licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31500 – Fallimento – La causa di cessazione dell’attività produttiva integri un giustificato motivo oggettivo differisce dalla giusta causa di recesso ai sensi dell’art. 2119 c.c., che presuppone un inadempimento di gravità tale da far venir meno la fiducia nell’altra parte e da non consentire la prosecuzione neanche provvisoria del rapporto

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31500 Fallimento - Direttore tecnico - Spettanza del bonus retributivo - Difetto di prova Fatto Con decreto del 10 aprile 2017, il Tribunale di Napoli rigettava l'opposizione proposta da G.C. avverso lo stato passivo del Fallimento B. s.p.a. di Trasformazione Urbana in liquidazione, cui aveva insinuato [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31496 – Il datore di lavoro, in considerazione del principio della immodificabilità, non può addurre a giustificazione del recesso fatti diversi da quelli già indicati nella motivazione enunciata al momento della intimazione del recesso medesimo, ma soltanto dedurre mere circostanze confermative o integrative che non mutino la oggettiva consistenza storica dei fatti anzidetti

Il datore di lavoro, in considerazione del principio della immodificabilità, non può addurre a giustificazione del recesso fatti diversi da quelli già indicati nella motivazione enunciata al momento della intimazione del recesso medesimo, ma soltanto dedurre mere circostanze confermative o integrative che non mutino la oggettiva consistenza storica dei fatti anzidetti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31495 – Il datore di lavoro, che adduca a fondamento del licenziamento la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore licenziato, ha l’onere di provare che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa alla quale avrebbe potuto essere assegnato il lavoratore licenziato per l’espletamento di mansioni equivalenti a quelle svolte

il datore di lavoro, che adduca a fondamento del licenziamento la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore licenziato, ha l'onere di provare che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa alla quale avrebbe potuto essere assegnato il lavoratore licenziato per l'espletamento di mansioni equivalenti a quelle svolte, tenuto conto della professionalità raggiunta dal lavoratore medesimo e deve inoltre dimostrare di non avere effettuato per un congruo periodo di tempo successivo al recesso alcuna nuova assunzione in qualifica analoga a quella del lavoratore licenziato

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31490 – Per il licenziamento per ragioni inerenti l’attività produttiva e l’organizzazione del lavoro ed il giustificato motivo oggettivo si identifica nella generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile, la scelta del dipendente da licenziare per il datore di lavoro non è totalmente libera

Per il licenziamento per ragioni inerenti l’attività produttiva e l'organizzazione del lavoro ed il giustificato motivo oggettivo si identifica nella generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile, la scelta del dipendente da licenziare per il datore di lavoro non è totalmente libera

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31482 – In tema di procedimento disciplinare nel rapporto di pubblico impiego contrattualizzato ai fini della decadenza dall’azione disciplinare occorre avere riguardo alla data in cui l’amministrazione datrice di lavoro esprime la propria valutazione in ordine alla rilevanza e consistenza disciplinare della notizia dei fatti rilevanti disciplinarmente e la consolida nell’atto di contestazione

In tema di procedimento disciplinare nel rapporto di pubblico impiego contrattualizzato ai fini della decadenza dall'azione disciplinare occorre avere riguardo alla data in cui l'amministrazione datrice di lavoro esprime la propria valutazione in ordine alla rilevanza e consistenza disciplinare della notizia dei fatti rilevanti disciplinarmente e la consolida nell'atto di contestazione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 dicembre 2018, n. 31346 – Invalidità dell’accordo transattivo per incapacità di intendere e di volere ex art. 428 c.c. ed onere a carico del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 04 dicembre 2018, n. 31346 Licenziamento - Invalidità dell'accordo transattivo - Accertamento - Incapacità di intendere e di volere ex art. 428 c.c. Fatti di causa 1. Con sentenza n. 1049/2017, depositata l'il maggio 2017, la Corte d'appello di Milano, in riforma della sentenza del Tribunale di Lodi, ha respinto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 dicembre 2018, n. 31157- Legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo per necessità di terziarizzazione del reparto essendo divenuta la sua prestazione eccedentaria rispetto alle esigenze lavorative – Onere datoriale di repechage

Legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo per necessità di terziarizzazione del reparto essendo divenuta la sua prestazione eccedentaria rispetto alle esigenze lavorative - Onere datoriale di repechage

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