ELUSIONE

Scissione parziale proporzionale seguita dalla cessione della partecipazione totalitaria nella scissa – esame sussistenza fattispecie di abuso ai fini delle imposte dirette, iva e imposte di registro, ipotecarie e catastali – Risposta 29 gennaio 2019, n. 13 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 29 gennaio 2019, n. 13 Scissione parziale proporzionale seguita dalla cessione della partecipazione totalitaria nella scissa - esame sussistenza fattispecie di abuso ai fini delle imposte dirette, iva e imposte di registro, ipotecarie e catastali Quesito Alfa e Beta (d’ora in poi, congiuntamente, Istanti) presentano un’unica istanza nella quale formulano [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 gennaio 2019, n. 1750 – In tema d’imposte sul redditi, l’art. 37-bis, 4 ° e 5 ° comma, d.p.r. n. 600 del 1973, prevede un rigoroso procedimento d’instaurazione del contraddittorio, caratterizzato da scansioni predeterminate, in cui, a pena di nullità, l’avviso di accertamento deve essere emanato previa richiesta di chiarimenti al contribuente

nei casi di cassazione per vizio di motivazione il giudice di rinvio deve evitare l'errore logico della sentenza cassata riesaminando i fatti ai fini di una valutazione complessiva, ma non è vincolato da ipotesi interpretative eventualmente prospettate dalla Corte di cassazione: diversamente opinando si finirebbe con l'ammettere un apprezzamento dei fatti, precluso al giudice di legittimità, e il motivo di ricorso si risolverebbe in un'inammissibile istanza di revisione delle valutazioni e dei convincimenti del giudice di merito e, perciò, in una richiesta diretta all'ottenimento di una nuova pronuncia sul fatto, estranea alla natura e alle finalità del giudizio di cassazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1808 – Il vizio della sentenza previsto dall’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., dev’essere dedotto, non solo con l’indicazione delle norme che si assumono violate ma anche, e soprattutto, mediante specifiche argomentatori intellegibili ed esaurienti – Società non operative e cause oggettive di inapplicabilità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1808 Tributi - Accertamento - Società non operativa - Norma antielusiva - Contenzioso tributario Rilevato che 1. Con distinti accertamenti, riguardanti, rispettivamente, gli anni d’imposta 2006 e 2007, l’Agenzia delle Entrate di San Severo accertava nei confronti della M.G. s.p.a. il reddito minimo operativo ai fini [...]

Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, articolo 1 – disapplicazione delle disposizioni antielusive ACE – Risposta 28 dicembre 2018, n. 166 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 28 dicembre 2018, n. 166 Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, articolo 1 Quesito ALFA è una società costituita in data ________ per assumere la funzione di subholding italiana del Gruppo internazionale che fa capo a EFFE, società estera quotata alla borsa di____. Il capitale della società istante è [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 dicembre 2018, n. 32411 – Le minusvalenze non realizzate relative a partecipazioni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie sono deducibili in quote costanti nell’esercizio in cui sono state iscritte e nei quattro anni successivi

in materia tributaria, il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo, che preclude al contribuente il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l'uso distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenere un'agevolazione o un risparmio di imposta, in difetto di ragioni economiche apprezzabili, che giustifichino l'operazione, diverse dalla mera aspettativa di quei benefici; ne consegue che il carattere abusivo va escluso quando sia individuabile una compresenza, non marginale, di ragioni extrafiscali, che non necessariamente si identificano in una redditività immediata, potendo consistere in esigenze di natura organizzativa ed in un miglioramento strutturale e funzionale dell'azienda - nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha ritenuto inadeguatamente motivata l'esclusione delle valide ragioni economiche dell'acquisto, da parte della contribuente, delle azioni di una società estera, benché rientrante in più ampio progetto di riorganizzazione strutturale e funzionale di un gruppo societario di cui la prima era "capogruppo"

Conferimenti provenienti da soggetti localizzati in territori non white listed – Principio di diritto 11 dicembre 2018, n. 14 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Principio di diritto 11 dicembre 2018, n. 14 Disapplicazione articolo 10 del D.M. 3 agosto 2017 - Conferimenti provenienti da soggetti localizzati in territori non white listed Il contribuente che, in base ai chiarimenti resi con la circolare del 26 ottobre 2017 n. 26/E, anticipa integralmente l’applicazione della disciplina antielusiva contenuta [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 dicembre 2018, n. 31613 – In materia tributaria, costituisce condotta abusiva l’operazione economica che abbia quale suo elemento predominante ed assorbente lo scopo elusivo del fisco e grava sul contribuente l’onere di allegare l’esistenza di ragioni economiche alternative o concorrenti che giustifichino operazioni in quel modo strutturate

in materia tributaria, costituisce condotta abusiva l'operazione economica che abbia quale suo elemento predominante ed assorbente lo scopo elusivo del fisco, sicché il divieto di siffatte operazioni non opera ove esse possano spiegarsi altrimenti che con il mero conseguimento di risparmi di imposta; la prova del disegno elusivo, nonché delle modalità di manipolazione e di alterazione degli schemi negoziali classici, considerati come irragionevoli in una normale logica di mercato ed utilizzati solo per pervenire a quel risultato fiscale, incombe sull'Amministrazione finanziaria» (Cass.21390/2012), «mentre grava sul contribuente l'onere di allegare l'esistenza di ragioni economiche alternative o concorrenti che giustifichino operazioni in quel modo strutturate»

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