IVA

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 08 maggio 2019, n. C-566/17 – IVA – Osta a una prassi nazionale che consente al soggetto passivo di detrarre la totalità dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) che ha gravato a monte sull’acquisto di beni e di servizi da parte di quest’ultimo al fine di effettuare sia attività economiche, soggette all’IVA, sia attività non economiche, che non rientrano nell’ambito di applicazione dell’IVA

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 08 maggio 2019, n. C-566/17 Rinvio pregiudiziale - Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Articolo 168, lettera a) - Detrazione dell’imposta assolta a monte - Principio di neutralità dell’IVA - Soggetto passivo che esercita sia attività economiche sia attività non economiche - Beni e [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 maggio 2019, n. 11652 – In tema d’I.V.A., ove l’Amministrazione finanziaria contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell’ambito di una “frode carosello”, ha l’onere di provare, anche in via indiziaria, non solo l’inesistenza del fornitore, ma anche, sulla base di elementi oggettivi e specifici

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 maggio 2019, n. 11652 Reddito d’impresa - Imposte indirette - IVA - Accertamento - Frode carosello - Fatture soggettivamente false Fatti di causa Multi S. s.r.l., esercente l'attività di commercio al dettaglio di materiale elettrico e di articoli di illuminazione, ha impugnato davanti alla Commissione Tributaria Provinciale: l'avviso di [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 02 maggio 2019, n. C-265/18 – IVA, laddove una cessione, a favore di uno stesso acquirente, comporti due beni immobili, connessi per loro natura ed oggetto di un unico contratto di compravendita, ed il limite annuale di volume d’affari di riferimento, ai fini dell’applicabilità del regime speciale delle piccole imprese istituito dalla direttiva medesima, risulti superato, il soggetto passivo è tenuto ad assolvere l’imposta sulla base del valore dell’intera cessione di cui trattasi, vale a dire tenendo conto del valore di entrambi i beni oggetto della cessione stessa, ancorché il limite annuale de quo non risulterebbe superato laddove venisse preso in considerazione unicamente il valore di uno dei due beni

laddove una cessione, a favore di uno stesso acquirente, comporti due beni immobili, connessi per loro natura ed oggetto di un unico contratto di compravendita, ed il limite annuale di volume d’affari di riferimento, ai fini dell’applicabilità del regime speciale delle piccole imprese istituito dalla direttiva medesima, risulti superato, il soggetto passivo è tenuto ad assolvere l’imposta sulla base del valore dell’intera cessione di cui trattasi, vale a dire tenendo conto del valore di entrambi i beni oggetto della cessione stessa, ancorché il limite annuale de quo non risulterebbe superato laddove venisse preso in considerazione unicamente il valore di uno dei due beni.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 maggio 2019, n. 11655 – In tema di detrazione del credito IVA, maturato con riferimento ad un anno di imposta in cui il contribuente abbia omesso di presentare la dichiarazione, la prova dei relativi requisiti sostanziali del diritto può essere fornita mediante la produzione delle fatture o di altra documentazione contabile

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 maggio 2019, n. 11655 Tributi - IVA - Credito maturato - Omessa indicazione nella dichiarazione annuale - Detrazione nelle liquidazioni periodiche - Diritto - Requisiti sostanziali - Prova Esposizione dei fatti di causa 1. CO.E.RI. Compagnia Europea Riscossioni S.r.l. proponeva ricorso avverso la cartella di pagamento emessa a seguito [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 2 maggio 2019, n. C-133/18 – Il termine di un mese, per il rimborso IVA, ivi previsto ai fini dell’inoltro, allo Stato membro di rimborso, delle informazioni aggiuntive dal medesimo richieste non costituisce un termine di decadenza

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 2 maggio 2019, n. C-133/18 IVA - Rimborso dell’IVA - Direttiva 2008/9/CE - Articolo 20 - Richiesta d’informazioni aggiuntive formulata dallo Stato membro di rimborso - Informazioni da fornire entro il termine di un mese a decorrere dalla ricezione della richiesta da parte del destinatario - Natura giuridica di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 maggio 2019, n. 11631 – In tema di dazi, non può essere riconosciuto il legittimo affidamento del debitore qualora la relazione dell’OLAF, suffragata dalle prove supplementari fornite dall’autorità doganale, accerti la falsità del certificato prodotto al fine di fruire dell’aliquota daziaria ridotta

In tema di dazi, non può essere riconosciuto il legittimo affidamento del debitore qualora la relazione dell'OLAF, suffragata dalle prove supplementari fornite dall'autorità doganale, accerti la falsità del certificato prodotto al fine di fruire dell'aliquota daziaria ridotta, quanto all'indicazione del produttore delle merci per le quali l'aliquota ridotta è riconosciuta dal regolamento CE del Consiglio 16 luglio 2001, n. 1470/01, non risultando necessario il ricorso alla procedura di cooperazione interstatuale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 maggio 2019, n. 11627 – In tema di misure preferenziali è possibile l’emissione di certificato sostitutivo ex post allorquando quello sostituito sia stato rifiutato dall’autorità doganale dello Stato d’importazione per l’apposizione di un timbro diverso da quello comunicato dallo Stato d’esportazione

In tema di misure preferenziali, posto che, in linea di principio, occorre che, perché possa essere presentato alle autorità doganali dello Stato d'importazione, il certificato di origine sia stato rilasciato appena effettuata l'esportazione effettiva delle merci, è possibile l'emissione di certificato sostitutivo ex post allorquando quello sostituito sia stato rifiutato dall'autorità doganale dello Stato d'importazione per l'apposizione di un timbro diverso da quello comunicato dallo Stato d'esportazione, rientrante nel novero delle ragioni tecniche, che consentono la deroga alla regola generale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 maggio 2019, n. 11641 – Legittimità del meccanismo di “reverse charge” mediante emissione di autofattura, non avendo materialmente immesso i beni nel deposito fiscale, si è illegittimamente avvalso del regime di sospensione di cui all’art. 50-bis, comma 4, lett. b), del d.l. n. 331 del 1993

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 maggio 2019, n. 11641 Tributi - IVA - Importazione di merce di provenienza extracomunitaria - Utilizzo di deposito fiscale virtuale - Pagamento dell’IVA all’estrazione della merce - Meccanismo di "reverse charge" mediante emissione di autofattura - Legittimità Fatti di causa L'Ufficio delle Dogane di Pisa emise un avviso di [...]

Torna in cima