accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1298 – L’art. 32 del d.P.R. n. 600/1973 e l’art. 51 del d.P.R. n. 633/1972 autorizzano l’Ufficio finanziario a procedere all’accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti intestati a terzi, purché si abbia motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito della parte contribuente

L'art. 32 del d.P.R. n. 600/1973 e l'art. 51 del d.P.R. n. 633/1972 autorizzano l'Ufficio finanziario a procedere all'accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti intestati a terzi, purché si abbia motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito della parte contribuente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 gennaio 2020, n. 1329 – Accertamento nei confronti di soggetti aderenti al consolidato nazionale – Litisconsorzio necessario tra consolidata e consolidante

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 gennaio 2020, n. 1329 Tributi - Accertamento nei confronti di soggetti aderenti al consolidato nazionale - Litisconsorzio necessario tra consolidata e consolidante - Mancata attivazione - Nullità dell’intero giudizio Rilevato che Con sentenza n. 1487/36/2014, depositata il 21 marzo 2014, non notificata, la Commissione tributaria regionale (CTR) della Lombardia [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 gennaio 2020, n. 1250 – La procedura di accertamento standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici il cui scostamento dal reddito dichiarato deriva solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente con il contribuente e qualora il contribuente ometta di parteciparvi ovvero si astenga da qualsivoglia attività di allegazione, l’Ufficio non è tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa

La procedura di accertamento standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici il cui scostamento dal reddito dichiarato deriva solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente con il contribuente e qualora il contribuente ometta di parteciparvi ovvero si astenga da qualsivoglia attività di allegazione, l'Ufficio non è tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 gennaio 2020, n. 1134 – L’art. 7, co. 1, della I. n. 212 del 2000 consente di assolvere all’obbligo di motivazione degli atti tributari anche per relationem, cioè mediante il riferimento a elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, che siano collegati all’atto notificato, quando lo stesso ne riproduca il contenuto essenziale

L'art. 7, co. 1, della I. n. 212 del 2000 consente di assolvere all'obbligo di motivazione degli atti tributari anche per relationem, cioè mediante il riferimento a elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, che siano collegati all'atto notificato, quando lo stesso ne riproduca il contenuto essenziale

Commissione Tributaria Regionale per la Calabria sezione 3 sentenza n. 3559 depositata l’ 8 ottobre 2019 – In tema di accertamento tributario tramite indagini bancarie l’onere probatorio dell’Amministrazione è soddisfatto attraverso i dati e gli elementi risultanti dall’analisi dei movimenti e dei conti bancari, determinandosi un’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente

In tema di accertamento tributario tramite indagini bancarie l’onere probatorio dell’Amministrazione è soddisfatto attraverso i dati e gli elementi risultanti dall’analisi dei movimenti e dei conti bancari, determinandosi un'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1289 – In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’art. 12, settimo comma, l. n. 212 del 2000, deve essere interpretato nel senso che l’inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l’illegittimità dell’atto impositivo emesso ante tempus

In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l'art. 12, settimo comma, l. n. 212 del 2000, deve essere interpretato nel senso che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l'illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 gennaio 2020, n. 1217 – In tema di rettifica della dichiarazione annuale dell’imposta sul valore aggiunto, l’accettazione da parte del contribuente, in contraddittorio con i verbalizzanti, di una data percentuale di ricarico ai fini della determinazione dei ricavi, può essere apprezzata come confessione stragiudiziale, se risulti dal verbale di constatazione e sia stata sottoscritta dal contribuente medesimo, e, pertanto, può legittimare l’accertamento dell’ufficio per infedeltà della dichiarazione annuale

In tema di rettifica della dichiarazione annuale dell'imposta sul valore aggiunto, l'accettazione da parte del contribuente, in contraddittorio con i verbalizzanti, di una data percentuale di ricarico ai fini della determinazione dei ricavi, può essere apprezzata come confessione stragiudiziale, se risulti dal verbale di constatazione e sia stata sottoscritta dal contribuente medesimo, e, pertanto, può legittimare l'accertamento dell'ufficio per infedeltà della dichiarazione annuale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 gennaio 2020, n. 1244 – In tema di accertamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche il reddito complessivo netto del contribuente, determinato sulla base degli indici previsti dai decreti ministeriali del 10 settembre e 19 novembre 1992, riguardanti il cd. “redditometro”, e tale metodo di accertamento dispensa l’Amministrazione finanziaria da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva

In tema di accertamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche, l'art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 prevede che gli uffici finanziari possano determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente, sulla base degli indici previsti dai decreti ministeriali del 10 settembre e 19 novembre 1992, riguardanti il cd. "redditometro", e tale metodo di accertamento dispensa l'Amministrazione finanziaria da qualunque ulteriore prova rispetto all'esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva

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