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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 gennaio 2019, n. 21 – Il danno da demansionamento non è in re ipsa, tuttavia la prova di tale danno può essere data, ai sensi dell’art. 2729 cc, anche attraverso la allegazione di presunzioni gravi, precise e concordanti

se è vero che il danno da demansionamento non è in re ipsa, tuttavia la prova di tale danno può essere data, ai sensi dell'art. 2729 cc, anche attraverso la allegazione di presunzioni gravi, precise e concordanti, sicché a tal fine possono essere valutati, quali elementi presuntivi, la qualità e la quantità dell'attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento, la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata qualificazione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 dicembre 2018, n. 33372 – Il demansionamento qule condotta di mobbing – Onere della prova

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 27 dicembre 2018, n. 33372 Rapporto di lavoro - Demansionamento - Condotta di mobbing - Risarcimento del danno biologico Fatti di causa Il Tribunale di Bologna, con sentenza nr. 548 del 2008, condannava l'A. S.p.A. al risarcimento del danno da demansionamento nonché al pagamento dell'indennità di trasferta, in favore di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 31 dicembre 2018, n. 33678 – La ratifica di un contratto soggetto alla forma scritta “ad substantiam”, stipulato da “falsus procurator”, non richiede che il “dominus” manifesti per iscritto espressamente la volontà di far proprio quel contratto

La ratifica di un contratto soggetto alla forma scritta "ad substantiam", stipulato da "falsus procurator", non richiede che il "dominus" manifesti per iscritto espressamente la volontà di far proprio quel contratto, potendo la ratifica essere anche implicita - purché sia rispettata l'esigenza della forma scritta - e risultare da un atto che, redatto per fini che sono conseguenziali alla stipulazione del negozio, manifesti in modo inequivoco la volontà del "dominus" incompatibile con quella di rifiutare l'operato del rappresentante senza potere

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 dicembre 2018, n. 33380 – Trasformazione dei contratti a progetto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato – Natura pubblicistica del datore di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 dicembre 2018, n. 33380 Trasformazione dei contratti a progetto in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato - Natura pubblicistica del datore di lavoro - Divieto di conversione ex art. 36, co. 5, D.Lgs. n. 165/2001 - Difetto di prova Rilevato che 1. D.M. adiva il Giudice del lavoro [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 dicembre 2018, n. 33371 – Il contratto di lavoro somministrato che si viene ad instaurare con l’utilizzatore della prestazione non può, che essere a tempo indeterminato

il contratto che si viene ad instaurare con l'utilizzatore della prestazione non può, che essere a tempo indeterminato (Cass. nr. 15610 del 2011 e, tra le successive, Cass. nr. 6933 del 2012; di recente, in motivazione, Cass. Nn. 6933-10901 - 13417- 17669 del 2018); ciò sulla scorta e del dato letterale di cui al D.Lgs. nr. 276 del 2003, art. 27, comma 1, - il quale stabilisce espressamente che, in ipotesi di somministrazione avvenuta al di fuori dei limiti e delle condizioni di cui agli art. 20 e art. 21, comma 1, lett. a), b), e), d) ed e), il lavoratore può chiedere, mediante ricorso giudiziale a norma dell'art. 414 cod.proc.civ., notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest'ultimo, con effetto dall'inizio della somministrazione - e del rilievo che, diversamente opinando, verrebbe ad essere facilmente aggirata la disciplina limitativa del contratto a termine;

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 dicembre 2018, n. 32880 – Nell’ordinamento giuridico non esiste un principio che imponga al datore di lavoro, nell’ambito dei rapporti privatistici, di garantire parità di retribuzione e/o di inquadramento a tutti i lavoratori svolgenti le medesime mansioni

pacifica l'inesistenza nell' ordinamento di un principio che imponga al datore di lavoro, nell'ambito dei rapporti privatistici, di garantire parità di retribuzione e/o di inquadramento a tutti i lavoratori svolgenti le medesime mansioni, atteso che l'art. 36 Cost. si limita a stabilire il principio di sufficienza ed adeguatezza della retribuzione prescindendo da ogni comparazione intersoggettiva e che l'art. 3 Cost. impone l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e non anche nei rapporti interprivati, sicché la mera circostanza (priva di ulteriori specificazioni) che determinate mansioni siano state in precedenza affidate a dipendenti cui il datore di lavoro riconosceva una qualifica superiore è del tutto irrilevante per il dipendente al quale, con diversa e inferiore qualifica, siano state affidate le stesse mansioni

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 dicembre 2018, n. 32874 – Danno da dequalificazione – l’interesse ad agire e, quindi, ad impugnare deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l’azione, ma anche nel momento della decisione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 19 dicembre 2018, n. 32874 Danno da dequalificazione - Risarcimento - Cessione del contratto di lavoro Fatti di causa 1. La Corte di appello di Roma, pronunziando sugli appelli proposti da L.S. e T.I. s.p.a., in parziale riforma della sentenza di primo grado, confermata quanto alla condanna della società al [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 dicembre 2018, n. 32872 – Il superminimo è assorbibile qualora non sussistano elementi certi ai quali riconnettere una comune volontà delle parti diretta ad escludere assorbimento di detto superminimo

l'indennità di contingenza è un meccanismo di garanzia del valore reale della retribuzione nominale, pertanto non ha una funzione retributiva autonoma assolvendo piuttosto ad una funzione indennitaria o risarcitoria potere d'acquisto reale di ciascun livello dei minimi tabellari categoriali. Pertanto l'assorbimento di tale voce di natura indennitaria determinerebbe una perdita di potere reale di acquisto del nuovo minimo tabellare e quindi una sostanziale reformatio in peius della retribuzione reale del lavoratore, promosso alla qualifica superiore.

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