processo tributario

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 31 gennaio 2019, n. 2848 – In tema di agevolazioni tributarie, l’art. 88 (oggi 74) del TUIR, data la sua specialità, è agevolazione applicabile esclusivamente ai soggetti ivi elencati e non può essere estesa ad emanazioni organizzative degli enti stessi o ad altri enti – Vizio di omessa motivazione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 31 gennaio 2019, n. 2848 Imposte dirette - IRPEG - Istanza di rimborso - Agevolazioni tributarie - Regime di esenzione - Applicabilità Fatti di causa L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 51/01/2011, depositata dalla CTR del Friuli Venezia-Giulia il 14.02.2011. Ha riferito che il Consorzio Agrario [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 febbraio 2019, n. 3057 – La motivazione della sentenza “per relationem” è ammissibile, purché il rinvio venga operato in modo tale da rendere possibile ed agevole il controllo della motivazione stessa, essendo necessario che si dia conto delle argomentazioni delle parti e dell’identità di tali argomentazioni con quelle esaminate nella pronuncia oggetto del rinvio

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 01 febbraio 2019, n. 3057 Tributi locali - TIA - Accertamento - Riscossione - Ingiunzione di pagamento - Notificazione MASSIMA La partecipazione di un Comune ad un Consorzio non dimostra la natura di ente pubblico di quest’ultimo e la conseguente sussistenza della sua potestà impositiva Fatto 1. - La Commissione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 gennaio 2019, n. 2564 – Nel processo tributario, il fatto che il contribuente abbia individuato nel concessionario piuttosto che nel titolare del credito tributario il legittimato passivo, nei cui confronti dirigere l’impugnazione, non determina l’inammissibilità della domanda

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 30 gennaio 2019, n. 2564 Tributi - Cartella di pagamento - Notifica da parte del concessionario mediante raccomandata postale con avviso di ricevimento - Validità Fatti di causa La I. s.p.a. in liquidazione ha impugnato la sentenza n. 3189/2014, depositata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia il 16.06.2014, con la [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 gennaio 2019, n. 2652 – Nel processo tributario, la riproposizione in appello delle stesse argomentazioni poste a sostegno della domanda disattesa dal giudice di primo grado assolve l’onere di specificità dei motivi di impugnazione

Qualora il giudice, dopo una statuizione di inammissibilità (o declinatoria di giurisdizione o di competenza), con la quale si è spogliato della "potestas iudicandi" in relazione al merito della controversia, abbia impropriamente inserito nella sentenza argomentazioni sul merito, la parte soccombente non ha l’onere né l’interesse ad impugnare; conseguentemente è ammissibile l’impugnazione che si rivolga alla sola statuizione pregiudiziale ed è viceversa inammissibile, per difetto di interesse, l’impugnazione nella parte in cui pretenda un sindacato anche in ordine alla motivazione sul merito, svolta "ad abundantiam" nella sentenza gravata

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 gennaio 2019, n. 1834 – Agevolazioni fiscali “prima casa” – Revoca dall’agevolazione per mancato trasferimento della residenza nel comune di ubicazione dell’immobile nel termine di diciotto mesi dall’acquisto – Nuove prove e nuove eccezioni

il divieto di proporre nuove eccezioni in sede di gravame, di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, concerne le sole eccezioni in senso stretto, consistenti nei vizi d'invalidità dell'atto tributario o nei fatti modificativi, estintivi o impeditivi della pretesa fiscale, mentre non si estende alle eccezioni improprie o alle mere difese e, cioè, alla contestazione delle censure del contribuente, che restano sempre deducibili (Cass. ord. 31 maggio 2016, n. 11223; conf., Cass. n. 23587/16).

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2199 – Il vizio di omessa pronuncia può darsi solo quando il giudice abbia completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2199 Imposte dirette - IRPEF - Accertamento - Riscossione - Fatture oggettivamente inesistenti - Dichiarazioni fiscali - PVC - Contenzioso tributario Rilevato e considerato 1. che con l'impugnata sentenza, in riforma della prima decisione, la CTR respingeva il ricorso promosso da C.G. avverso un avviso con [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2019, n. 2321 – In tema di ricorso per cassazione, il vizio di violazione di legge consiste in un’erronea ricognizione da parte del provvedimento impugnato della fattispecie astratta recata da una norma di legge implicando necessariamente un problema interpretativo della stessa – Motivazione apparente

Con la proposizione del ricorso per cassazione, il ricorrente non può rimettere in discussione, contrapponendone uno difforme, l'apprezzamento in fatto dei giudici del merito, tratto dall'analisi degli elementi di valutazione disponibili ed in sé coerente, atteso che l'apprezzamento dei fatti e delle prove è sottratto al sindacato di legittimità, dal momento che, nell'ambito di quest'ultimo, non è conferito il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico formale e della correttezza giuridica, l'esame e la valutazione fatta dal giudice di merito, cui resta riservato di individuare le fonti del proprio convincimento e, all'uopo, di valutare le prove, controllarne attendibilità e concludenza e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 gennaio 2019, n. 1775 – Nei casi di finanziamento erogato da ente pubblico, gli interessi attivi maturati sul conto di deposito bancario costituiscono ricavi, soggetti ad imposizione, ove il destinatario non assuma la qualità di gestore di fondo rotativo ma sia l’utilizzatore delle somme per la realizzazione delle opere

nel processo tributario, la disposizione di cui all'art. 52, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, secondo la quale gli uffici periferici del dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze e gli uffici del territorio devono essere previamente autorizzati alla proposizione dell'appello principale, rispettivamente, dal responsabile del servizio del contenzioso della competente direzione generale delle entrate e dal responsabile del servizio del contenzioso della competente direzione compartimentale del territorio, non è più applicabile

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