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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Qualora al dipendente venga illegittimamente impedito di svolgere la propria prestazione ha diritto a rassegnare le proprie dimissioni per giusta causa

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 18263 depositata il 3 luglio 2024, intervenendo in tema di risoluzione del rapporto di lavoro, ha ribadito il principio secondo cui "... ritenendosi integrata una giusta causa di recesso nel caso del lavoratore, che, avendo scelto di prestare la propria attività durante il periodo di preavviso, sia stato posto dal datore in ferie per il godimento di quelle non ancora fruite, con sovrapposizione di queste al periodo di preavviso (v. Cass. n. 985 del 2017). ..." La vicenda ha riguardato un dirigente di una società a responsabilità limitata che aveva rassegnate le dimissioni con preavviso di sei mesi. La società datrice di lavoro in seguito a tali dimissioni la datrice di lavoro aveva disabilitato l’account di posta elettronica aziendale, impedito l’accesso al computer ed anche all’ufficio. [...]

Bancarotta impropria: le omissioni fiscali e contributive non né costituisco sempre il presupposto

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 26862 depositata l' 8 luglio 2024, intervenendo in tema di bancarotta per sistematica omissione degli adempimenti fiscali e previdenziali, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... le operazioni dolose di cui all'art. 223, comma 2, n. 2, legge fall. possono consistere nel sistematico inadempimento delle obbligazioni fiscali e previdenziali, frutto di una consapevole scelta gestionale da parte degli amministratori della società, da cui consegue il prevedibile aumento della sua esposizione debitoria nei confronti dell'erario e degli enti previdenziali (ex multis 5, n. 24752 del 19/02/2018, De Mattia, Rv. 273337). ..." La vicenda ha riguardato il presidente del consiglio di amministrazione ed componente del consiglio di amministrazione di una società consortile a responsabilità limitata, accusati del reato di bancarotta impropria da operazioni dolose. Il [...]

La condotta di autoriciclaggio deve collocarsi temporalmente dopo la commissione del reato presupposto, per cui non integra il reato di cui all’art. 648-ter.1 cod. pen. il mero trasferimento di somme oggetto di distrazione fallimentare a favore di imprese operative, occorrendo a tal fine un quid pluris che denoti l’attitudine dissimulatoria della condotta rispetto alla provenienza delittuosa del bene

La condotta di autoriciclaggio deve collocarsi temporalmente dopo la commissione del reato presupposto, per cui non integra il reato di cui all'art. 648-ter.1 cod. pen. il mero trasferimento di somme oggetto di distrazione fallimentare a favore di imprese operative, occorrendo a tal fine un quid pluris che denoti l'attitudine dissimulatoria della condotta rispetto alla provenienza delittuosa del bene

Per i professionisti i prelevamenti dai propri conti correnti non sono automaticamente riferibili a un investimento nell’attività professionale destinato a generare ricavi imponibili

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 9440 depositata il 9 aprile 2024, intervenendo in tema di accertamento fondato sulle risultanze bancarie, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... In tema d'imposte sui redditi, la presunzione legale (relativa) della disponibilità di maggior reddito, desumibile dalle risultanze dei conti bancari giusta l'art. 32, comma 1, n. 2, del d.P.R. n. 600 del 1973, non è riferibile ai soli titolari di reddito di impresa o da lavoro autonomo, ma si estende alla generalità dei contribuenti, come si ricava dal successivo art. 38, riguardante l'accertamento del reddito complessivo delle persone fisiche, che rinvia allo stesso art. 32, comma 1, n. 2; tuttavia, all'esito della sentenza della Corte costituzionale n. 228 del 2014, le operazioni bancarie di prelevamento hanno valore presuntivo nei confronti dei soli [...]

Processo tributario: la notifica degli atti processuali o atto tributario è nulla se la consegna avviene al portiere senza informare il destinatario

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 16300 depositata il 12 giugno 2024, intervenendo in tema di notifica di atti processuali, ha ribadito il principio secondo cui "... nel caso di notificazione degli atti processuali a mezzo del servizio postale, ai sensi del comma 6 dell'art. 7 della legge n. 890 del 20/11/1982, introdotto dall'art. 36, comma 2 quater, del d.l. n. 248 del 31/12/2007, convertito in legge n. 31 del 28/02/2008 la notificazione è nulla se il piego viene consegnato al portiere dello stabile in assenza del destinatario e l'agente postale non ne dà notizia al destinatario stesso mediante lettera raccomandata. La difesa Erariale non ha chiesto di sanare la maturata la nullità del procedimento notificatorio e non risulta si sia attivata ai fini della ripresa dello stesso, dopo avere constatato la [...]

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