mansioni inferiori rispetto alla qualifica posseduta e successivamente licenziato. Il lavoratore, ritenendo la condotta dell’azienda passibile di mobbing, ha chiesto il risarcimento del danno. La sentenza – Al riguardo la Suprema Corte ha precisato che "è legittima [...]
Bilancio – ristrutturazione del debito
Con l'avvicinarsi della scadenza dell'approvazione dei bilanci ed a causa della crisi economica del nostro paese la ristrutturazione del debito ha interessato molte società. Pertanto risulta utile illustrare gli aspetti di tali istituti sui bilanci delle società che hanno "usufruito della ristrutturazione del debito". Il Legislatore ha introdotto degli istituti normativi espressamente ideati per facilitare gli accordi di ristrutturazione quali il concordato preventivo (art.160 e segg. della Legge Fallimentare),l’accordo di ristrutturazione dei debiti (art.182-bis L.F.), il piano di risanamento attestato(art.67 e segg. della L. F.); il fine è comune: permettere alle imprese in crisi, ma ancora in grado di generare valore, di uscire dallo stato di instabilità e di continuare la loro attività. Elenchiamo le varie fasi da seguire per la ristrutturazione del debito: 1 predisposizione di un piano economico e finanziario : il primo passo consiste nel predisporre [...]
Responsabilità solidale nei contratti di appalti – chiarimenti con circolare 2/E/2013
Il principio della responsabilità solidale negli appalti si applica ai nuovi contratti e ai rinnovi stipulati dopo il 12 agosto 2012. Le regole introdotte dal DL Sviluppo 83/2012 non valgono solo per i lavori edili, ma anche per prestazioni di servizi rese nell’ambito dei contratti di appalto o subappalto. Sono invece escluse le forniture. Come noto l’art. 35, commi 28, 28-bis e 28-ter del DL 223/06 (come modificato, da ultimo, dall’art. 13-ter del DL 83/12) ha introdotto, oltre alla responsabilità solidale dell’appaltatore per taluni adempimenti fiscali a carico del subappaltatore, una sanzione amministrativa pecuniaria – da 5.000 a 200.000 euro – nel caso in cui il committente provveda ad effettuare il pagamento del corrispettivo all’appaltatore senza che questi abbia esibito la documentazione fiscale richiesta. La circolare 2/E/2013, che integra la circolare n. 40/E del 2012, spiega che il subappaltatore è una figura [...]
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo
In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nella cui nozione rientra l’ipotesi di riassetti organizzativi attuati per la più economica gestione dell’azienda, purché non pretestuosi o meramente strumentali ad incrementi dei profitti, ma funzionali a fronteggiare situazioni sfavorevoli non contingenti, le quali influiscono in modo decisivo sulla normale attività produttiva ed impongano un effettiva necessità di riduzione dei costi - grava sull’imprenditore l’onore della prova tanto della effettività delle ragioni poste a fondamento del licenziamento, quanto della impossibilità del dipendente licenziato nell’ambito dell’organizzazione aziendale. NARRAZIONE La sentenza in esame prende spunto dal licenziamento di un lavoratore per giustificato motivo oggettivo, legato alla riorganizzazione del settore e alla redistribuzione dell’incarico di responsabilità vendite Italia, ricoperto dal medesimo, su altri impiegati per la necessità di ridurre i costi. Il lavoratore adiva il Tribunale del lavoro per [...]
Cambiali finanziarie e obbligazioni
La pubblicazione della circolare n. 4/E del 6 marzo 2013 ci consente un breve excursus sulle cambiali finanziarie. Con la nuova normativa, società di capitali, cooperative e società mutue assicuratrici possono emettere cambiali finanziarie. Sono escluse banche e micro-imprese che occupano meno di 10 dipendenti e realizzano fatturato o bilancio annuo fino a 2 milioni di euro. Vediamo in dettaglio le nuove regole, contenute nell’articolo 32 del dl 83 del 22 giugno 2012, convertito con la legge 7 agosto 2012 n.134. Le nuove cambiali finanziarie Il corpo della norma istituisce modifiche alla disciplina sulle cambiali finanziarie(legge 43 del 13 gennaio 1995, e deliberazione n. 1058 del 19 luglio 2005 del Cicr, Comitato interministeriale per il credito e il risparmio). Cambia la scadenza, che si colloca obbligatoriamente tra 1 e 36 mesi (dal precedente intervallo 3-12 mesi). L’ammontare complessivo del valore in circolazione non può superare l’attivo corrente (l’importo delle [...]