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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 novembre 2021, n. 34014 – L’assegnazione del dipendente ad un ufficio diverso costituisce esercizio di un potere organizzativo che l’amministrazione adotta con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro. Il mero spostamento di un pubblico dipendente da un ufficio ad un altro, che si risolva in una assegnazione di compiti diversi da quelli prima svolti, non può essere ricondotto alla nozione di trasferimento in senso tecnico

L'assegnazione del dipendente ad un ufficio diverso costituisce esercizio di un potere organizzativo che l'amministrazione adotta con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro. Il mero spostamento di un pubblico dipendente da un ufficio ad un altro, che si risolva in una assegnazione di compiti diversi da quelli prima svolti, non può essere ricondotto alla nozione di trasferimento in senso tecnico

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 novembre 2021, n. 34981 – In tema di appalto di opere e servizi, il termine di decadenza di due anni previsto dal D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 29, comma 2, (…) non è applicabile all’azione promossa dagli enti previdenziali nei confronti del committente, essendo la stessa soggetta al solo termine di prescrizione

In tema di appalto di opere e servizi, il termine di decadenza di due anni previsto dal D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 29, comma 2, (...) non è applicabile all'azione promossa dagli enti previdenziali nei confronti del committente, essendo la stessa soggetta al solo termine di prescrizione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 novembre 2021, n. 33180 – Assenza della lavoratrice durante la visita fiscale – Trattenuta della retribuzione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 10 novembre 2021, n. 33180 Rapporto di lavoro - Malattia - Assenza della lavoratrice durante la visita fiscale - Trattenuta della retribuzione Fatti di causa 1. La Corte d'Appello di Bari ha rigettato il gravame proposto da M. B. avverso la sentenza del Tribunale di Trani, che aveva ritenuto legittima [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 novembre 2021, n. 34423 – Il combinato disposto dell’art. 51, comma 5, T.U. n. 917/1986, e dell’art. 12, l. n. 153/1969, disciplina diversamente il rimborso delle spese di trasferta a seconda che sia analitico, ossia ancorato agli esborsi per vitto, alloggio e viaggio effettivamente sostenuti e adeguatamente documentati dal dipendente, ovvero forfetario, qualora operato attraverso il riconoscimento di una provvista di denaro per sostenere le spese di vitto e alloggio, derivandone nel primo caso la non assoggettabilità della corresponsione alla contribuzione e ai premi

Il combinato disposto dell'art. 51, comma 5, T.U. n. 917/1986, e dell'art. 12, l. n. 153/1969, disciplina diversamente il rimborso delle spese di trasferta a seconda che sia analitico, ossia ancorato agli esborsi per vitto, alloggio e viaggio effettivamente sostenuti e adeguatamente documentati dal dipendente, ovvero forfetario, qualora operato attraverso il riconoscimento di una provvista di denaro per sostenere le spese di vitto e alloggio, derivandone nel primo caso la non assoggettabilità della corresponsione alla contribuzione e ai premi

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 novembre 2021, n. 33628 – In tema di pubblico impiego contrattualizzato, il congelamento triennale degli aumenti retributivi, delle progressioni di carriera e degli scatti di anzianità, da computarsi al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, introdotto, per il triennio 2011-2013, dall’art. 9,  comma 1, del d.l. n. 78 del 2010, conv. dalla l. n. 122 del 2010, in quanto misura volta al contenimento e alla razionalizzazione della spesa pubblica, è applicabile anche ai dipendenti appartenenti alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, il congelamento triennale degli aumenti retributivi, delle progressioni di carriera e degli scatti di anzianità, da computarsi al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, introdotto, per il triennio 2011-2013, dall'art. 9,  comma 1, del d.l. n. 78 del 2010, conv. dalla l. n. 122 del 2010, in quanto misura volta al contenimento e alla razionalizzazione della spesa pubblica, è applicabile anche ai dipendenti appartenenti alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 ottobre 2021, n. 30602 – Il regime della responsabilità solidale del committente con l’appaltatore di servizi, ex art. 29, co. 2, d. lgs. 276 del 2003, ha riguardo agli emolumenti, al cui pagamento il datore di lavoro risulti tenuto in favore dei propri dipendenti, di natura strettamente retributiva e concernenti il periodo del rapporto lavorativo coinvolto dall’appalto ed il regime di solidarietà in tema di responsabilità del committente è quello vigente al momento dell’insorgenza del credito del lavoratore

Il regime della responsabilità solidale del committente con l'appaltatore di servizi, ex art. 29, co. 2, d. lgs. 276 del 2003, ha riguardo agli emolumenti, al cui pagamento il datore di lavoro risulti tenuto in favore dei propri dipendenti, di natura strettamente retributiva e concernenti il periodo del rapporto lavorativo coinvolto dall'appalto ed il regime di solidarietà in tema di responsabilità del committente è quello vigente al momento dell'insorgenza del credito del lavoratore

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