licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 gennaio 2019, n. 987 – Licenziamento disciplinare per mancata esecuzione dell’ordine superiore – Il ricorrente per cassazione deve non solo fare esplicito riferimento alle regole legali d’interpretazione mediante specifica indicazione delle norme asseritamene violate ed ai principi in esse contenuti, ma è tenuto, altresì, a precisare in quale modo e con quali considerazioni il giudice del merito si sia discostato dai richiamati canoni legali

la contestazione proposta in sede di legittimità non può limitarsi a prospettare una interpretazione alternativa della dichiarazione unilaterale, fondata sulla valorizzazione di talune espressioni ivi contenute piuttosto che di altre, ma deve rappresentare elementi idonei a far ritenere erronea la valutazione ermeneutica operata dal giudice del merito, cui l'attività di interpretazione dell'atto è riservata

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 gennaio 2019, n. 611 – Licenziamento per giusta causa per inosservanza delle regole di correttezza e reciproco rispetto nei rapporti tra colleghi e superiori gerarchici – Il vizio di violazione di legge

Il vizio di violazione di legge consiste nella deduzione di un'erronea ricognizione, da parte del provvedimento impugnato, della fattispecie astratta recata da una norma di legge e quindi implica necessariamente un problema interpretativo della stessa; viceversa, l'allegazione di un'erronea ricognizione della fattispecie concreta a mezzo delle risultanze di causa è esterna all'esatta interpretazione della norma di legge e inerisce alla tipica valutazione del giudice di merito, la cui censura è possibile, in sede di legittimità, sotto l'aspetto del vizio di motivazione.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 gennaio 2019, n. 829 – Licenziamento disciplinare per ammanco del fondo cassaforte moneta spiccia – Prova degli ammanchi di cassa – Principio di specificità

Il principio dell'immutabilità della contestazione dell'addebito disciplinare mosso al lavoratore ai sensi dell'art. 7 dello statuto lavoratori preclude al datore di lavoro di licenziare per altri motivi, che trovino fonte in fatti diversi da quelli contestati, ma non vieta di rivalutare diversamente i fatti stessi, su cui il lavoratore ha avuto modo di difendersi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 gennaio 2019, n. 523 – Il termine di sessanta giorni previsto a pena di decadenza dall’art. 6 della legge n. 604 del 1966 si applica all’impugnazione di ogni licenziamento per ragioni riconducibili nell’ambito della disciplina dettata dalla stessa legge n. 604 del 1966 e dalla legge n. 300 del 1970

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 11 gennaio 2019, n. 523 Costituzione di rapporto di lavoro alle dipendenze dell’utilizzatore - Illiceità dell'appalto affidato dal committente - Dies a quo del termine di decadenza in relazione al licenziamento intimato al lavoratore dall’appaltatore - Termine di sessanta giorni previsto a pena di decadenza ex art. 6 della L. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 gennaio 2019, n. 608 – Licenziamento di un Quadro per appropriazione indebita di beni di proprietà aziendale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 14 gennaio 2019, n. 608 Licenziamento - Quadro - Appropriazione indebita di beni di proprietà aziendale - Grave inadempimento contrattuale - Violazione del vincolo di fiducia Fatto Rilevato che: con sentenza del 5.4.2017, la Corte di Appello di Catania, in accoglimento del gravame avverso la sentenza del Tribunale di Ragusa [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 gennaio 2019, n. 521 – In tema di interpretazione degli atti unilaterali – regolati, ai sensi dell’art. 1324 cod. civ., alla stregua dei contratti – vale il principio secondo cui l’interpretazione della volontà negoziale delle parti, compiuta dal giudice del merito, non è soggetta al sindacato di legittimità

la tipicità e tassatività delle cause d'estinzione del rapporto escludono risoluzioni automatiche al compimento di determinate età ovvero con il raggiungimento di requisiti pensionistici, diversamente da quanto accade nel lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni in tema di collocamento a riposo d'ufficio, al compimento delle età massime previste dai diversi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche stesse

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 gennaio 2019, n. 259 – Prova del licenziamento collettivo avente carattere ritorsivo – Cessata materia del contendere

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 09 gennaio 2019, n. 259 Licenziamento collettivo - Carattere ritorsivo - Prova Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Milano, con sentenza n. 567 depositata il 28.4.2016, in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato nulli i licenziamenti intimati il 6.3.2014 ai reclamanti, ha condannato la società datoriale [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 gennaio 2019, n. 267 – Licenziamento collettivo – Individuazione delle esigenze tecnico produttive e frammentazioni fraudolente fra più società, finalizzate alla elusione delle norme imperative

Il collegamento economico - funzionale tra imprese gestite da società di un medesimo gruppo non comporta il venir meno dell'autonomia delle singole società dotate di personalità giuridica distinta, alle quali continuano a fare capo i rapporti di lavoro del personale in servizio presso le distinte e rispettive imprese; tale collegamento, pertanto, non è di per sé solo sufficiente a far ritenere che gli obblighi inerenti ad un rapporto di lavoro subordinato, intercorso tra un lavoratore e una di tali società, si estendano ad altre dello stesso gruppo, salva, peraltro, la possibilità di ravvisare un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro - anche ai fini della sussistenza o meno del requisito numerico necessario per l'applicabilità della cosiddetta tutela reale del lavoratore licenziato - ogni volta che vi sia una simulazione o una preordinazione in frode alla legge del frazionamento di un'unica attività fra vari soggetti e ciò venga accertato in modo adeguato, attraverso l'esame delle singole imprese, da parte del giudice del merito

Torna in cima