licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 novembre 2019, n. 30668 – Nel regime di tutela obbligatoria, in caso di licenziamento inefficace per violazione del requisito di motivazione ex art. 2 comma 2 della legge n. 604 del 1966 trova applicazione l’art. 8 della medesima legge in virtù di una interpretazione sistematica e costituzionalmente orientata della novella del 2012 che ha modificato anche l’art. 18 della legge n. 300 del 1970, prevedendo, nella medesima ipotesi di omessa motivazione del licenziamento, una tutela esclusivamente risarcitoria

Nel regime di tutela obbligatoria, in caso di licenziamento inefficace per violazione del requisito di motivazione ex art. 2 comma 2 della legge n. 604 del 1966 trova applicazione l'art. 8 della medesima legge in virtù di una interpretazione sistematica e costituzionalmente orientata della novella del 2012 che ha modificato anche l'art. 18 della legge n. 300 del 1970, prevedendo, nella medesima ipotesi di omessa motivazione del licenziamento, una tutela esclusivamente risarcitoria

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 novembre 2019, n. 30558 – Licenziamento per giusta causa per la prassi irregolare instaurata nella procedura di aggiudicazione delle gare

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 novembre 2019, n. 30558 Licenziamento per giusta causa - Prassi irregolare instaurata nella procedura di aggiudicazione delle gare - Criterio della diligenza Fatti di causa 1. Con sentenza n. 1306/2018, pubblicata il 22 febbraio 2018, la Corte di appello di Napoli ha confermato la decisione di primo grado, con [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 novembre 2019, n. 30424 – Licenziamento per mancato superamento della prova e richiesta di iscrizione liste aventi diritto all’avviamento obbligatorio con anzianità

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 novembre 2019, n. 30424 Iscrizione liste aventi diritto all'avviamento obbligatorio con anzianità - Mantenimento posizione nella graduatoria - Licenziamento - Mancato superamento della prova Fatti di causa 1. Con la sentenza indicata in epigrafe, la Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado che aveva [...]

Illegittimo il licenziamento a seguito dell’alterco tra i dipendenti se qualificato come diverbio litigioso, il cui ccnl prevede una sanzione conservativa, e non come rissa, tale da giustificare un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo

Illegittimo il licenziamento a seguito dell’alterco tra i dipendenti se qualificato come diverbio litigioso, il cui ccnl prevede una sanzione conservativa, e non come rissa, tale da giustificare un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo

Corte di Cassazione sentenza n. 29090 depositata l’11 novembre 2019 – In tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento

In tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 novembre 2019, n. 30070 – Per i licenziamento per motivo oggettivo il limite al potere datoriale è quello identificato nella non pretestuosità della scelta organizzativa per cui se la ragione palesata dall’imprenditore per giustificare il licenziamento del dipendente si dimostra alla prova del giudizio priva di effettività, il giudice del merito legittimamente può convincersi da ciò che il reale motivo del recesso fosse altro, non palesato e rimasto occulto, come tale difforme dal modello legale

Per i licenziamento per motivo oggettivo il limite al potere datoriale è quello identificato nella non pretestuosità della scelta organizzativa per cui se la ragione palesata dall'imprenditore per giustificare il licenziamento del dipendente si dimostra alla prova del giudizio priva di effettività, il giudice del merito legittimamente può convincersi da ciò che il reale motivo del recesso fosse altro, non palesato e rimasto occulto, come tale difforme dal modello legale

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