
Non è reato la falsa attestazione del professionista necessaria per il concordato preventivo, quando manca la certezza che sia consapevole della natura fittizia dei dati in base ai quali ha redatto la sua relazione
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 26401 depositata il 4 luglio 2024, intervenendo in tema di responsabilità extracontrattuale, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... pur ricorrendo una causa di estinzione del reato, il giudice è legittimato a pronunciare sentenza di assoluzione a norma dell'art. 129 comma secondo, cod. proc. pen. qualora emergano dagli atti circostanze idonee a escludere l'esistenza del fatto, la commissione del medesimo da parte dell'imputato e la sua rilevanza penale. (Cass. Sez. U, sentenza n. 35490 del 28/05/2009) ..." La vicenda ha riguardato un professionista accusato del delitto di falso in attestazioni e relazioni di cui all'art. 236-bis del D. 16 marzo 1942, n. 267. Il Tribunale affermava la penale responsabilità dell'imputato e lo condannava alla pena di anni quattro di reclusione ed euro 34.000,00 [...]
Il patto di non concorrenza, a carico del dipendente, è nullo nei casi di indeterminatezza e indeterminabilità del corrispettivo e per l’attribuzione al datore di lavoro di un potere insindacabile
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10679 depositata il 19 aprile 2024, intervenendo in tema di validità di patto di non concorrenza, ha riaffermato che "... ai fini della validità dell’intero patto occorre la determinatezza o almeno la determinabilità del corrispettivo. In mancanza di tali requisiti la clausola 7) sul corrispettivo deve ritenersi nulla, attesa l’impossibilità di individuare un esatto in idem placitum consensus relativo a quella clausola. La nullità di tale clausola dà luogo ad una situazione contrattuale equivalente a quella di mancata pattuizione di un corrispettivo, ciò che nella fattispecie delineata nell’art. 2125 c.c. dà luogo alla nullità dell’intero patto. ..." La vicenda ha riguardato l'ex dipendente di una banca, citato in giudizio per il risarcimento, a seguito della violazione del patto di non concorrenza. Il dipendente, a seguito delle [...]
L’associazione sportiva dilettantistica deve essere in grado di dimostrare i requisiti sostanziali
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 13970 depositata il 20 maggio 2024, intervenendo in tema di perdita del regime di favore per le A.S.D., ha statuito il principio di diritto secondo cui "... La perdita di un’agevolazione fiscale, quando connessa al venir meno delle ragioni che giustificano la deroga al normale regime tributario, non costituisce una sanzione, neppure impropria, con la conseguenza che l’abolizione di un’ipotesi di decadenza dal relativo beneficio non configura una norma più favorevole ai sensi dell’art. 3 d.lgs. n. 472/1997. In particolare, l’abolizione da parte dell’art. 19, l. n. 158/2015 dell’ipotesi di decadenza dell’agevolazione accordata alle associazioni senza scopo di lucro dalla l. n. 398/1991 per assenza dei tracciamenti dei versamenti, non configurando l’abolizione di una sanzione, non determina l’applicazione del principio del “favor rei”, proprio in [...]
Esclusione del reato di bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose quando la società fallita accumula debiti per scelte errate
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 22978 depositata il 6 giugno 2024, intervenendo in tema di bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose, affermando il principio secondo cui "... Non rileva, invece, per la sussistenza del delitto di bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose la mera circostanza che l'amministratore della società fallita abbia accumulato debiti per scelte errate, dovendo distinguersi l'aggravamento del dissesto conseguente ad operazioni dolose dall'aumento del passivo dovuto a scelte gestionali rivelatesi ex post errate e quindi dovute a comportamenti incolpevoli o anche solo colposi, poiché altrimenti il delitto coinciderebbe con la mera causazione dello stato di insolvenza ,2 sussisterebbe in relazione a tutte le dichiarazioni di fallimento. ..." La vicenda ha riguardato il legale rappresentante di una società a responsabilità limitata, esercente attività di calzaturificio, accusato di bancarotta [...]
Legittimo il licenziamento del dipendente che fa ostruzionismo all’azienda
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 18296 depositata il 4 luglio 2024, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare, ha statuito che "... si è in presenza di un grave e consapevole inadempimento dei compiti assegnati, caratterizzato da un comportamento ostruzionistico del lavoratore al momento della commissione del fatto e successivamente tentato di giustificare con problematiche di salute non idoneamente dimostrate, il tutto nell’assolvimento di funzioni particolarmente delicate per l’attività svolta dall’impresa datrice di lavoro, esposta peraltro a violazioni civili ed amministrative in tema di tracciabilità e di conferimento di un ingente carico di rifiuti. ..." La vicenda ha riguardato un dipendente di una società per azione con mansioni di autista addetto al conferimento dei rifiuti ai centri di trattamento. Il dipendente impugnava il provvedimento di espulsione. Il Tribunale adito, in veste di [...]
Bancarotta fraudolente patrimoniale: non è configurabile con l’avvio da parte di un prestanome di un’attività concorrenziale della società fallita
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 23577 depositata il 12 giugno 2024, intervenendo in tema di bancarotta fraudolente patrimoniale, ha ribadito il principio secondo cui "... ai fini della configurabilità del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, è necessario che la distrazione sia riferita a rapporti giuridicamente ed economicamente valutabili (ex multis 5, n. 26542 del 19/03/2014, Riva, Rv. 260689), rimanendo dunque escluso che la mera prosecuzione dell'attività sotto altra forma da parte dell'imprenditore senza che vi sia stato un illecito travaso di tali rapporti da un soggetto giuridico all'altro assuma rilevanza. Anche la cessione a qualunque titolo di un ramo d'azienda - la quale ben può integrare la condotta distrattiva se non adeguatamente remunerata - presuppone che il trasferimento abbia ad oggetto un complesso aziendale in senso proprio inteso, ossia, [...]
Il reato di illecita influenza sull’assemblea della società, essendo un delitto di evento, si configura solo se l’atto fraudolento o la simulazione alterano la formazione della maggioranza nell’organo, per cui si presuppone che l’assemblea si sia effettivamente svolta, mentre non basta a integrare l’illecito la sola “messinscena”
Il reato di illecita influenza sull’assemblea della società, essendo un delitto di evento, si configura solo se l’atto fraudolento o la simulazione alterano la formazione della maggioranza nell’organo, per cui si presuppone che l’assemblea si sia effettivamente svolta, mentre non basta a integrare l’illecito la sola “messinscena”
Nel cambio di appalto, con ridotte necessità di servizio, la clausola sociale impone all’impresa subentrante l’onere di dimostrare di aver assunto i dipendenti più titolati
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 18114 depositata il 2 luglio 2024, intervenendo in tema di cambio di appalto e clausole sociali, ha ribadito, nelle ipotesi di cambio di appalto con ridotte necessità di servizio, che "... in caso di cambio appalto e applicazione della ivi prevista clausola sociale, impone vincoli procedurali a garanzia della correttezza e trasparenza dell’operazione di subentro e la previsione della necessità di criteri verificabili riguardanti l’intero bacino dei lavoratori per il passaggio del personale, o di parte di esso, già impiegato nell’appalto; ..." La vicenda ha riguardato un gruppo di dipendenti della ex società appaltatrice, che a seguito della cessazione dell'appalto venivano licenziati. Gli ex dipendenti impugnavano il provvedimento di espulsione. Il Tribunale adito, in veste di giudice del lavoro, rigettava le doglianze dei dipendenti. Avverso la [...]