lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 settembre 2020, n. 20917 – L’indennità di perequazione ex art. 31 D.P.R. n. 761/1979 concorre, ai sensi del combinato disposto degli artt. 3 e 38, comma 2, d.P.R. n. 1032/1973, a formare la base contributiva rilevante ai fini del calcolo dell’indennità di buonuscita

L'indennità di perequazione ex art. 31 D.P.R. n. 761/1979 concorre, ai sensi del combinato disposto degli artt. 3 e 38, comma 2, d.P.R. n. 1032/1973, a formare la base contributiva rilevante ai fini del calcolo dell'indennità di buonuscita

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 settembre 2020, n. 20666 – Qualora l’ex contratto a progetto sia instaurato senza l’individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso, non si fa luogo ad accertamenti volti a verificare se il rapporto si sia esplicato secondo i canoni dell’autonomia o della subordinazione, ma ad automatica conversione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sin dalla data di costituzione dello stesso

Qualora l'ex contratto a progetto sia instaurato senza l'individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso, non si fa luogo ad accertamenti volti a verificare se il rapporto si sia esplicato secondo i canoni dell'autonomia o della subordinazione, ma ad automatica conversione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sin dalla data di costituzione dello stesso

Legittimo il distacco del lavoratore anche se l’interesse del distaccante consiste anche solo nell’incremento della polivalenza professionale individuale del lavoratore

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 19415 depositata il 17 settembre 2020 intervenendo in materia dell'istituto del distacco ha confermato che l'interesse del distaccante possa consistere anche solo nell'incremento della polivalenza professionale individuale del lavoratore. La vicenda ha riguardato un dipendente che proceduto ad impugnare il provvedimento di distacco disposto, dal proprio datore di [...]

Corte di Cassazione ordinanza n. 19415 depositata il 17 settembre 2020 – La possibilità che il lavoratore interessato dal distacco possa chiedere la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di chi ne ha utilizzato la prestazione è testualmente prevista solo per il caso dell’art. 30 co. 1 D.lgs. n. 276 del 2003 e non anche per quello di cui al comma 3

La possibilità che il lavoratore interessato dal distacco possa chiedere la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di chi ne ha utilizzato la prestazione è testualmente prevista solo per il caso dell'art. 30 co. 1 D.lgs. n. 276 del 2003 e non anche per quello di cui al comma 3

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 settembre 2020, n. 20466 – Qualora il datore di lavoro lasci in condizione di inattività il dipendente non solo viola l’art. 2103 cod. civ., ma lede il fondamentale diritto al lavoro, inteso soprattutto come mezzo di estrinsecazione della personalità di ciascun cittadino, nonché dell’immagine e della professionalità del dipendente, ineluttabilmente mortificate dal mancato esercizio delle prestazioni tipiche della qualifica di appartenenza

Qualora il datore di lavoro lasci in condizione di inattività il dipendente non solo viola l'art. 2103 cod. civ., ma lede il fondamentale diritto al lavoro, inteso soprattutto come mezzo di estrinsecazione della personalità di ciascun cittadino, nonché dell'immagine e della professionalità del dipendente, ineluttabilmente mortificate dal mancato esercizio delle prestazioni tipiche della qualifica di appartenenza

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 settembre 2020, n. 20242 – L’obbligo del datore di lavoro all’adempimento in forma specifica in ipotesi di dipendente illegittimamente trasferito è derogabile solo nel caso in cui la parte datoriale provi l’impossibilità di ricollocare il lavoratore nelle mansioni precedentemente occupate, o in altre equivalenti, per inesistenza in azienda di tali ultime mansioni o di mansioni ad esse equivalenti

L'obbligo del datore di lavoro all'adempimento in forma specifica in ipotesi di dipendente illegittimamente trasferito è derogabile solo nel caso in cui la parte datoriale provi l'impossibilità di ricollocare il lavoratore nelle mansioni precedentemente occupate, o in altre equivalenti, per inesistenza in azienda di tali ultime mansioni o di mansioni ad esse equivalenti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 settembre 2020, n. 19979 – Il carattere subordinato della prestazione del giornalista presuppone la messa a disposizione delle energie lavorative dello stesso per fornire con continuità ai lettori della testata un flusso di notizie in una specifica e predeterminata area dell’informazione, di cui assume la responsabilità, attraverso la redazione sistematica di articoli o con la tenuta di rubriche, con conseguente affidamento dell’impresa giornalistica, che si assicura così la copertura di detta area informativa, contando per il perseguimento degli obbiettivi editoriali sulla disponibilità del lavoratore anche nell’intervallo tra una prestazione e l’altra

Il carattere subordinato della prestazione del giornalista presuppone la messa a disposizione delle energie lavorative dello stesso per fornire con continuità ai lettori della testata un flusso di notizie in una specifica e predeterminata area dell'informazione, di cui assume la responsabilità, attraverso la redazione sistematica di articoli o con la tenuta di rubriche, con conseguente affidamento dell'impresa giornalistica, che si assicura così la copertura di detta area informativa, contando per il perseguimento degli obbiettivi editoriali sulla disponibilità del lavoratore anche nell'intervallo tra una prestazione e l'altra

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 settembre 2020, n. 19982 – I verbali ispettivi redatti dagli ispettori del lavoro, o comunque dai funzionari degli enti previdenziali fanno fede fino a querela di falso, ai sensi dell’art. 2700 cod. civ., solo relativamente alla loro provenienza dal sottoscrittore, alle dichiarazioni a lui rese ed agli altri fatti che egli attesti come avvenuti in sua presenza o da lui compiuti

I verbali ispettivi redatti dagli ispettori del lavoro, o comunque dai funzionari degli enti previdenziali fanno fede fino a querela di falso, ai sensi dell'art. 2700 cod. civ., solo relativamente alla loro provenienza dal sottoscrittore, alle dichiarazioni a lui rese ed agli altri fatti che egli attesti come avvenuti in sua presenza o da lui compiuti

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