
La valutazione dell’avviamento aziendale, ai fini della determinazione della base imponibile dell’imposta di registro, va eseguita anche accertando, nel caso, il suo valore negativo ed in tale ipotesi non può ricevere applicazione il criterio di cui all’art. 2, comma 4, d.lgs. n. 460/1996
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 1190 depositata il 17 gennaio 2025, intervenendo in tema di valutazione dell'avviamento, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "la valutazione dell’avviamento aziendale, ai fini della determinazione della base imponibile dell’imposta di registro, va eseguita anche accertando, nel caso, il suo valore negativo ed in tale ipotesi non può ricevere applicazione il criterio di cui all’art. 2, comma 4, d.lgs. n. 460/1996, siccome basato su ordinari studi di settore o su di una positiva redditività media dell’attività desunta da esercizi pregressi, come tale incapace, anche nella ridotta moltiplicazione ivi prevista, di restituire un attendibile valore di mercato dell’azienda nell’ipotesi di accertato avviamento negativo al momento del trasferimento" La vicenda ha riguardato la cessione d'azienda, tra due società. L'Agenzia delle entrate con atto impositivo [...]
Responsabilità del committente è limitata alla sola natura strettamente retributiva degli emolumenti e tra questi non rientra l’indennità sostitutiva delle ferie e dei permessi non goduti
Responsabilità del committente è limitata alla sola natura strettamente retributiva degli emolumenti e tra questi non rientra l'indennità sostitutiva delle ferie e dei permessi non goduti
E’ onere del lavoratore, a dover provare di essere stato licenziato solo per il complesso delle condotte addebitate e non per i singoli episodi e che solo presi in considerazione congiuntamente, per la loro gravità complessiva, i singoli episodi fossero tali da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro
E' onere del lavoratore, a dover provare di essere stato licenziato solo per il complesso delle condotte addebitate e non per i singoli episodi e che solo presi in considerazione congiuntamente, per la loro gravità complessiva, i singoli episodi fossero tali da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro
La sospensione dei termini decadenziali di 85 giorni introdotta nel periodo emergenziale Covid si applicano non soltanto in relazione a quelle attività da compiersi entro il 2020 ma anche per quelli successivi
La sospensione dei termini decadenziali di 85 giorni introdotta nel periodo emergenziale Covid si applicano non soltanto in relazione a quelle attività da compiersi entro il 2020 ma anche per quelli successivi
I tributi locali possono essere iscritti a ruolo e riscossi per intero anche in pendenza di un giudizio di impugnazione sul relativo avviso di accertamento
I tributi locali possono essere iscritti a ruolo e riscossi per intero anche in pendenza di un giudizio di impugnazione sul relativo avviso di accertamento
Il direttore dei lavori non può esimersi dal verificare costantemente la qualità dell’opera e deve intervenire per correggere eventuali difformità essendo onerato dell’obbligo di vigilanza e di partecipazione al controllo dell’esecuzione
Il direttore dei lavori non può esimersi dal verificare costantemente la qualità dell'opera e deve intervenire per correggere eventuali difformità essendo onerato dell'obbligo di vigilanza e di partecipazione al controllo dell’esecuzione.
Il professionista non è responsabile dello sterss del cliente in quanto la prevedibilità, alla quale fa riferimento l’art. 1225 c.c. per limitare il danno da responsabilità contrattuale, se non dipeso da dolo del debitore, costituisce un limite giuridico alla misura del risarcimento pretendibile
La prevedibilità, alla quale fa riferimento l'art. 1225 c.c. per limitare il danno da responsabilità contrattuale, se non dipeso da dolo del debitore, costituisce un limite giuridico alla misura del risarcimento pretendibile
Il disabile ha diritto allo smat working e la società deve apportare un ragionevole accomodamento organizzativo che, senza comportare oneri finanziari sproporzionati, deve essere idoneo a contemperare, in nome dei principi di solidarietà sociale, buona fede e correttezza, l’interesse del disabile al mantenimento di un lavoro confacente alla sua condizione psico-fisica con quello del datore a garantirsi una prestazione utile all’impresa
Il disabile ha diritto allo smat working e la società deve apportare un ragionevole accomodamento organizzativo che, senza comportare oneri finanziari sproporzionati, deve essere idoneo a contemperare, in nome dei principi di solidarietà sociale, buona fede e correttezza, l'interesse del disabile al mantenimento di un lavoro confacente alla sua condizione psico-fisica con quello del datore a garantirsi una prestazione utile all'impresa