licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 novembre 2019, n. 30558 – Licenziamento per giusta causa per la prassi irregolare instaurata nella procedura di aggiudicazione delle gare

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 novembre 2019, n. 30558 Licenziamento per giusta causa - Prassi irregolare instaurata nella procedura di aggiudicazione delle gare - Criterio della diligenza Fatti di causa 1. Con sentenza n. 1306/2018, pubblicata il 22 febbraio 2018, la Corte di appello di Napoli ha confermato la decisione di primo grado, con [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 novembre 2019, n. 30424 – Licenziamento per mancato superamento della prova e richiesta di iscrizione liste aventi diritto all’avviamento obbligatorio con anzianità

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 novembre 2019, n. 30424 Iscrizione liste aventi diritto all'avviamento obbligatorio con anzianità - Mantenimento posizione nella graduatoria - Licenziamento - Mancato superamento della prova Fatti di causa 1. Con la sentenza indicata in epigrafe, la Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado che aveva [...]

Illegittimo il licenziamento a seguito dell’alterco tra i dipendenti se qualificato come diverbio litigioso, il cui ccnl prevede una sanzione conservativa, e non come rissa, tale da giustificare un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo

Illegittimo il licenziamento a seguito dell’alterco tra i dipendenti se qualificato come diverbio litigioso, il cui ccnl prevede una sanzione conservativa, e non come rissa, tale da giustificare un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo

Corte di Cassazione sentenza n. 29090 depositata l’11 novembre 2019 – In tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento

In tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 novembre 2019, n. 30070 – Per i licenziamento per motivo oggettivo il limite al potere datoriale è quello identificato nella non pretestuosità della scelta organizzativa per cui se la ragione palesata dall’imprenditore per giustificare il licenziamento del dipendente si dimostra alla prova del giudizio priva di effettività, il giudice del merito legittimamente può convincersi da ciò che il reale motivo del recesso fosse altro, non palesato e rimasto occulto, come tale difforme dal modello legale

Per i licenziamento per motivo oggettivo il limite al potere datoriale è quello identificato nella non pretestuosità della scelta organizzativa per cui se la ragione palesata dall'imprenditore per giustificare il licenziamento del dipendente si dimostra alla prova del giudizio priva di effettività, il giudice del merito legittimamente può convincersi da ciò che il reale motivo del recesso fosse altro, non palesato e rimasto occulto, come tale difforme dal modello legale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 novembre 2019, n. 29753 – Impugnativa stragiudiziale dei contratti di somministrazione prorogati più volte e decadenza ex art. 32, comma 4, legge n. 183 del 2010

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 15 novembre 2019, n. 29753 Società di somministrazione - Contratti di somministrazione prorogati più volte - Impugnativa stragiudiziale - Decadenza ex art. 32, comma 4, legge n. 183 del 2010 Fatti di causa 1. La Corte di appello di Brescia, con sentenza n. 199/2016 del 3.6.2016, rigettava l'appello proposto da [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 novembre 2019, n. 29673 – Nell’ipotesi di “doppia conforme”, prevista dall’art. 348-ter, comma 5, c.p.c., il ricorrente in cassazione – per evitare l’inammissibilità del motivo di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c. – deve indicare le ragioni di fatto poste a base, rispettivamente, della decisione di primo grado e della sentenza di rigetto dell’appello, dimostrando che esse sono tra loro diverse

Nell'ipotesi di "doppia conforme", prevista dall'art. 348-ter, comma 5, c.p.c., il ricorrente in cassazione - per evitare l'inammissibilità del motivo di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. - deve indicare le ragioni di fatto poste a base, rispettivamente, della decisione di primo grado e della sentenza di rigetto dell'appello, dimostrando che esse sono tra loro diverse

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 novembre 2019, n. 29622 – Il termine di sessanta giorni per la proposizione del ricorso per cassazione, di cui all’art. 1, comma 62, della l. n. 92 del 2012, decorre dalla semplice comunicazione del provvedimento, trattandosi di previsione speciale, che in via derogatoria comporta la decorrenza del termine da detto incombente, su cui non incide la modifica dell’art. 133

Il termine di sessanta giorni per la proposizione del ricorso per cassazione, di cui all'art. 1, comma 62, della l. n. 92 del 2012, decorre dalla semplice comunicazione del provvedimento, trattandosi di previsione speciale, che in via derogatoria comporta la decorrenza del termine da detto incombente, su cui non incide la modifica dell'art. 133

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