DIRITTI DOGANALI

AGENZIA DELLE DOGANE – Nota 16 febbraio 2021, n. 48731/RU – BREXIT – Direttiva (UE) 2020/1756 – Modifica codice identificativo IVA dei soggetti passivi stabiliti nell’Irlanda del Nord – Modelli INTRA – Determinazione del 15 febbraio 2021

AGENZIA DELLE DOGANE - Nota 16 febbraio 2021, n. 48731/RU BREXIT - Direttiva (UE) 2020/1756 - Modifica codice identificativo IVA dei soggetti passivi stabiliti nell’Irlanda del Nord - Modelli INTRA - Determinazione del 15 febbraio 2021 Com’è noto, dal 1° gennaio 2021, il Regno Unito non è più parte del territorio doganale e fiscale (IVA [...]

D.Lgs. n. 504/95, art. 25, comma 6-ter. Depositi commerciali di prodotti energetici. Soggetti per conto dei quali i titolari di depositi commerciali detengono o estraggono benzina e gasolio usato come carburante. Onere di comunicazione inizio attività. Indirizzi applicativi – AGENZIA DELLE DOGANE – Circolare 15 febbraio 2021, n. 7

AGENZIA DELLE DOGANE - Circolare 15 febbraio 2021, n. 7 D.Lgs. n. 504/95, art. 25, comma 6-ter. Depositi commerciali di prodotti energetici. Soggetti per conto dei quali i titolari di depositi commerciali detengono o estraggono benzina e gasolio usato come carburante. Onere di comunicazione inizio attività. Indirizzi applicativi Tra le misure nel settore dei carburanti [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 novembre 2020, n. 25509 – Diritti doganali – Dichiarazione con errata indicazione di quantità e valori la cui differenza inferiore al 5% trova applicazione la sanzioni ex all’art. 303, co. 1 TULD

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 12 novembre 2020, n. 25509 Tributi - Importazioni - Diritti doganali - Dichiarazione - Errata indicazione di quantità e valori - Differenza inferiore al 5% - Sanzioni ex all'art. 303, co. 1 TULD - Violazione di più disposizioni - Cumulo giuridico ex art. 12, D.Lgs. n. 472/97 Fatti di causa [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 ottobre 2020, n. 22594 – Nullità dell’avviso di accertamento per violazione dell’art. 2 Reg. CE cit. e delle corrispondenti disposizioni del TULD relative alla risoluzione della controversia doganale, stante l’omessa effettuazione delle controanalisi richieste

Nullità dell'avviso di accertamento per violazione dell'art. 2 Reg. CE cit. e delle corrispondenti disposizioni del TULD relative alla risoluzione della controversia doganale, stante l'omessa effettuazione delle controanalisi richieste

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 ottobre 2020, n. 22012 – In materia di diritti di confine, costituenti risorse proprie della UE, la sentenza non definitiva con la quale si preveda il rimborso, in favore del contribuente, di dazi doganali ritenuti non dovuti non può ritenersi immediatamente esecutiva ai sensi dell’art. 69, comma 1, del d.lgs. n. 546 del 1992, disposizione incompatibile con il Codice doganale comunitario e con il Codice doganale unionale, con conseguente inammissibilità del ricorso per ottemperanza eventualmente proposto ai sensi degli artt. 69, comma 5, e 70 del d.lgs. n. 546 del 1992

In materia di diritti di confine, costituenti risorse proprie della UE, la sentenza non definitiva con la quale si preveda il rimborso, in favore del contribuente, di dazi doganali ritenuti non dovuti non può ritenersi immediatamente esecutiva ai sensi dell'art. 69, comma 1, del d.lgs. n. 546 del 1992, disposizione incompatibile con il Codice doganale comunitario e con il Codice doganale unionale, con conseguente inammissibilità del ricorso per ottemperanza eventualmente proposto ai sensi degli artt. 69, comma 5, e 70 del d.lgs. n. 546 del 1992

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 settembre 2020, n. 20427 – In materia d’imposta sulla produzione e sui consumi, ai sensi dell’art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 504 del 1995, il rimborso (o la corrispondente detrazione) dell’accisa indebitamente pagata deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro due anni, decorrenti dalla data di presentazione della dichiarazione annuale

In materia d'imposta sulla produzione e sui consumi, ai sensi dell'art. 14, comma 2, del d.lgs. n. 504 del 1995, il rimborso (o la corrispondente detrazione) dell'accisa indebitamente pagata deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro due anni, decorrenti dalla data di presentazione della dichiarazione annuale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 settembre 2020, n. 18712 – L’istituto del silenzio assenso è previsto dal D.P.R. 9 giugno 2000, n. 277, art. 4, comma 2, prescrivendo la norma che decorsi giorni 60 dal ricevimento della dichiarazione del contribuente ove l’Ufficio non abbia comunicato il provvedimento di diniego, “l’istanza si considera accolta” che non impedisce, l’esercizio del potere di controllo ed impositivo della Amministrazione finanziaria che, infatti, “può annullare con provvedimento motivato l’atto di assenso illegittimamente formato” salvo che il contribuente, nel termine assegnatogli, provveda a sanare i vizi riscontrati

L'istituto del silenzio assenso è previsto dal D.P.R. 9 giugno 2000, n. 277, art. 4, comma 2, prescrivendo la norma che decorsi giorni 60 dal ricevimento della dichiarazione del contribuente ove l'Ufficio non abbia comunicato il provvedimento di diniego, "l'istanza si considera accolta" che non impedisce, l'esercizio del potere di controllo ed impositivo della Amministrazione finanziaria che, infatti, "può annullare con provvedimento motivato l'atto di assenso illegittimamente formato" salvo che il contribuente, nel termine assegnatogli, provveda a sanare i vizi riscontrati

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 agosto 2020, n. 16625 – La responsabilità del rappresentante indiretto dell’importatore, la quale concerne i rapporti interni fra ausiliario e preponente senza determinare, in rapporto ai terzi (compreso l’ufficio doganale), alcuna sostituzione, implica per il rappresentante l’obbligo di vigilare, con la diligenza qualificata da ragguagliare, ex art. 1176, comma 2, c.c., alla natura dell’attività esercitata, sull’esattezza delle informazioni fornite dall’esportatore allo Stato di esportazione, non essendo sufficiente ad integrare il requisito della buona fede l’inconsapevolezza dell’irregolare introduzione della merce

La responsabilità del rappresentante indiretto dell'importatore, la quale concerne i rapporti interni fra ausiliario e preponente senza determinare, in rapporto ai terzi (compreso l'ufficio doganale), alcuna sostituzione, implica per il rappresentante l'obbligo di vigilare, con la diligenza qualificata da ragguagliare, ex art. 1176, comma 2, c.c., alla natura dell'attività esercitata, sull'esattezza delle informazioni fornite dall'esportatore allo Stato di esportazione, non essendo sufficiente ad integrare il requisito della buona fede l'inconsapevolezza dell'irregolare introduzione della merce

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