accertamento

Corte di Cassazione sentenza n. 19336 depositata il 23 settembre 2020 – Qualora il contributo ricevuto “ex lege” 488/92 dalla società contribuente è stato erogato in funzione di un impiego consistente nell’acquisizione di beni ammortizzabili, esso conserva fiscalmente tale natura, anche se la sua percezione fosse avvenuta in maniera illecita, essendo decisivo ai fini della sua imponibilità secondo il principio di competenza, non già il modo in cui n’è avvenuta la percezione ma la destinazione di esso all’acquisto di beni strumentali

Qualora il contributo ricevuto "ex lege" 488/92 dalla società contribuente è stato erogato in funzione di un impiego consistente nell'acquisizione di beni ammortizzabili, esso conserva fiscalmente tale natura, anche se la sua percezione fosse avvenuta in maniera illecita, essendo decisivo ai fini della sua imponibilità secondo il principio di competenza, non già il modo in cui n'è avvenuta la percezione ma la destinazione di esso all'acquisto di beni strumentali

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 ottobre 2020, n. 22905 – Accertamento su movimenti bancari ad un professionista

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 ottobre 2020, n. 22905 Tributi - Accertamento su movimenti bancari - Professionista - Presunzione compensi non dichiarati - Prelevamenti - Esclusione - Illegittimità costituzionale - Versamenti per liberalità dei genitori - Attribuzione al reddito professionale - Esclusione Fatti di causa 1. La contribuente D. A., di professione avvocato, riceveva [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 ottobre 2020, n. 22489 – Ove vengano contestate al contribuente operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione finanziaria ha l’onere di provare, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l’ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta ed ove l’Amministrazione assolva a detto onere istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria

Ove vengano contestate al contribuente operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione finanziaria ha l'onere di provare, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta ed ove l'Amministrazione assolva a detto onere istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22507 – In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la “contabilità in nero”, costituita da appunti personali dell’imprenditore o comunque da documenti non transitati nella contabilità ufficiale, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, prescritti dall’art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la "contabilità in nero", costituita da appunti personali dell'imprenditore o comunque da documenti non transitati nella contabilità ufficiale, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, prescritti dall'art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 ottobre 2020, n. 22476 – Ritenute fiscali su retribuzioni in “nero”. I verbali redatti dai funzionari degli enti previdenziali e assistenziali o dell’Ispettorato del Lavoro fanno piena prova solo dei fatti che i funzionari stessi attestino avvenuti in loro presenza e da loro compiuti

Ritenute fiscali su retribuzioni in "nero". I verbali redatti dai funzionari degli enti previdenziali e assistenziali o dell'Ispettorato del Lavoro fanno piena prova solo dei fatti che i funzionari stessi attestino avvenuti in loro presenza e da loro compiuti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 ottobre 2020, n. 22005 – In tema di detrazione di costi, l’inerenza deve essere valutata secondo un giudizio di carattere qualitativo, e non quantitativo, correlato all’attività di impresa, con la conseguenza che, in tema di IVA, la stessa non può essere esclusa solo in virtù di un giudizio sulla congruità del costo che non condiziona né esclude il diritto alla detrazione, salvo che l’amministrazione finanziaria dimostri la macroscopica antieconomicità della operazione

In tema di detrazione di costi, l'inerenza deve essere valutata secondo un giudizio di carattere qualitativo, e non quantitativo, correlato all'attività di impresa, con la conseguenza che, in tema di IVA, la stessa non può essere esclusa solo in virtù di un giudizio sulla congruità del costo che non condiziona né esclude il diritto alla detrazione, salvo che l'amministrazione finanziaria dimostri la macroscopica antieconomicità della operazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 ottobre 2020, n. 22044 – Il diritto alla detrazione iva può essere negato nel caso in cui si dimostri, alla luce di elementi oggettivi e sempre senza esigere dal soggetto passivo verifiche che non gli incombono, che tale soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere che l’operazione in base alla quale egli intende operare la detrazione si iscriveva in un’evasione dell’IVA, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare

Il diritto alla detrazione iva può essere negato nel caso in cui si dimostri, alla luce di elementi oggettivi e sempre senza esigere dal soggetto passivo verifiche che non gli incombono, che tale soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere che l'operazione in base alla quale egli intende operare la detrazione si iscriveva in un'evasione dell'IVA, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare

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