accertamento

Commissione Tributaria Regionale per l’Abruzzo sez. 5 sentenza n. 1176 depositata il 12 dicembre 2018 – Doppie imposizioni: non è possibile avvalersi contemporaneamente della Convenzione Italia-Svizzera e della Direttiva madre-figlia

Commissione Tributaria Regionale per l'Abruzzo sez. 5 sentenza n. 1176 depositata il 12 dicembre 2018 MASSIMA Le Convenzioni bilaterali tra stati volte a evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio non possono applicarsi in caso di adesione al regime della direttiva “Madre-Figlia”. Testo:  Con atto di appello la società [...]

Commissione Tributaria Regionale per il Molise sez. 2 sentenza n. 70 depositata il 10 gennaio 2019 – Gli studi di settore costituiscono una presunzione semplice che, priva di altri specifici e concreti elementi e riscontri, del carattere di gravità, precisione e concordanza, da soli non sono sufficienti a legittimare l’operato dell’Ufficio

la possibilità di utilizzare ai fini della rettifica delle dichiarazioni presentate dai contribuenti le procedure di accertamento standardizzato, mediante applicazione di studi di settore, asserendo che la procedura accertativa basata sull'applicazione di tale metodo costituisce un sistema di presunzioni semplici. Tali presunzioni affinché possano assurgere a presunzioni qualificate necessitano di essere integrate dai requisiti della gravità, precisione e concordanza, che peraltro non si realizzano automaticamente con il mero scostamento tra l'ammontare dei ricavi dichiarati rispetto agli standard considerati

Commissione Tributaria Regionale per la Calabria sez. 2 sentenza n. 98 depositata il 23 gennaio 2019 – In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’art. 39, primo comma, lett. c), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 consente di procedere alla rettifica del reddito anche quando l’incompletezza della dichiarazione risulta “dai verbali relativi ad ispezioni eseguite nei confronti di altri contribuenti”, da cui derivino presunzioni semplici, desumibili anche da documentazione extracontabile ed in particolare da “contabilità in nero”

Commissione Tributaria Regionale per la Calabria sez. 2 sentenza n. 98 depositata il 23 gennaio 2019 MASSIMA In tema di accertamento spetta al contribuente offrire la prova della non rispondenza dei dati extracontabili alla realtà aziendale, infatti, secondo il 1° comma, lett. c), dell’art. 39 del D.P.R. 600/1973, è consentito procedere alla rettifica del reddito [...]

Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia sez. 3 sentenza n. 376 depositata il 25 gennaio 2019 – In tema di transfer pricing spetta all’Agenzia delle Entrate di dimostrare l’esistenza di transazioni tra imprese collegate con evidenti discrepanze rispetto a transazioni dello stesso genere su un mercato indipendente, mentre al contribuente spetta l’onere di dimostrare che le transazioni sono intervenute per valori di mercato da considerarsi normali

Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia sez. 3 sentenza n. 376 depositata il 25 gennaio 2019 Massima In tema di transfer pricing spetta all’Agenzia delle Entrate di dimostrare l’esistenza di transazioni tra imprese collegate con evidenti discrepanze rispetto a transazioni dello stesso genere su un mercato indipendente, mentre al contribuente spetta l’onere di dimostrare che [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 febbraio 2019, n. 4704 – Nell’ipotesi di società di capitali a ristretta base sociale è ammissibile la presunzione di attribuzione ai soci di utili extracontabili

Il cattivo esercizio del potere di apprezzamento delle prove non legali da parte del giudice di merito, infatti non dà luogo ad alcun vizio denunciabile con il ricorso per cassazione, non essendo inquadrabile nel paradigma dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. (che attribuisce rilievo all'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e presenti carattere decisivo per il giudizio), né in quello del precedente n. 4, disposizione che - per il tramite dell'art. 132, n. 4, c.p.c. - dà rilievo unicamente all'anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 febbraio 2019, n. 4578 – Indeducibilità di costi sostenuti per beni o prestazioni di servizio direttamente utilizzati per il compimento di delitti non colposi

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 15 febbraio 2019, n. 4578 Tributi - Reddito di impresa - Indeducibilità di costi sostenuti per beni o prestazioni di servizio direttamente utilizzati per il compimento di delitti non colposi - Costi di realizzazione di un complesso alberghiero su terreni oggetto di lottizzazione abusiva - Indeducibilità - Esclusione Fatti di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 febbraio 2019, n. 4376 – In tema di accertamento sintetico del reddito, ai sensi dell’art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, ove il contribuente deduca che la spesa sia il frutto di liberalità o di altra provenienza, la relativa prova deve essere fornita con la produzione di documenti, dai quali emerga non solo la disponibilità all’interno del nucleo familiare di tali redditi

non occorre la prova dello specifico impiego della somme, ma è sufficiente dimostrare la disponibilità di somme che, per ammontare e periodo in cui sono state conseguite, rendano verosimile che le spese sono state effettuate con quei redditi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 febbraio 2019, n. 4209 – In tema di Imposte sul redditi d’impresa, per la determinazione della plusvalenza realizzata con la vendita di un Immobile, al sensi dell’art. 54 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, è valsa sempre la regola per cui occorre avere riguardo alla differenza fra il prezzo di cessione e quello di acquisto

qualora sia contestata una plusvalenza patrimoniale realizzata da un'impresa a seguito di cessione a titolo oneroso di un'unità immobiliare, l'onere di fornire la prova che l'operazione è (quanto al prezzo di vendita) parzialmente simulata, spetta all'Amministrazione finanziaria, la quale adduca l'esistenza di maggiori ricavi, e può essere adempiuto, ai sensi dell'art. 39, primo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, anche sulla base di presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti

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