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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Prescrizione decennale per i crediti erariali e quinquennale per gli interessi e le sanzioni relative ai crediti erariali

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con la sentenza n. 11676 depositata il 30 aprile 2024, è intervenuta in tema di prescrizione dei tributi, ribadendo i principi di diritto secondo cui "... «La mancata impugnazione della cartella di pagamento nel termine di decadenza previsto dalla legge produce soltanto l'effetto sostanziale dell'irretrattabilità del credito, ma non anche la cd. conversione del termine di prescrizione breve - eventualmente previsto - in quello ordinario decennale, di cui all'art. 2953 c.c. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell'attitudine ad acquistare efficacia di giudicato» (Sez. U., 17 novembre 2016, n. 23397; Cass., 3 maggio 2019, n. 11760; 18 maggio 2018, n. 12200). ..." I giudici di legittimità,  a conferma [...]

Processo tributario: litisconsorzio in appello solo per le cause inscindibili, l’integrazione del contraddittorio è esclusa per le parti del giudizio di primo grado che hanno perso interesse a proporre appello

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con la sentenza n. 11676 depositata il 30 aprile, è intervenuta per dirimere un contrasto giurisprudenziale inerente l'art. 53 del codice di procedura tributaria (D.Lgs. n. 546/1992) ed applicabilità degli artt. 331 e 332 cod. proc. civ. La Suprema corte ha quindi statuito i seguenti principi di diritto: «Nel processo tributario, in tema di giudizio con pluralità di parti, l’art. 53, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, laddove prevede la sua proposizione nei confronti di tutte le parti che hanno partecipato al giudizio di primo grado, non fa venir meno la distinzione tra cause inscindibili, dipendenti e scindibili, così come delineata dalle regole processual-civilistiche, e pertanto, nei limiti del rispetto delle regole prescritte dagli artt. 331 e 332, cod. proc. civ., applicabili al processo tributario, non [...]

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo l’obbligo datoriale di repéchage è limitato alle mansioni inferiori compatibili con il bagaglio professionale di cui il lavoratore sia dotato al momento del licenziamento

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo l’obbligo datoriale di repéchage è limitato alle mansioni inferiori compatibili con il bagaglio professionale di cui il lavoratore sia dotato al momento del licenziamento

Il tempo preparatorio della prestazione lavorativa rientra nell’orario di lavoro se le relative operazioni si svolgano sotto la direzione e il controllo del datore di lavoro

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 16674 depositata il 17 giugno 2024, intervenendo in tema di orario di lavoro e tempo per recarsi sul luogo di lavoro, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... Il tempo preparatorio della prestazione lavorativa rientra nell'orario di lavoro se le relative operazioni si svolgano sotto la direzione e il controllo del datore di lavoro; ne consegue che - in ipotesi di personale tecnico "on field", addetto all'installazione e alla manutenzione degli impianti presso le abitazioni e i locali dei clienti, dotato di un terminale aziendale attraverso il quale visualizzare i luoghi degli interventi da compiere, "timbrare" l'orario di inizio del lavoro e ricevere le disposizioni datoriali - sono da considerare nulli gli accordi collettivi che prevedano una franchigia temporale, entro la quale è posto [...]

La Bancarotta fraudolenta patrimoniale è configurabile, in caso di contratto di cash pooling, quando non si riesce a escludere l’elemento soggettivo della distrazione per mancata formalizzazione del sistema di tesoreria unica del gruppo imprenditoriale accentrato nella holding

La Bancarotta fraudolenta patrimoniale è configurabile, in caso di contratto di cash pooling, quando non si riesce a escludere l’elemento soggettivo della distrazione per mancata formalizzazione del sistema di tesoreria unica del gruppo imprenditoriale accentrato nella holding

I premi e i contributi previdenziali – avendo natura pubblicistica e origine legale, in quanto prestazioni patrimoniali imposte per legge – sono equiparabili alle obbligazioni tributarie, per cui anche per i contributi si applica una deroga alla disciplina generale prevista dall’articolo 2506 quater, comma terzo, c.c.

I premi e i contributi previdenziali – avendo natura pubblicistica e origine legale, in quanto prestazioni patrimoniali imposte per legge – sono equiparabili alle obbligazioni tributarie, per cui anche per i contributi si applica una deroga alla disciplina generale prevista dall’articolo 2506 quater, comma terzo, c.c.

Affinché un lavoratore autonomo sia assoggettato ad IRAP, è necessario non solo che egli sia inserito in una autonoma organizzazione, ma che egli sia anche titolare di questa organizzazione, e ne sia dunque responsabile

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 16290 depositata il 16 giugno 2024, intervenendo in tema di IRAP, ha ribadito il principio secondo cui "... affinché un lavoratore autonomo sia assoggettato ad IRAP, è necessario non solo che egli sia inserito in una autonoma organizzazione, ma che egli sia anche titolare di questa organizzazione, e ne sia dunque responsabile (Cass. 16 giugno 2022, n. 19397). ..." La vicenda ha visto protagonista una professionista che aveva inviata una istanza di rimborso dell’IRAP versata. Lla contribuente sosteneva che aveva svolto, nell’anno in questione, la propria attività professionale di consulente nell’ambito della più ampia struttura organizzativa costituita dalla società di revisione, di cui era una dei soci. La società era il suo unico committente, e pertanto tutto il reddito professionale da lei dichiarato proveniva dalla suddetta [...]

Responsabilità della banca per il bonifico ad IBAN erroneamente indicato dal titolare del conto corrente

La Corte di Cassazione, sezione I, con l'ordinanza n.17415 depositata il 25 giugno 2024, intervenendo in tema di responsabilità della banca nell'ipotesi in cui l'ordinante inserisca un IBAN errato, ha statuito il seguente principio di diritto "... In tema di responsabilità di una banca per operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, allorquando il beneficiario, nominativamente indicato, di un pagamento da eseguirsi tramite bonifico sia sprovvisto di conto di accredito presso la banca intermediaria, sicché nemmeno è utilizzabile la specifica disciplina ex art. 24 del d.lgs. n. 11 del 2010, si applicano le regole di diritto comune, per cui grava sull’intermediaria stessa, responsabile, secondo la teoria del “contatto sociale qualificato”, nei confronti del beneficiario rimasto insoddisfatto a causa dell’indicazione, rivelatasi inesatta, del proprio IBAN, l’onere di dimostrare di aver compiuto l’operazione di pagamento, richiestagli dal [...]

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