parametrizzazione reddito

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 giugno 2020, n. 11332 – In tema di accertamento analitico induttivo ex art. 39, comma 1, lett. d) del d.P.R. n. 600 del 1973, le percentuali di ricarico, accertate con riferimento ad un determinato anno fiscale, costituiscono validi elementi indiziari, da utilizzare secondo i criteri di razionalità e prudenza, per ricostruire i dati corrispondenti relativi ad anni precedenti o successivi

In tema di accertamento analitico induttivo ex art. 39, comma 1, lett. d) del d.P.R. n. 600 del 1973, le percentuali di ricarico, accertate con riferimento ad un determinato anno fiscale, costituiscono validi elementi indiziari, da utilizzare secondo i criteri di razionalità e prudenza, per ricostruire i dati corrispondenti relativi ad anni precedenti o successivi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 giugno 2020, n. 11231 – Gli accertamenti con metodo analitico-induttivo possono essere fondati anche sull’esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta, ovvero dagli studi di settore

Gli accertamenti con metodo analitico-induttivo possono essere fondati anche sull'esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta, ovvero dagli studi di settore

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 giugno 2020, n. 10968 – In tema di accertamento tributario standardizzato, la regolarità formale delle scritture contabili non può, di per sé, costituire elemento idoneo ad inficiare le presunzioni di cui agli studi di settore, i quali possono essere utilizzati dall’ufficio anche in contrasto con esse, finché non ne sia dimostrata l’infondatezza mediante idonea prova contraria, il cui onere è a carico del contribuente

In tema di accertamento tributario standardizzato, la regolarità formale delle scritture contabili non può, di per sé, costituire elemento idoneo ad inficiare le presunzioni di cui agli studi di settore, i quali possono essere utilizzati dall'ufficio anche in contrasto con esse, finché non ne sia dimostrata l'infondatezza mediante idonea prova contraria, il cui onere è a carico del contribuente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 maggio 2020, n. 10272 – La determinazione del reddito mediante l’applicazione degli studi di settore, a seguito dell’instaurazione del contraddittorio con il contribuente, è idonea a integrare presunzioni legali che sono, anche da sole, sufficienti ad assicurare un valido fondamento all’accertamento tributario, ferma restando la possibilità, per il contribuente che vi è sottoposto, di fornire la prova contraria, nella fase amministrativa e anche in sede contenziosa

La determinazione del reddito mediante l'applicazione degli studi di settore, a seguito dell'instaurazione del contraddittorio con il contribuente, è idonea a integrare presunzioni legali che sono, anche da sole, sufficienti ad assicurare un valido fondamento all'accertamento tributario, ferma restando la possibilità, per il contribuente che vi è sottoposto, di fornire la prova contraria, nella fase amministrativa e anche in sede contenziosa

Disciplina delle società di comodo l’affitto dell’unica azienda non rientra tra le ipotesi d’impossibilità oggettiva di percepire ricavi maggiori

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10157 depositata il 28 maggio 2020 intervenendo in tema di applicazione della disciplina delle società di comodo e del reddito minimo nell'affitto d'azienda ha affermato che "il contratto d'affitto d'azienda, invero, non rientra tra le ipotesi d'impossibilità oggettiva di percepire ricavi maggiori perché esso è espressione della [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 maggio 2020, n. 10276 – Negli accertamento sintetico ai sensi dell’art. 38, comma 4, del d.P.R. n. 600 del 1973 qualora l’Amministrazione finanziaria abbia previamente dimostrato, mediante elementi certi, la sussistenza della divergenza tra il reddito dichiarato e quello determinato in via presuntiva è onere del contribuente provare che le spese elevate sono state in realtà finanziate mediante redditi soggetti a ritenuta alla fonte, oppure esenti, ovvero provenienti da finanziamenti di terzi

Negli accertamento sintetico ai sensi dell'art. 38, comma 4, del d.P.R. n. 600 del 1973 qualora l'Amministrazione finanziaria abbia previamente dimostrato, mediante elementi certi, la sussistenza della divergenza tra il reddito dichiarato e quello determinato in via presuntiva è onere del contribuente provare che le spese elevate sono state in realtà finanziate mediante redditi soggetti a ritenuta alla fonte, oppure esenti, ovvero provenienti da finanziamenti di terzi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2020, n. 9988 – E’ onere del contribuente provare la presenza di situazioni oggettive di carattere straordinario, tali da rendere impossibile il conseguimento di ricavi, di cui al comma 4 bis dell’art. 30 della citata legge n. 724 del 1994

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 maggio 2020, n. 9988 Tributi - IRPEF - Reddito da partecipazione - disciplina delle "società di comodo" - Onere di prova Rilevato che l'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della CTR della Sicilia, di accoglimento parziale dell'appello della contribuente G.C., quale socia della s.a.s. [...]

Commissione Tributaria Regionale per l’Umbria, sezione 3, sentenza n. 11 depositata il 13 gennaio 2020 – E’ onere del contribuente provare l’esistenza di situazioni oggettive e straordinarie specifiche e indipendenti dalla sua volontà, che abbiano impedito il raggiungimento della soglia di operatività e di reddito minimo presunto

E’ onere del contribuente provare l’esistenza di situazioni oggettive e straordinarie specifiche e indipendenti dalla sua volontà, che abbiano impedito il raggiungimento della soglia di operatività e di reddito minimo presunto

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