processo tributario

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 gennaio 2019, n. 1750 – In tema d’imposte sul redditi, l’art. 37-bis, 4 ° e 5 ° comma, d.p.r. n. 600 del 1973, prevede un rigoroso procedimento d’instaurazione del contraddittorio, caratterizzato da scansioni predeterminate, in cui, a pena di nullità, l’avviso di accertamento deve essere emanato previa richiesta di chiarimenti al contribuente

nei casi di cassazione per vizio di motivazione il giudice di rinvio deve evitare l'errore logico della sentenza cassata riesaminando i fatti ai fini di una valutazione complessiva, ma non è vincolato da ipotesi interpretative eventualmente prospettate dalla Corte di cassazione: diversamente opinando si finirebbe con l'ammettere un apprezzamento dei fatti, precluso al giudice di legittimità, e il motivo di ricorso si risolverebbe in un'inammissibile istanza di revisione delle valutazioni e dei convincimenti del giudice di merito e, perciò, in una richiesta diretta all'ottenimento di una nuova pronuncia sul fatto, estranea alla natura e alle finalità del giudizio di cassazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 gennaio 2019, n. 2133 – Nel processo tributario, non costituisce motivo di inammissibilità del ricorso o dell’appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 24 gennaio 2019, n. 2133 Tributi - Contenzioso tributario - Appello - Notifica a mezzo del servizio postale - Mancato deposito della ricevuta di spedizione in sede di costituzione in giudizio - Inammissivbilità - Esclusione Rilevato che Con sentenza in data 6 dicembre 2016 la Commissione tributaria regionale della Calabria [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 gennaio 2019, n. 2021 – In tema di ricorso per cassazione costituisce fatto (o punto) decisivo ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ. quello la cui differente considerazione è idonea a comportare, con certezza, una decisione diversa

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 24 gennaio 2019, n. 2021 Contratto di agenzia - Recesso - Indennità sostitutiva del preavviso - Prova dell’avvenuto pagamento Fatti di causa La Corte di appello di Bologna con la sentenza n. 196/2014 aveva confermato la sentenza con la quale il Tribunale di Forlì aveva ritenuto non sorretto da giusta [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2183 – La procura, conferita al difensore dall’amministratore di una società di capitali “per ogni stato e grado della causa”, è valida anche per il giudizio di appello e resta tale anche se l’amministratore, dopo il rilascio del mandato e prima della proposizione dell’impugnazione, sia cessato dalla carica

è dovere dell'amministrazione attivarsi tempestivamente per consentire il dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, mentre, in caso contrario, si verrebbero a convalidare, in via generalizzata, tutti gli atti in scadenza, in contrasto col principio secondo cui il requisito dell'urgenza deve essere riferito alla concreta fattispecie e, cioè, al singolo rapporto tributario controverso, fermo restando che spetta all'ufficio l'onere di provare in giudizio la sussistenza della situazione urgente; sicché, qualora l'amministrazione deduca, come nel caso in esame, quale circostanza di "particolare e motivata urgenza", il fatto di non aver potuto rispettare il termine dilatorio di sessanta giorni allegando l'imminente scadenza dei termini previsti per l'azione di accertamento, l'oggetto della prova va allora individuato nell'oggettiva impossibilità di adempimento dell'obbligo, traducendosi nella deduzione che l'imminente scadenza del termine di decadenza, che non ha consentito di adempiere l'obbligo di legge, sia dipesa da fatti o condotte all'ufficio non imputabili a titolo di incuria, negligenza o inefficienza

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2172 – I diritti della difesa del destinatario di un avviso di rettifica dell’accertamento, adottato dall’autorità doganale in mancanza di una previa audizione dell’interessato, non sono violati se la normativa nazionale che consente all’interessato di contestare tale atto nell’ambito di un ricorso amministrativo

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2172 Accertamento - Diritti doganali - Riscossione - Dazio all’importazione - Contenzioso tributario Rilevato che la sentenza impugnata ha esposto, in punto di fatto, che: la società contribuente aveva proposto ricorso dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Livorno avverso l'avviso di accertamento e rettifica con il [...]

MINISTERO FINANZE – Comunicato 25 gennaio 2019, n. 18 – PTT: accesso agli atti e ai documenti del fascicolo telematico anche per la parte non costituita

MINISTERO FINANZE - Comunicato 25 gennaio 2019, n. 18 PTT: accesso agli atti e ai documenti del fascicolo telematico anche per la parte non costituita Dal 28 gennaio 2019 nell’ambito del processo tributario telematico è disponibile il nuovo servizio di richiesta di accesso temporaneo al fascicolo processuale telematico. La nuova funzionalità è stata realizzata per [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1827 – Rimborso IVA – Nel processo tributario, l’indicazione dei motivi specifici dell’impugnazione, richiesta dall’art. 53 d.lgs. 546/1992, non deve necessariamente consistere in una rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni invocate a sostegno dell’appello

Rimborso IVA, il diritto interno contrasterebbe con il principio di neutralità dell'IVA ove imponesse termini di decadenza per il recupero dell'imposta indebitamente versata che, benché più brevi del termine di prescrizione per l'azione civilistica di ripetizione dell'indebito, privino completamente il soggetto passivo del diritto di ottenere dall'amministrazione finanziaria il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto non dovuta, dovendo consentire al contribuente di neutralizzare un onere economico indebitamente sopportato (Corte di Giustizia UE, 15 dicembre 2011 C-427/10).

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1808 – Il vizio della sentenza previsto dall’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., dev’essere dedotto, non solo con l’indicazione delle norme che si assumono violate ma anche, e soprattutto, mediante specifiche argomentatori intellegibili ed esaurienti – Società non operative e cause oggettive di inapplicabilità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1808 Tributi - Accertamento - Società non operativa - Norma antielusiva - Contenzioso tributario Rilevato che 1. Con distinti accertamenti, riguardanti, rispettivamente, gli anni d’imposta 2006 e 2007, l’Agenzia delle Entrate di San Severo accertava nei confronti della M.G. s.p.a. il reddito minimo operativo ai fini [...]

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