accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 settembre 2020, n. 19381 – Ai fini dell’operatività della presunzione legale (relativa) di cessione, occorre che la differenza quantitativa, in negativo, tra beni esistenti e quelli acquistati, importati o prodotti risulti o a seguito della verifica fisica dei beni giacenti, oppure dal confronto – “differenza inventariale” – tra la consistenza delle rimanenze registrate e le risultanze delle scritture ausiliarie di magazzino di cui al d.P.R. n. 600 del 1973, art. 14, comma 1, lett. d), o di altra documentazione obbligatoria

Ai fini dell'operatività della presunzione legale (relativa) di cessione, occorre che la differenza quantitativa, in negativo, tra beni esistenti e quelli acquistati, importati o prodotti risulti o a seguito della verifica fisica dei beni giacenti, oppure dal confronto - "differenza inventariale" - tra la consistenza delle rimanenze registrate e le risultanze delle scritture ausiliarie di magazzino di cui al d.P.R. n. 600 del 1973, art. 14, comma 1, lett. d), o di altra documentazione obbligatoria

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 settembre 2020, n. 19387 – I rapporti familiari intercorrenti tra il contribuente e il coniuge sono sufficienti al fine di attribuire al primo i versamenti sui conti correnti intestati alla moglie, senza alcuna necessità che l’ufficio dimostri né l’intestazione fittizia di tali conti né che il ricorrente ne avesse la disponibilità

I rapporti familiari intercorrenti tra il contribuente e il coniuge sono sufficienti al fine di attribuire al primo i versamenti sui conti correnti intestati alla moglie, senza alcuna necessità che l'ufficio dimostri né l'intestazione fittizia di tali conti né che il ricorrente ne avesse la disponibilità

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 settembre 2020, n. 19377 – Qualora l’Amministrazione finanziaria fornisca la prova della oggettiva inesistenza delle fatture, non occorre fornire anche quella inerente la mala fede del contribuente, atteso che, una volta accertata l’assenza dell’operazione, non è configurabile la buona fede di quest’ultimo, che sa certamente se ed in quale misura ha effettivamente ricevuto il bene o la prestazione per la quale ha versato il corrispettivo

Qualora l'Amministrazione finanziaria fornisca la prova della oggettiva inesistenza delle fatture, non occorre fornire anche quella inerente la mala fede del contribuente, atteso che, una volta accertata l'assenza dell'operazione, non è configurabile la buona fede di quest'ultimo, che sa certamente se ed in quale misura ha effettivamente ricevuto il bene o la prestazione per la quale ha versato il corrispettivo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 settembre 2020, n. 19289 – Per la cessione di immobili, l’esistenza di un maggior corrispettivo non è desumibile in via presuntiva sulla sola base del valore accertato (anche mediante accertamento con adesione) ai fini dell’imposta di registro

Per la cessione di immobili, l'esistenza di un maggior corrispettivo non è desumibile in via presuntiva sulla sola base del valore accertato (anche mediante accertamento con adesione) ai fini dell'imposta di registro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 settembre 2020, n. 18890 – L’accertamento di un maggior reddito derivante dalla cessione di beni immobili può essere fondato anche soltanto sull’esistenza di uno scostamento tra il minor prezzo indicato nell’atto di compravendita e l’importo del mutuo erogato all’acquirente

L'accertamento di un maggior reddito derivante dalla cessione di beni immobili può essere fondato anche soltanto sull'esistenza di uno scostamento tra il minor prezzo indicato nell'atto di compravendita e l'importo del mutuo erogato all'acquirente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 settembre 2020, n. 19234 – L’esistenza di una società di fatto, nel rapporto fra i soci, postula la dimostrazione, eventualmente anche con prove orali o presunzioni, del patto sociale e dei suoi elementi costitutivi e, pertanto, non può essere desunta dalla mera esternazione della società, che è rilevante solo nel rapporto con i terzi, a tutela del loro affidamento, né da atti di per sé insufficienti ad evidenziare tutti i suddetti elementi costitutivi

L'esistenza di una società di fatto, nel rapporto fra i soci, postula la dimostrazione, eventualmente anche con prove orali o presunzioni, del patto sociale e dei suoi elementi costitutivi e, pertanto, non può essere desunta dalla mera esternazione della società, che è rilevante solo nel rapporto con i terzi, a tutela del loro affidamento, né da atti di per sé insufficienti ad evidenziare tutti i suddetti elementi costitutivi

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