licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1849 – Licenziamento per giusta causa – Il giudice civile, ai fini del proprio convincimento, può autonomamente valutare, nel contraddittorio tra le parti, ogni elemento dotato di efficacia probatoria e, dunque, anche le prove raccolte in un processo penale

il giudice del lavoro, ai fini della formazione del proprio convincimento in ordine alla sussistenza di una giusta causa di licenziamento, può valutare gli atti delle indagini preliminari e le intercettazioni telefoniche ivi assunte, anche ove sia mancato il vaglio critico del dibattimento, in quanto la parte può sempre contestare nel giudizio civile i fatti acquisiti in un procedimento penale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 gennaio 2019, n. 1516 – La scelta dell’imprenditore di cessare l’attività costituisce esercizio incensurabile della libertà di impresa garantita dall’art.41 Cost., con la conseguenza che la procedimentalizzazione dei licenziamenti collettivi che ne derivano l’obbligo di comunicazione dei motivi della scelta, ha la sola funzione di consentire il controllo sindacale sulla effettività della scelta medesima, allo scopo di evitare elusioni del dettato normativo

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 gennaio 2019, n. 1516 Licenziamento collettivo - Progetto di riduzione del personale - Prospettata cessazione della attività produttiva - Termini simulatori Fatti di causa La Corte d'Appello di Napoli, in riforma della pronuncia del Tribunale della stessa sede, accoglieva la domanda proposta da N. V. volta a conseguire la [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 gennaio 2019, n. 1379 – Licenziamento e diritto di critica – L’esercizio del diritto di critica incontra un limite nella tutela dell’onore, della reputazione e del decoro del datore di lavoro

'esercizio da parte del lavoratore del diritto di critica delle decisioni aziendali, sebbene sia garantito dall'art. 21 Cost., incontra i limiti della correttezza formale che sono imposti dall'esigenza, anch'essa costituzionalmente garantita (art. 2 Cost.), di tutela della persona umana, sicché, ove tali limiti siano superati, con l'attribuzione all'impresa datoriale od ai suoi rappresentanti di qualità apertamente disonorevoli, di riferimenti volgari e infamanti e di deformazioni tali da suscitare il disprezzo e il dileggio, così come l'attribuzione di riferimenti denigratori non provati, il comportamento del lavoratore può costituire giusta causa di licenziamento, pur in mancanza degli elementi soggettivi ed oggettivi costitutivi della fattispecie penale della diffamazione.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 gennaio 2019, n. 1490 – Licenziamento disciplinare per prelevamenti per cassa mediante firma falsa – Accertamento della condotta contestata

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 gennaio 2019, n. 1490 Licenziamento disciplinare - Prelevamenti per cassa - Firma falsa - Accertamento della condotta contestata Rilevato 1. che la Corte d'appello di Venezia, pronunziando in sede di reclamo, ha confermato il rigetto della domanda di F. N. G. intesa all'accertamento della illegittimità del licenziamento disciplinare irrogato [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 gennaio 2019, n. 1380 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – La rinuncia al ricorso comporta l’estinzione del processo ai sensi degli artt. 390 e 391 cod.proc.civ.

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 18 gennaio 2019, n. 1380 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Crisi aziendale - Riorganizzazione dei servizi finalizzata alla riduzione dei costi - Esternalizzazione delle mansioni - Onere della prova Fatti di causa 1. Con sentenza depositata il 29.1.2016 la Corte d'appello di Venezia, in riforma della pronuncia del Tribunale [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 gennaio 2019, n. 1195 – In tema di licenziamento ritorsivo, il lavoratore deve indicare e provare i profili specifici da cui desumere l’intento ritorsivo quale motivo unico e determinante del recesso, atteso che in tal caso la doglianza ha per oggetto il fatto impeditivo del diritto del datore di lavoro di avvalersi di una giusta causa, o di un giustificato motivo, pur formalmente apparenti

l licenziamento per ritorsione, diretta o indiretta - assimilabile a quello discriminatorio, vietato dagli artt. 4 della legge n. 604 del 1966, 15 della legge n. 300 del 1970 e 3 della legge n. 108 del 1990 - costituisce l'ingiusta e arbitraria reazione ad un comportamento legittimo del lavoratore colpito o di altra persona ad esso legata e pertanto accomunata nella reazione, con conseguente nullità del licenziamento, quando il motivo ritorsivo sia stato l' unico determinante e sempre che il lavoratore ne abbia fornito prova, anche con presunzioni.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 gennaio 2019, n. 1474 – Licenziamento disciplinare per aver il lavoratore autonomamente attribuito un periodo di ferie di ventidue giorni neanche interamente maturati

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 18 gennaio 2019, n. 1474 Licenziamento disciplinare - Accoglimento della domanda di ferie - Autorizzazione tacita - Prova Rilevato che con sentenza del 25 gennaio- 1 febbraio 2017 numero 321 la Corte d'Appello di Lecce - giudice del reclamo ex articolo 1, commi 58 e seguenti, legge 92/2012 - confermava [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 gennaio 2019, n. 1196 – Licenziamento per giusta causa per reazione intollerabilmente alterata ed aggressiva comportante incapacità a rispettare ruoli superiori

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 gennaio 2019, n. 1196 Licenziamento per giusta causa - Reazione intollerabilmente alterata ed aggressiva - Incapacità a rispettare ruoli superiori - Lesione del vincolo fiduciario Fatto Con sentenza del 3 ottobre 2015, la Corte d'appello di Roma rigettava l'appello proposto da A.A.B. avverso la sentenza di primo grado, che [...]

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