lavoro

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32676 depositata il 15 dicembre 2025 – Il giudice di merito è tenuto a valorizzare e a riconoscere prevalenza alle esigenze di assistenza e di cura del familiare disabile ogni volta in cui le ragioni tecniche, organizzative e produttive prospettate dal datore di lavoro risultino non effettive o comunque suscettibili di essere altrimenti soddisfatte

Il giudice di merito è tenuto a valorizzare e a riconoscere prevalenza alle esigenze di assistenza e di cura del familiare disabile ogni volta in cui le ragioni tecniche, organizzative e produttive prospettate dal datore di lavoro risultino non effettive o comunque suscettibili di essere altrimenti soddisfatte

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32359 depositata l’ 11 dicembre 2025 – Il danno morale consiste in uno stato d’animo di sofferenza interiore del tutto prescindente dalle vicende dinamico relazionali della vita del danneggiato (che pure può influenzare) ed è insuscettibile di accertamento medico-legale, sicché, ove dedotto e provato, deve formare oggetto di separata valutazione ed autonoma liquidazione rispetto al danno biologico

Il danno morale consiste in uno stato d'animo di sofferenza interiore del tutto prescindente dalle vicende dinamico relazionali della vita del danneggiato (che pure può influenzare) ed è insuscettibile di accertamento medico-legale, sicché, ove dedotto e provato, deve formare oggetto di separata valutazione ed autonoma liquidazione rispetto al danno biologico

INPS – Messaggio n. 3933 del 24 dicembre 2025 – Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale – Proroga del termine di presentazione all’INPS dell’autocertificazione tramite modello “SR85”

INPS - Messaggio n. 3933 del 24 dicembre 2025 Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale - Proroga del termine di presentazione all’INPS dell’autocertificazione tramite modello “SR85” La circolare n. 94 dell’8 luglio 2011 ha previsto l’obbligo, per tutti i lavoratori destinatari di prestazioni a carico del Fondo di [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 32118 depositata il 10 dicembre 2025 – ll’ipotesi di rapporto di lavoro regolato dal contratto collettivo di diritto comune proprio di un settore non corrispondente a quello dell’attività svolta dell’imprenditore, il lavoratore non può aspirare all’applicazione di un contratto collettivo diverso, se il datore di lavoro non vi è obbligato per appartenenza sindacale, ma solo eventualmente richiamare tale disciplina come termine di riferimento per la determinazione della retribuzione ex art. 36 Cost., deducendo la non conformità al precetto costituzionale del trattamento economico previsto nel contratto applicato

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 32118 depositata il 10 dicembre 2025 Lavoro - Esecuzione appalto - Retribuzione al trattamento economico complessivo - Principio di proporzionalità - Decorrenza della prescrizione - Comparazione retributiva - Mansioni svolte - Accoglimento Fatti di causa 1. La Corte d’appello di Venezia ha accolto in parte l’appello principale della [...]

Esonero contributivo per i datori di lavoro privati che siano in possesso della “Certificazione della parità di genere” di cui all’articolo 46-bis del Decreto Legislativo n. 198/2006 – Avvio della campagna di acquisizione delle domande di esonero contributivo per i datori di lavoro privati che abbiano conseguito la “Certificazione della parità di genere” entro il 31 dicembre 2025 – INPS – Messaggio n. 3804 del 16 dicembre 2025

INPS - Messaggio n. 3804 del 16 dicembre 2025 Articolo 5 della Legge 5 novembre 2021, n. 162 - Esonero contributivo per i datori di lavoro privati che siano in possesso della “Certificazione della parità di genere” di cui all'articolo 46-bis del Decreto Legislativo n. 198/2006 - Avvio della campagna di acquisizione delle domande di [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 31427 depositata il 2 dicembre 2025 – Nell’interpretazione del contratto collettivo di diritto comune la volontà delle parti dev’essere ricostruita in primo luogo attraverso il senso letterale delle parole utilizzate e la loro comune intenzione quale emerga dal comportamento anche successivo alla conclusione del contratto, nonché attraverso la lettura complessiva dell’accordo

Nell'interpretazione del contratto collettivo di diritto comune la volontà delle parti dev'essere ricostruita in primo luogo attraverso il senso letterale delle parole utilizzate e la loro comune intenzione quale emerga dal comportamento anche successivo alla conclusione del contratto, nonché attraverso la lettura complessiva dell'accordo

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 31685 depositata il 4 dicembre 2025 – La Direttiva 80/987/CEE ha scopo di assicurare una copertura del Fondo di garanzia per i crediti insoddisfatti che siano maturati in quel determinato periodo di tempo in cui si può ragionevolmente presumere che l’inadempimento datoriale sia conseguenza della sua condizione di insolvenza, non anche la copertura di un qualsiasi inadempimento verificatosi in danno del lavoratore

La Direttiva 80/987/CEE ha scopo di assicurare una copertura del Fondo di garanzia per i crediti insoddisfatti che siano maturati in quel determinato periodo di tempo in cui si può ragionevolmente presumere che l’inadempimento datoriale sia conseguenza della sua condizione di insolvenza, non anche la copertura di un qualsiasi inadempimento verificatosi in danno del lavoratore

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 32285 depositata l’ 11 dicembre 2025 – L’art. 3 della legge n. 300 del 1970 – secondo cui i nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dell’attività lavorativa debbono essere comunicati ai lavoratori interessati – non ha fatto venire meno il potere dell’imprenditore, ai sensi degli artt. 2086 e 2104 c.c., di controllare, direttamente o mediante l’organizzazione gerarchica che a lui fa capo e che è conosciuta dai dipendenti, l’adempimento delle prestazioni cui costoro sono tenuti e, così, di accertare eventuali mancanze specifiche dei dipendenti medesimi, già commesse o in corso di esecuzione, e ciò indipendentemente dalle modalità con cui sia stato compiuto il controllo

L'art. 3 della legge n. 300 del 1970 – secondo cui i nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dell'attività lavorativa debbono essere comunicati ai lavoratori interessati - non ha fatto venire meno il potere dell'imprenditore, ai sensi degli artt. 2086 e 2104 c.c., di controllare, direttamente o mediante l'organizzazione gerarchica che a lui fa capo e che è conosciuta dai dipendenti, l'adempimento delle prestazioni cui costoro sono tenuti e, così, di accertare eventuali mancanze specifiche dei dipendenti medesimi, già commesse o in corso di esecuzione, e ciò indipendentemente dalle modalità con cui sia stato compiuto il controllo

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