processo tributario

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 aprile 2019, n. 9262 – Il vizio di violazione di legge consiste nella deduzione di un’erronea ricognizione, da parte del provvedimento impugnato, della fattispecie astratta recata da una norma di legge e implica necessariamente un problema interpretativo della stessa

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 aprile 2019, n. 9262 Reddito d’impresa - Accertamento - Studi di settore - Dichiarazioni fiscali al netto del compenso dell’amministratore - Valutazione delle prove Ritenuto in fatto 1.L'Agenzia delle entrate emetteva un avviso di accertamento nei confronti della Calzature G. s.r.l., per l'anno 2006, a seguito di un accesso, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 aprile 2019, n. 9257 – La motivazione per relationem della sentenza di appello è illegittimo qualora il giudice di merito non compia, o compia inadeguatamente, una disamina logica e giuridica degli elementi dai quali trae il proprio convincimento, rinviando genericamente e acriticamente alle motivazioni di altro giudice o al quadro probatorio acquisito

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 aprile 2019, n. 9257 Contenzioso tributario - Accertamento - Riscossione - Motivazioni del contraddittorio - Legittimità Rilevato che La Commissione Tributaria Regionale del Lazio, (di seguito, per brevità, CTR), ha rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate confermando la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Roma (di seguito per brevità, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8652 – L’avvenuta conciliazione stragiudiziale vale a far ritenere venuto meno l’interesse alla decisione della causa e determina pertanto l’inammissibilità sopravvenuta del ricorso

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8652 Tributi locali - TARSU - Accertamento - Riscossione - Cartella di pagamento Ritenuto che 1. La soc. C. Alimentari srl, proprietaria di uno stabilimento industriale ubicato in Comune di Catania all'interno del quale veniva svolto servizio di magazzinaggio proponeva ricorso avverso la cartella di pagamento [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 aprile 2019, n. 9182 – E’ tempestiva la notifica dell’atto di appello che, tentata in pendenza del termine per impugnare, non sia andata a buon fine per cause indipendenti dalla volontà del notificante, e sia stata da questi tempestivamente rinnovata, a nulla rilevando che la seconda notifica si sia perfezionata dopo lo spirare del termine per l’impugnazione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 02 aprile 2019, n. 9182 Accertamento - Riscossione - Cartella di pagamento - Contenzioso tributario - Termine di costituzione Ragioni della decisione Costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal comma 1, lett. e), dell'art. 1 - bis del d.l. n. 168/2016, convertito, con [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 aprile 2019, n. 9029 – Nel caso di redazione della sentenza in formato elettronico, la relativa data di pubblicazione, ai fini del decorso del termine cd. “lungo” di impugnazione, coincide non già con quella della sua trasmissione alla cancelleria da parte del giudice, bensì con quella dell’attestazione del cancelliere

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 01 aprile 2019, n. 9029 Sciopero - Potere disciplinare per limitare il diritto - Condotta illecita - Ricorso ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori - Tardività del ricorso ex art. 327 c.p.c. - Termine di decadenza di sei mesi - Decorrenza dalla data di deposito in cancelleria della sentenza [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 marzo 2019, n. 8987 – In tema di accertamento, resta invariata la presunzione legale posta dall’art. 32 dei d.P.R. n. 600 del 1973 con riferimento ai versamenti effettuati su un conto corrente dal professionista o lavoratore autonomo, sicché questi è onerato di provare in modo analitico l’estraneità di tali movimenti ai fatti imponibili, essendo venuta meno, all’esito della sentenza della Corte costituzionale n. 228 del 2014, l’equiparazione logica tra attività imprenditoriale e professionale limitatamente ai prelevamenti sui conti correnti

L'omessa pronuncia su alcuni dei motivi di appello, e, in genere, su una domanda, eccezione o istanza ritualmente introdotta in giudizio, integra violazione dell'art. 112 cod. proc. civ., che deve essere fatta valere esclusivamente ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 4, dello stesso codice, che con sente alla parte di chiedere - e al giudice di legittimità di effettuare - l'esame degli atti del giudizio di merito, nonché, specificamente, dell'atto di appello (Cass. n. 22759 del 27/10/2014, Cass. n. 6835 del 16/3/2017). Ne consegue che l'omessa pronuncia determina nullità della sentenza

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 marzo 2019, n. 8844 – Nel processo tributario il contribuente che impugni il silenzio rifiuto formatosi su una istanza di rimborso, lo stesso deve dimostrare che, in punto di fatto, non sussiste nessuna delle ipotesi che legittimano il rifiuto

in tema di obbligazioni pecuniarie derivanti da crediti di imposta, ha affermato il principio secondo cui, non sono applicabili gli artt. 1224, comma 1, e 1284 c.c., stante la speciale disciplina di cui all'art. 44 del d.P.R. n. 602 del 1973, che impone un'interpretazione restrittiva dell'articolo 1224 cod. civ. secondo comma, nel senso, più rigoroso, che il danno da svalutazione monetaria può essere riconosciuto solo ove il creditore deduca e dimostri che un tempestivo adempimento gli avrebbe consentito di impiegare il denaro dovutogli nell'investimento in titoli di Stato e che, nel periodo temporale di interesse, il relativo rendimento era stato superiore al saggio degli interessi moratori riconosciuti dal citato art. 44, quantificando l'entità della differenza

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 marzo 2019, n. 8814 – In tema di accertamento tributario, la delega di firma o di funzioni di cui all’art. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973 deve necessariamente indicare il nominativo del delegato, pena la sua nullità, che determina, a sua volta, quella dell’atto impositivo, sicché non può consistere in un ordine di servizio in bianco, che si limiti ad indicare la sola qualifica professionale del delegato senza consentire al contribuente di verificare agevolmente la ricorrenza dei poteri in capo al sottoscrittore

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 marzo 2019, n. 8814 Tributi - Accertamento - Sottoscrizione dell’atto - Delega a funzionario capo dell'Ufficio Controlli - Forma - Ordine di servizio - Validità Fatti di causa 1. Con sentenza depositata in data 27 marzo 2014 la Commissione Tributaria provinciale di Latina, in accoglimento del ricorso proposto dalla [...]

Torna in cima