cassazione sez. civile

Corte di Cassazione sentenza n. 12116 depositata il 17 maggio 2018 – L’assunzione della garanzia per i vizi della cosa venduta ex art. 1490 c.c. è configurabile in capo ad un soggetto diverso dal venditore, laddove sia legato da particolari rapporti con il venditore stesso e non, invece, con l’acquirente

Corte di Cassazione sentenza n. 12116 depositata il 17 maggio 2018 VENDITA - OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE - GARANZIA PER I VIZI DELLA COSA VENDUTA - SOGGETTO DIVERSO DAL VENDITORE - ASSUNZIONE DELLA GARANZIA - AMMISSIBILITA' - PROGETTISTA E DIRETTORE DEI LAVORI - FATTISPECIE ESPOSIZIONE DEL FATTO Con atto di citazione regolarmente notificato la Pacifico Surgelati [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 11744 depositata il 15 maggio 2018 – Il contratto di trasporto di cose, quando il destinatario è persona diversa dal mittente, si configura come contratto tra mittente e vettore a favore del terzo destinatario, in cui i diritti e gli obblighi del destinatario verso il vettore nascono con la consegna delle cose a destinazione o con la richiesta di consegna, che integra la “dichiarazione di volerne profittare”, ai sensi dell’art. 1411 c.c., e segna il momento in cui il destinatario fa propri gli effetti del contratto, da tale momento potendosi il vettore rivolgere solo a lui per il soddisfacimento del credito di rimborso e corrispettivo

Corte di Cassazione sentenza n. 11744 depositata il 15 maggio 2018 TRASPORTO - DI COSE - DESTINATARIO - DIRITTI - DESTINATARIO DIVERSO DAL MITTENTE - CONSEGNA DELLA MERCE O RICHIESTA DELLA STESSA - EFFETTI - FONDAMENTO FATTI DI CAUSA La Riveco s.r.l. in liquidazione si opponeva a un decreto ingiuntivo, ottenuto dalla ditta individuale L. [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 11757 depositata il 15 maggio 2018 – Nel contratto di assicurazione contro i danni la clausola con la quale si pattuisce che l’assicurato sia indennizzato mediante la riparazione in forma specifica del danno occorsogli in conseguenza di un sinistro stradale (nella specie, mediante riparazione del veicolo presso carrozzeria autorizzata) non è da considerarsi clausola limitativa della responsabilità agli effetti dell’art. 1341 c.c., ma delimitativa dell’oggetto del contratto, in quanto non limita le conseguenze della colpa o dell’inadempimento e non esclude, ma specifica, il rischio garantito, stabilendo i limiti entro i quali l’assicuratore è tenuto a rivalere l’assicurato.

Corte di Cassazione sentenza n. 11757 depositata il 15 maggio 2018 ASSICURAZIONE - NOZIONE, CARATTERI, DISTINZIONI - DISPOSIZIONI GENERALI - RISCHIO ASSICURATO - ASSICURAZIONE CONTRO I DANNI - CLAUSOLA CHE PREVEDE LA RISARCIBILITA' IN FORMA SPECIFICA - NATURA - CLAUSOLA LIMITATIVA DELLA RESPONSABILITA' - ESCLUSIONE - CLAUSOLA CHE DELIMITA L'OGGETTO DEL CONTRATTO - SUSSISTENZA - [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 11763 depositata il 15 maggio 2018 – Ai sensi dell’art. 1895 c.c. (applicabile, in virtù del rinvio contenuto nell’art. 1886 c.c., alle assicurazioni sociali oltre che alle assicurazioni private) si può configurare l’inesistenza del rischio, allorché prima della conclusione del contratto non si sia presentato quanto meno come possibile il futuro danno o evento attinente alla vita umana, ovvero non sia stato incerto almeno il momento in cui esso si sarebbe verificato: in tal caso il contratto e nullo

Corte di Cassazione sentenza n. 11763 depositata il 15 maggio 2018 ASSICURAZIONE - NOZIONE, CARATTERI, DISTINZIONI - DISPOSIZIONI GENERALI - RISCHIO ASSICURATO - DICHIARAZIONI DEL CONTRAENTE - RETICENZE ED INESATTEZZE - CON DOLO O COLPA GRAVE - IMPUGNAZIONI - INESISTENZA DEL RISCHIO PRIMA DELLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO - CONDIZIONI - CONSEGUENZE - NULLITA' - CONFIGURABILITA' [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 11656 depositata il 14 maggio 2018 – Ai fini della configurabilità del rapporto di mediazione, non è necessaria l’esistenza di un preventivo conferimento di incarico per la ricerca di un acquirente o di un venditore, ma è sufficiente che la parte abbia accettato l’attività del mediatore avvantaggiandosene

Corte di Cassazione sentenza n. 11656 depositata il 14 maggio 2018 MEDIAZIONE - NOZIONI, CARATTERI, DISTINZIONI - REQUISITI - PREVIO CONFERIMENTO DELL'INCARICO - ESCLUSIONE - ACCETTAZIONE DELL'ATTIVITA' DEL MEDIATORE - SUFFICIENZA FATTI DI CAUSA 1) La controversia ha per oggetto la provvigione (Euro 28.080,00) a carico del venditore per la attività di mediazione svolta da [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 11671 depositata il 14 maggio 2018 – Qualora appalto non implichi il totale trasferimento all’appaltatore del potere di fatto sull’immobile nel quale deve essere eseguita l’opera appaltata, non viene meno per il committente e detentore del bene il dovere di custodia e di vigilanza e, con esso, la conseguente responsabilità ex art. 2051 c.c.

Corte di Cassazione sentenza n. 11671 depositata il 14 maggio 2018 APPALTO - RESPONSABILITA' - APPALTO NON IMPLICANTE IL TOTALE TRASFERIMENTO ALL'APPALTATORE DEL POTERE DI FATTO SULLA COSA - DOVERE DI CUSTODIA E DI VIGILANZA IN CAPO AL COMMITTENTE DETENTORE - PERSISTENZA - CONSEGUENZE - FATTISPECIE FATTO E DIRITTO Osservato che P., R., PA. e [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 11346 depositata il 10 maggio 2018 – Nei confronti del fideiussore in mora nell’adempimento dell’obbligazione di garanzia non trova applicazione la norma di cui al primo comma dell’art. 1224 c.c., secondo cui gli interessi moratori sono dovuti nella stessa misura, superiore a quella legale che sia stata convenzionalmente stabilita prima della mora, posto che la pattuizione degli interessi, essendo intervenuta fra il debitore principale e il creditore, è produttiva di effetti esclusivamente fra le parti stipulanti

Corte di Cassazione sentenza n. 11346 depositata il 10 maggio 2018 FIDEJUSSIONE - LIMITI - QUANTITATIVI - MORA DEL FIDEIUSSORE - OBBLIGO DI CORRISPONDERE GLI INTERESSI - MISURA - INTERESSI CONVENZIONALI PATTUITI DAL DEBITORE CON IL CREDITORE - APPLICABILITA' AL FIDEIUSSORE IN MORA - ESCLUSIONE FATTI DI CAUSA 1. - C.C., M., Ma. e V. [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 11012 depositata il 8 maggio 2018 – Il danno da risarcire al promittente compratore, ove sia accolta la domanda di risoluzione del contratto preliminare di vendita dallo stesso proposta per inadempimento del promittente venditore, non può comprendere i frutti della cosa promessa in vendita successivi alla domanda di risoluzione perché questa, comportando la rinuncia definitiva alla prestazione del promittente venditore (art. 1453, comma 3, c.c.), preclude anche al promittente compratore di lucrare i frutti che dalla cosa avrebbe tratto dopo la rinuncia

Corte di Cassazione sentenza n. 11012 depositata il 8 maggio 2018 VENDITA - PRELIMINARE DI VENDITA - RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO DEL VENDITORE - RISARCIMENTO DEL DANNO AL COMPRATORE - ESTENSIONE AI FRUTTI DELLA COSA VENDUTA SUCCESSIVI ALLA DOMANDA DI RISOLUZIONE - ESCLUSIONE - FATTISPECIE MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE 1. Con contratto [...]

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