
Processo tributario: E’ Impugnabile l’atto di intimazione pur a fronte di un atto presupposto avente natura impo-esattiva come l’avviso di accertamento
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 18835 depositata il 10 luglio 2024, intervenendo in tema di atti impugnabili innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria, ha statuito il principio di diritto secondo cui "... A fronte dell’impugnazione di un atto cd. impo- esattivo ex art. 29 d.l. n. 78 del 2010, conv. dalla l. n. 122 del 2010, l’intimazione di pagamento emessa ai sensi dell’art. 68 D.Lgs. n. 546 del 1992 è atto impugnabile ai sensi dell’art. 19 del medesimo D.Lgs. in quanto, individuando il soggetto da concretamente sottoporre ad esecuzione ed avendo la funzione di circoscrivere, cristallizzandola, nei limiti dell’eseguibilità frazionata, l’efficacia esecutiva pur di per sé (già) posseduta dal titolo, è suscettibile di assumere una carica autonomamente lesiva della posizione soggettiva del destinatario, che dunque è legittimato a reagire ad essa, non [...]
Il requisito della impugnazione per iscritto del licenziamento deve ritenersi assolto, in assenza della previsione di modalità specifiche, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario di un qualsiasi atto scritto avente contenuto idoneo a comunicare l’intenzione del lavoratore di impugnare il licenziamento
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 18529 depositata l' 8 luglio 2024, intervenendo sulla modalità e forma dell' impugnazione del licenziamento, ha statuito il principio di diritto secondo cui "... Ai sensi dell'art. 6 della legge n. 604/66 il requisito della impugnazione per iscritto del licenziamento deve ritenersi assolto, in assenza della previsione di modalità specifiche, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario di un qualsiasi atto scritto avente contenuto idoneo a comunicare l’intenzione del lavoratore di impugnare il licenziamento e allo stesso con certezza riferibile, pertanto anche mediante invio di una PEC con allegato un file formato word, non essendo necessario l’invio di una copia informatica di un documento analogico ai sensi dell’art.22 del decreto legislativo n. 82 del 2005 ..." La vicenda ha riguardato un dipendente a cui [...]
In tema di reati tributari per omessa, infedele o fraudolenta dichiarazione o di omesso versamento, l’importo che può essere oggetto di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, è costituito dal risparmio economico derivante dalla sottrazione degli importi evasi alla loro destinazione fiscale e non comprende anche le sanzioni
In tema di reati tributari per omessa, infedele o fraudolenta dichiarazione o di omesso versamento, l'importo che può essere oggetto di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, è costituito dal risparmio economico derivante dalla sottrazione degli importi evasi alla loro destinazione fiscale e non comprende anche le sanzioni
La congruità della manodopera negli appalti (DURC di congruità): novità introdotte dal decreto Coesione
La congruità della manodopera negli appalti (DURC di congruità): novità introdotte dal decreto Coesione
Concordato Preventivo Biennale (CPB): soggetti interessati, condizioni ostative, effetti, cessazione e decadenza
Col il D. Lgs. n. 13 del 12 febbraio 2024, con gli articoli dal 6 al 9, si è istituito il Concordato Preventivo Biennale (CPB), trattasi di un istituto di compliance. Tale istituto è rivolto alle imprese e ai lavoratori autonomi di minori dimensioni. Infatti l'art. 6 del d.lgs. . 13/2024 dispone che "Al fine di razionalizzare gli obblighi dichiarativi e di favorire l'adempimento spontaneo, i contribuenti di minori dimensioni, titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo derivante dall'esercizio di arti e professioni che svolgono attività nel territorio dello Stato, possono accedere a un concordato preventivo biennale alle condizioni e secondo le modalità previste dal presente titolo." In altri termini, il Concordato Preventivo Biennale (CPB), il cui fine è quello di razionalizzare gli obblighi dichiarativi e di favorire l’adempimento spontaneo medinate la definizione, [...]
Nelle opposizioni a cartelle esattoriali con richieste contributive la competenza è del giudice ordinario
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con l'ordinanza n. 18090 depositata il 2 luglio 2024, intervenendo in tema di regolamento di giurisdizione, ha ribadito il principio di di dirtto secondo cui "... appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario e non di quello tributario la controversia avente ad oggetto diritti ed obblighi attinenti ad un rapporto previdenziale obbligatorio anche se originata da pretesa azionata dall'ente previdenziale a mezzo di cartella esattoriale, non solo per l'intrinseca natura del rapporto, ma anche perché l'art. 24 del d.lgs. n. 46 del 1999, sul riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo, nell'estendere tale procedura anche ai contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali, espressamente prevede che il contribuente, in presenza di richiesta di contributi previdenziali, possa proporre opposizione contro l'iscrizione a ruolo dinanzi al giudice del lavoro (Cass. 22/05/2023 [...]
Accertamento sintetico le innovazioni legislative di cui all’art. 22 della legge n. 78/201 sono applicabili sono per i periodo di imposta dal 2009
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 18030 depositata il 1° luglio 2024, intervenendo in tema di accertamento sintetico, ha ribadito che "... l’art. 22, comma 1, l. n. 78 del 2010 ha disposto, con specifica norma di diritto transitorio, che le modifiche operano in relazione agli «accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non è ancora scaduto alla data di entrata in vigore del presente decreto», sicché la norma ha effetto dal periodo d’imposta 2009 (Sez. 5, Ordinanza n. 4822 del 23/02/2024, rv. 670405-01; Cass. 07/06/2021, n. 15760, Cass. 06/10/2014, n. 21041; 06/11/2015, n. 22746). ..." La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agenzia delle entrate notificava due avvisi di accertamento per gli anni di imposta 2007 e 2008, contestandogli, a fronte della mancata presentazione della dichiarazione [...]
Il prestanome non è responsabile della bancarotta documentale per la sola assunzione della carica di amministratore
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 24365 depositata il 20 giugno 2024, intervenendo in tema di bancarotta fraudolenta documentale, ha affermato che l'assunzione della carica di amministratore apparente o prestanome "... non costituisce elemento sufficiente ad integrare il dolo specifico della bancarotta documentale ..." La vicenda ha riguardato l'amministratore apparente (c.d. prestanome) di una società a responsabilità limitata dichiarata fallita. All'amministratore apparente e l'amministratore di fatto venivano contestati i reati di bancarotta fraudolenta documentale e bancarotta fraudolenta per distrazione. Il Tribunale riconosceva gli imputati per i reati loro ascritti. Avverso la sentenza di primo grado veniva proposto appello. La Corte territoriale confermava la sentenza impugnata salvo assolvere l'amministratore apparente dalla fattispecie di bancarotta fraudolenta distrattiva. Gli imputati, a mezzo dei loro difensori, proponevano ricorso in cassazione. I giudici di legittimità annullavano la [...]