accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 giugno 2021, n. 15616 – E’ da escludersi che l’Amministrazione finanziaria possa procedere ad accertare, in via induttiva, la plusvalenza patrimoniale realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini di altra imposta commisurata al valore del bene, posto che la base imponibile ai fini IRPEF è data non già dal valore del bene, ma dalla differenza tra i corrispettivi percepiti nel periodo di imposta e il prezzo di acquisto del bene ceduto, aumentato di ogni altro costo inerente al bene medesimo

E' da escludersi che l'Amministrazione finanziaria possa procedere ad accertare, in via induttiva, la plusvalenza patrimoniale realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini di altra imposta commisurata al valore del bene, posto che la base imponibile ai fini IRPEF è data non già dal valore del bene, ma dalla differenza tra i corrispettivi percepiti nel periodo di imposta e il prezzo di acquisto del bene ceduto, aumentato di ogni altro costo inerente al bene medesimo

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 giugno 2021, n. 15422 – In tema di accertamento per le imposte dirette sui redditi conseguiti dalla società di capitali a ristretta base sociale opera la presunzione di distribuzione di eventuali utili extracontabili accertati a carico della società secondo cui i redditi realizzati in nero si presumono distribuiti tra i soci, fatta salva prova contraria. Il socio, nel procedimento che lo riguarda, può, infatti, confutare non solo l’avvenuta distribuzione degli utili in nero, ma finanche la stessa ricorrenza della loro formazione in capo alla società

In tema di accertamento per le imposte dirette sui redditi conseguiti dalla società di capitali a ristretta base sociale opera la presunzione di distribuzione di eventuali utili extracontabili accertati a carico della società secondo cui i redditi realizzati in nero si presumono distribuiti tra i soci, fatta salva prova contraria. Il socio, nel procedimento che lo riguarda, può, infatti, confutare non solo l'avvenuta distribuzione degli utili in nero, ma finanche la stessa ricorrenza della loro formazione in capo alla società

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 giugno 2021, n. 15321 – In tema di plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso di terreni, la possibilità di affrancare quelle eventualmente maturate sui terreni posseduti alla data dell’1 gennaio 2002, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, nella misura forfettaria del 4%, ai sensi dell’art. 7 della Legge 28 dicembre 2001 n. 448, si riferisce non soltanto alle ipotesi in cui il terreno successivamente alienato sia stato acquistato per atto tra vivi, ma anche al diverso caso nel quale esso sia stato acquistato per successione e poi lottizzato prima della vendita

In tema di plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso di terreni, la possibilità di affrancare quelle eventualmente maturate sui terreni posseduti alla data dell'1 gennaio 2002, mediante il pagamento di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, nella misura forfettaria del 4%, ai sensi dell'art. 7 della Legge 28 dicembre 2001 n. 448, si riferisce non soltanto alle ipotesi in cui il terreno successivamente alienato sia stato acquistato per atto tra vivi, ma anche al diverso caso nel quale esso sia stato acquistato per successione e poi lottizzato prima della vendita

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 giugno 2021, n. 15216 – Elementi patrimoniali di proprietà di terzi che si configurino come soggetto tributario diverso rispetto all’impresa, ancorché eventualmente operanti nell’ambito di essa – Ammortamento – Esclusione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 01 giugno 2021, n. 15216 Tributi - Reddito di impresa - Determinazione - Elementi patrimoniali di proprietà di terzi che si configurino come soggetto tributario diverso rispetto all'impresa, ancorché eventualmente operanti nell'ambito di essa - Ammortamento - Esclusione Rilevato che 1. La Commissione tributaria regionale dell'Emilia Romagna ha confermato la [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 giugno 2021, n. 15214 – Il raddoppio dei termini, nei testi applicabili “ratione temporis”, operi automaticamente laddove si sia in presenza di un comportamento del contribuente che comporti l’obbligo di denuncia da parte dell’Ufficio a fronte dell’astratta sussistenza di una fattispecie delittuosa come previsto dal d.lgs. n. 74 del 2000

Il raddoppio dei termini, nei testi applicabili "ratione temporis", operi automaticamente laddove si sia in presenza di un comportamento del contribuente che comporti l'obbligo di denuncia da parte dell'Ufficio a fronte dell'astratta sussistenza di una fattispecie delittuosa come previsto dal d.lgs. n. 74 del 2000

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14771 – In tema di esercizio del potere d’imposizione sui capitali c.d. “scudati”, l’effetto preclusivo del generale potere di accertamento tributario, previsto all’art. 14, comma 1, lett. a), del d.l. n. 350 del 2001, ha natura di misura eccezionale di agevolazione per il contribuente, il quale ha l’onere di fornire la prova della ricorrenza dei presupposti

In tema di esercizio del potere d'imposizione sui capitali c.d. "scudati", l'effetto preclusivo del generale potere di accertamento tributario, previsto all'art. 14, comma 1, lett. a), del d.l. n. 350 del 2001, ha natura di misura eccezionale di agevolazione per il contribuente, il quale ha l'onere di fornire la prova della ricorrenza dei presupposti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 giugno 2021, n. 15217 – Quando il ragionamento della CTR costituisce al più una semplice premessa concettuale rispetto a successive argomentazioni, atte a sorreggere la decisione, sicché, in ultima analisi, è ravvisabile una ratio decidendi impercettibile, che riduce la motivazione a pura apparenza e in parte qua (ossia, come suaccennato, in relazione all’appello dell’ufficio) vizia di nullità la sentenza

Quando il ragionamento della CTR costituisce al più una semplice premessa concettuale rispetto a successive argomentazioni, atte a sorreggere la decisione, sicché, in ultima analisi, è ravvisabile una ratio decidendi impercettibile, che riduce la motivazione a pura apparenza e in parte qua (ossia, come suaccennato, in relazione all'appello dell'ufficio) vizia di nullità la sentenza

Corte di Cassazione sentenza n. 884 depositata il 16 gennaio 2019 – La mancanza di una determinazione del compenso degli amministratori nelle forme di specifica delibera assembleare non consente di considerare il costo sostenuto dalla società dotato dei requisiti di certezza e di oggettiva determinabilità di cui all’art. 109 (già 75), d.P.R. n. 917 del 1986

La mancanza di una determinazione del compenso degli amministratori nelle forme di specifica delibera assembleare non consente di considerare il costo sostenuto dalla società dotato dei requisiti di certezza e di oggettiva determinabilità di cui all'art. 109 (già 75), d.P.R. n. 917 del 1986

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