ELUSIONE

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 dicembre 2020, n. 29501 – Operazione di fusione inversa – Riporto in diminuzione delle perdite fiscali della società incorporata: condizioni e requisiti

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 24 dicembre 2020, n. 29501 Tributi - Operazione di fusione inversa - Riporto in diminuzione delle perdite fiscali della società incorporata - Condizioni - Requisiti - Art. 172, co. 7 del TUIR - Interpello disapplicativo - Impugnabilità del diniego Fatti di causa All'esito di un'operazione di fusione per incorporazione realizzata [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 novembre 2020, n. 26947 – In tema di accertamento di imposte sui redditi, la disciplina dell’interposizione, prevista dal comma terzo dell’art. 37 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, non presuppone necessariamente un comportamento fraudolento da parte del contribuente, essendo sufficiente un uso improprio, ingiustificato o deviante di un legittimo strumento giuridico, che consenta di eludere l’applicazione del regime fiscale costituente il presupposto d’imposta. Ne deriva che il fenomeno della simulazione relativa, nell’ambito della quale può ricomprendersi l’interposizione fittizia di persona, non esaurisce il campo di applicazione della norma, ben potendo attuarsi lo scopo elusivo anche mediante operazioni effettive e reali

In tema di accertamento di imposte sui redditi, la disciplina dell'interposizione, prevista dal comma terzo dell'art. 37 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, non presuppone necessariamente un comportamento fraudolento da parte del contribuente, essendo sufficiente un uso improprio, ingiustificato o deviante di un legittimo strumento giuridico, che consenta di eludere l'applicazione del regime fiscale costituente il presupposto d'imposta. Ne deriva che il fenomeno della simulazione relativa, nell'ambito della quale può ricomprendersi l'interposizione fittizia di persona, non esaurisce il campo di applicazione della norma, ben potendo attuarsi lo scopo elusivo anche mediante operazioni effettive e reali

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 novembre 2020, n. 26968 – Nel processo tributario, pur essendo l’oggetto del giudizio delimitato dalle ragioni poste a fondamento dell’atto di accertamento, il tema relativo all’esistenza, alla validità ed all’opponibilità all’Amministrazione finanziaria del negozio da cui si assume che originino determinate minusvalenze deve ritenersi acquisito al giudizio per effetto dell’allegazione da parte del contribuente, il quale è gravato dell’onere di provare i presupposti di fatto per l’applicazione della norma da cui discende l’invocata diminuzione del reddito d’impresa imponibile

Nel processo tributario, pur essendo l'oggetto del giudizio delimitato dalle ragioni poste a fondamento dell'atto di accertamento, il tema relativo all’esistenza, alla validità ed all'opponibilità all'Amministrazione finanziaria del negozio da cui si assume che originino determinate minusvalenze deve ritenersi acquisito al giudizio per effetto dell'allegazione da parte del contribuente, il quale è gravato dell'onere di provare i presupposti di fatto per l’applicazione della norma da cui discende l'invocata diminuzione del reddito d'impresa imponibile

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 novembre 2020, n. 26476 – Elusione fiscale e riparto dell’onere della prova

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 20 novembre 2020, n. 26476 Tributi - Elusione fiscale - Presunzione di distribuzione di dividendi - Rivalutazione partecipazioni societarie - Pagamento imposta sostitutiva - Prova di valide ragioni economiche - Legittimità Rilevato che 1. L'Agenzia delle Entrate ricorre con tre motivi contro P.M.G. per la cassazione della sentenza n. 101/24/11 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 ottobre 2020, n. 21617 – In tema d’imposta di registro, ai sensi dell’art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986, l’Amministrazione finanziaria, pur non essendo tenuta a conformarsi alla qualificazione attribuita dalle parti al contratto, non può  travalicare lo schema negoziale tipico in cui l’atto risulta inquadrabile, salva la prova, da parte sua, sia del disegno elusivo sia delle modalità di manipolazione ed alterazione degli schemi negoziali classici

In tema d'imposta di registro, ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986, l'Amministrazione finanziaria, pur non essendo tenuta a conformarsi alla qualificazione attribuita dalle parti al contratto, non può  travalicare lo schema negoziale tipico in cui l'atto risulta inquadrabile, salva la prova, da parte sua, sia del disegno elusivo sia delle modalità di manipolazione ed alterazione degli schemi negoziali classici

Valutazione anti-abuso scissione parziale proporzionale – Articolo 173 del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 – Risposta 01 ottobre 2020, n. 421 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 01 ottobre 2020, n. 421 Articolo 173 del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 - Valutazione anti-abuso scissione parziale proporzionale Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, e' stato esposto il seguente Quesito La società istante dichiara di avere per oggetto sociale la .... Attualmente l'istante, [...]

Il comportamento elusivo delle operazioni e gli atti, privi di valide ragioni economiche legittimano il loro disconoscimento con emissione di accertamento ed applicazione delle sanzioni

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 15533 depositata il 21 luglio 2020 intervenendo in tema di elusione ed abuso del diritto ribadendo il seguente principio di diritto: “in materia tributaria, il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo, che trova fondamento nell'art. 37 bis del  d.P.R. n. 600 del [...]

Corte di Cassazione ordinanza n. 15533 depositata il 21 luglio 2020 – In materia tributaria, il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo, che trova fondamento nell’art. 37 bis del d.P.R. n. 600 del 1973, secondo il quale l’Amministrazione finanziaria disconosce e dichiara non opponibili le operazioni e gli atti, privi di valide ragioni economiche, diretti solo a conseguire vantaggi fiscali

In materia tributaria, il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo, che trova fondamento nell'art. 37 bis del d.P.R. n. 600 del 1973, secondo il quale l'Amministrazione finanziaria disconosce e dichiara non opponibili le operazioni e gli atti, privi di valide ragioni economiche, diretti solo a conseguire vantaggi fiscali

Torna in cima