accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 luglio 2020, n. 16393 – In tema di imposte sui redditi, la norma di interpretazione autentica di cui all’art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 147 del 2015, avente efficacia retroattiva, esclude che l’Amministrazione finanziaria possa determinare, in via induttiva, la plusvalenza realizzata dalla cessione (di immobili e) di aziende solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro (ipotecaria o catastale), dovendo l’Ufficio individuare ulteriori indizi, gravi, precisi e concordanti, che supportino l’accertamento del maggiore corrispettivo rispetto a quanto dichiarato dal contribuente, su cui grava la prova contraria

In tema di imposte sui redditi, la norma di interpretazione autentica di cui all’art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 147 del 2015, avente efficacia retroattiva, esclude che l'Amministrazione finanziaria possa determinare, in via induttiva, la plusvalenza realizzata dalla cessione (di immobili e) di aziende solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini dell'imposta di registro (ipotecaria o catastale), dovendo l'Ufficio individuare ulteriori indizi, gravi, precisi e concordanti, che supportino l'accertamento del maggiore corrispettivo rispetto a quanto dichiarato dal contribuente, su cui grava la prova contraria

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 luglio 2020, n. 16144 – L’avviso di accertamento soddisfa l’obbligo di motivazione quando pone il contribuente nella condizione di conoscere esattamente la pretesa impositiva, individuata nel petitum e nella causa petendi, mediante una fedele e chiara ricostruzione degli elementi costitutivi dell’obbligazione tributaria

L'avviso di accertamento soddisfa l'obbligo di motivazione quando pone il contribuente nella condizione di conoscere esattamente la pretesa impositiva, individuata nel petitum e nella causa petendi, mediante una fedele e chiara ricostruzione degli elementi costitutivi dell'obbligazione tributaria

Commissione Tributaria Regionale per la Puglia, sezione 4, sentenza n. 535 depositata il 26 febbraio 2020 – Illegittimità del procedimento utilizzato dall’ufficio e basato sull’automatica rettifica del reddito di partecipazione del socio a seguito di rettifica della società nella misura in cui l’avviso di accertamento relativo a questa ultima non si è ancora definitivo e sia invece oggetto di contenzioso

Illegittimità del procedimento utilizzato dall'ufficio e basato sull'automatica rettifica del reddito di partecipazione del socio a seguito di rettifica della società nella misura in cui l'avviso di accertamento relativo a questa ultima non si è ancora definitivo e sia invece oggetto di contenzioso

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 luglio 2020, n. 16181 – E’ escluso che ai fini dell’accertamento delle imposte sui redditi, l’Amministrazione possa limitarsi a determinare, in via induttiva, la plusvalenza realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro

E' escluso che ai fini dell'accertamento delle imposte sui redditi, l'Amministrazione possa limitarsi a determinare, in via induttiva, la plusvalenza realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini dell'imposta di registro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 luglio 2020, n. 16180 – In tema di determinazione del reddito d’impresa, le quote di ammortamento delle aziende date in affitto o in usufrutto sono deducibili, ai sensi degli artt. 67, comma 9, del d.P.R. n. 917 del 1986 e 14, comma 2, del d.P.R. n. 42 del 1988, dal reddito dell’affittuario o dell’usufruttuario, e non da quello del concedente, e sono commisurate al costo originario dei beni risultante dalla contabilità del concedente

In tema di determinazione del reddito d'impresa, le quote di ammortamento delle aziende date in affitto o in usufrutto sono deducibili, ai sensi degli artt. 67, comma 9, del d.P.R. n. 917 del 1986 e 14, comma 2, del d.P.R. n. 42 del 1988, dal reddito dell'affittuario o dell'usufruttuario, e non da quello del concedente, e sono commisurate al costo originario dei beni risultante dalla contabilità del concedente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 luglio 2020, n. 13481 – Il raddoppio opera pertanto in presenza dell’astratta sussistenza di un reato perseguibile d’ufficio, indipendentemente dall’effettiva presentazione della denunzia, dall’inizio dell’azione penale e dall’accertamento del reato nel processo

Il raddoppio opera pertanto in presenza dell'astratta sussistenza di un reato perseguibile d'ufficio, indipendentemente dall'effettiva presentazione della denunzia, dall'inizio dell'azione penale e dall'accertamento del reato nel processo

La vendita dell’auto usata, ricevuta a fronte della vendita di un auto nuova, se ceduta a prezzo inferiore rispetto alla valutazione la differenza è deducibile

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 15737 depositata il 23 luglio 2020 intervenendo in tema di determinazione del reddito d'impresa ha statuito che è "pacifico che nel contratto di vendita dell'autovettura nuova la concessionaria si è impegnata a non richiedere al cliente la (eventuale) differenza incassata in meno rispetto alla valutazione fatta in sede [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 luglio 2020, n. 16167 – La deduzione delle perdite su crediti è deducibile nell’anno di competenza è deve coincidere con quello in cui si acquista certezza che il credito non può più essere soddisfatto, perché in quel momento si materializzano gli elementi “certi e precisi” della sua irrecuperabilità

La deduzione delle perdite su crediti è deducibile nell'anno di competenza è deve coincidere con quello in cui si acquista certezza che il credito non può più essere soddisfatto, perché in quel momento si materializzano gli elementi "certi e precisi" della sua irrecuperabilità

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