lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 ottobre 2021, n. 30859 – Dalla iscrizione dell’interessato negli elenchi dei coltivatori diretti che pacificamente discende il diritto alle prestazioni previdenziali, ed egualmente dalla medesima deriva il corrispondente obbligo contributivo

Dalla iscrizione dell'interessato negli elenchi dei coltivatori diretti che pacificamente discende il diritto alle prestazioni previdenziali, ed egualmente dalla medesima deriva il corrispondente obbligo contributivo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 ottobre 2021, n. 30858 – Il diritto dei lavoratori subordinati a tempo determinato nel settore dell’agricoltura alle prestazioni previdenziali è condizionato all’esistenza di una complessa fattispecie, che è costituita dallo svolgimento di un’attività di lavoro subordinato a titolo oneroso per un numero minimo di giornate per ciascun anno di riferimento, che risulti dall’iscrizione negli elenchi nominativi di cui al R.D. 24 settembre 1940, n. 1949 e successive modifiche ovvero dal possesso del cosiddetto certificato sostitutivo

Il diritto dei lavoratori subordinati a tempo determinato nel settore dell'agricoltura alle prestazioni previdenziali è condizionato all'esistenza di una complessa fattispecie, che è costituita dallo svolgimento di un'attività di lavoro subordinato a titolo oneroso per un numero minimo di giornate per ciascun anno di riferimento, che risulti dall'iscrizione negli elenchi nominativi di cui al R.D. 24 settembre 1940, n. 1949 e successive modifiche ovvero dal possesso del cosiddetto certificato sostitutivo

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 ottobre 2021, n. 30933 – L’art 2119 cod.civ. configura una norma elastica, in quanto costituisce una disposizione di contenuto precettivo ampio e polivalente destinato ad essere progressivamente precisato, nell’estrinsecarsi della funzione nomofilattica della Corte di Cassazione, fino alla formazione del diritto vivente mediante puntualizzazioni, di carattere generale ed astratto, precisando che l’operazione valutativa, compiuta dal giudice di merito nell’applicare clausole generali come quella dell’art. 2119 c.c., non sfugge ad una verifica in sede di giudizio di legittimità

L'art 2119 cod.civ. configura una norma elastica, in quanto costituisce una disposizione di contenuto precettivo ampio e polivalente destinato ad essere progressivamente precisato, nell'estrinsecarsi della funzione nomofilattica della Corte di Cassazione, fino alla formazione del diritto vivente mediante puntualizzazioni, di carattere generale ed astratto, precisando che l'operazione valutativa, compiuta dal giudice di merito nell'applicare clausole generali come quella dell'art. 2119 c.c., non sfugge ad una verifica in sede di giudizio di legittimità

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 ottobre 2021, n. 30321 – Riconoscimento del diritto al superiore inquadramento

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 ottobre 2021, n. 30321 Rapporto di lavoro - Riconoscimento del diritto al superiore inquadramento - Differenze economiche - Accertato svolgimento di mansioni superiori Rilevato che il giudice del lavoro del Tribunale di Parma, pronunziando sulla domanda proposta da P.A. nei confronti dell'INPS, volta ad ottenere il riconoscimento del diritto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 ottobre 2021, n. 29644 – Il datore di lavoro pubblico non può attribuire inquadramenti e trattamenti economici in contrasto con la disciplina legale e contrattuale, neppure se di miglior favore, ed è tenuto al ripristino della legalità violata, sicché l’atto deliberativo della P.A. non è sufficiente a far sorgere un diritto soggettivo in capo al destinatario, occorrendo anche che lo stesso sia conforme alla legge ed alla contrattazione collettiva

Il datore di lavoro pubblico non può attribuire inquadramenti e trattamenti economici in contrasto con la disciplina legale e contrattuale, neppure se di miglior favore, ed è tenuto al ripristino della legalità violata, sicché l'atto deliberativo della P.A. non è sufficiente a far sorgere un diritto soggettivo in capo al destinatario, occorrendo anche che lo stesso sia conforme alla legge ed alla contrattazione collettiva

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 ottobre 2021, n. 29634 – La retribuzione contributiva, a cui per i dipendenti degli enti locali si commisura, a norma dell’art. 4 della legge 8 marzo 1968, n. 152, l’indennità premio di servizio, è costituita solo dagli emolumenti testualmente menzionati dall’art. 11, quinto comma, legge cit., la cui elencazione ha carattere tassativo e la cui dizione ‘stipendio o salariò richiede un’interpretazione restrittiva

La retribuzione contributiva, a cui per i dipendenti degli enti locali si commisura, a norma dell'art. 4 della legge 8 marzo 1968, n. 152, l'indennità premio di servizio, è costituita solo dagli emolumenti testualmente menzionati dall'art. 11, quinto comma, legge cit., la cui elencazione ha carattere tassativo e la cui dizione 'stipendio o salariò richiede un'interpretazione restrittiva

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