processo tributario

Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma, sezione n. 6, sentenza n. 14184 depositata il 30 novembre 2023 – L’art. 26 del D,p.r. 602/73 prevede che soltanto l’indirizzo di PEC del destinatario, e non quello del mittente, debba necessariamente essere tratto dal Registro ufficiale ivi indicato. Di conseguenza l’indirizzo PEC dell’Agenzia delle Entrate deve ritenersi valido ancorché non estratto da Reginde, o comunque da un “pubblico elenco”

L'art. 26 del D,p.r. 602/73 prevede che soltanto l'indirizzo di PEC del destinatario, e non quello del mittente, debba necessariamente essere tratto dal Registro ufficiale ivi indicato. Di conseguenza l’indirizzo PEC dell’Agenzia delle Entrate deve ritenersi valido ancorché non estratto da Reginde, o comunque da un “pubblico elenco”

Processo tributario: ricorso in cassazione e deposito telematico della prova della notifica a mezzo posta elettronica certificata

Con la riforma introdotta dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 è stato introdotto a partire dal 1° gennaio 2023 il processo telematico anche per i ricorsi in cassazione. Infatti è previsto l'obbligo del deposito telematico degli atti introduttivi è stato esteso anche al giudizio di cassazione, essendo stato in particolare previsto, all'art. 35, comma [...]

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia, sezione n. 17, sentenza n. 3490 depositata il 23 novembre 2023 – La sopravvenuta estinzione del trust rende applicabili in via analogica le regole contenute nell’art. 36 della disciplina sulla riscossione che individua quali responsabili nei confronti dell’amministrazione finanziaria, tra gli altri, i liquidatori di società che non abbiano adempiuto all’obbligo di pagare le imposte dovute dall’ente societario. Di conseguenza la legittimazione passiva del trustee deriva dalla sua qualità di gestore dei beni patrimoniali conferiti nel trust ed ai quali i medesimi debiti si riferiscono

La sopravvenuta estinzione del trust rende applicabili in via analogica le regole contenute nell'art. 36 della disciplina sulla riscossione che individua quali responsabili nei confronti dell'amministrazione finanziaria, tra gli altri, i liquidatori di società che non abbiano adempiuto all'obbligo di pagare le imposte dovute dall'ente societario. Di conseguenza la legittimazione passiva del trustee deriva dalla sua qualità di gestore dei beni patrimoniali conferiti nel trust ed ai quali i medesimi debiti si riferiscono

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, sentenza n. 14937 depositata il 28 maggio 2024 – Nel processo civile e in quello tributario, la sentenza la cui motivazione si limiti a riprodurre il contenuto di un atto di parte (o di altri atti processuali o provvedimenti giudiziari), senza niente aggiungervi, non è nulla qualora le ragioni della decisione siano, in ogni caso, attribuibili all’organo giudicante e risultino in modo chiaro, univoco ed esaustivo, atteso che, in base alle disposizioni costituzionali e processuali, tale tecnica di redazione non può ritenersi, di per sé, sintomatica di un difetto d’imparzialità del giudice, al quale non è imposta l’originalità né dei contenuti né delle modalità espositive

Nel processo civile e in quello tributario, la sentenza la cui motivazione si limiti a riprodurre il contenuto di un atto di parte (o di altri atti processuali o provvedimenti giudiziari), senza niente aggiungervi, non è nulla qualora le ragioni della decisione siano, in ogni caso, attribuibili all'organo giudicante e risultino in modo chiaro, univoco ed esaustivo, atteso che, in base alle disposizioni costituzionali e processuali, tale tecnica di redazione non può ritenersi, di per sé, sintomatica di un difetto d'imparzialità del giudice, al quale non è imposta l'originalità né dei contenuti né delle modalità espositive

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, sentenza n. 14947 depositata il 28 maggio 2024 – E’ configurabile la decisione implicita di una questione (connessa a una prospettata tesi difensiva) o di un’eccezione di nullità (ritualmente sollevata o rilevabile d’ufficio) quando queste risultino superate e travolte, benché non espressamente trattate, dalla incompatibile soluzione di un’altra questione (qui, quella sulla fondatezza della pretesa fiscale), il cui solo esame presupponga e comporti, come necessario antecedente logico-giuridico, la loro irrilevanza o infondatezza.

E' configurabile la decisione implicita di una questione (connessa a una prospettata tesi difensiva) o di un'eccezione di nullità (ritualmente sollevata o rilevabile d'ufficio) quando queste risultino superate e travolte, benché non espressamente trattate, dalla incompatibile soluzione di un'altra questione (qui, quella sulla fondatezza della pretesa fiscale), il cui solo esame presupponga e comporti, come necessario antecedente logico-giuridico, la loro irrilevanza o infondatezza.

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, ordinanza n. 14869 depositata il 28 maggio 2024 – Nel giudizio di cassazione, la revoca della procura ad litem, quale espressione dell’autonomia negoziale della parte, attuata mediante l’esercizio del diritto potestativo di recesso dal rapporto professionale con il difensore, non integra una causa interruttiva del processo, che prosegue senza la necessità di alcun particolare adempimento

Nel giudizio di cassazione, la revoca della procura ad litem, quale espressione dell'autonomia negoziale della parte, attuata mediante l'esercizio del diritto potestativo di recesso dal rapporto professionale con il difensore, non integra una causa interruttiva del processo, che prosegue senza la necessità di alcun particolare adempimento

Processo tributario: il potere del giudice di disporre l’acquisizione delle prove non può sopperire all’inerzia o alla negligenza dell’onere probatorio gravante sulle parti

L'articolo 7, comma 1, del Decreto Legislativo n. 546 del 1992 prevede che il giudice tributario ai fini istruttori e nei limiti dei fatti dedotti dalle parti, esercitano tutte le facoltà di accesso, di richiesta di dati, di informazioni e chiarimenti conferite agli uffici tributari ed all'ente locale da ciascuna legge d'imposta. Il giudice con [...]

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell’Umbria, sezione n. 2, sentenza n. 316 depositata il 25 ottobre 2023 – L’articolo 8 dello Statuto del contribuente (Legge 27 luglio 2000, n. 212), prevede che il debitore accollato continua a rispondere in solido con il soggetto accollante del debito d’imposta nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, non potendosi verificare in nessun caso la liberazione convenzionale del debitore originario

L’articolo 8 dello Statuto del contribuente (Legge 27 luglio 2000, n. 212), prevede che il debitore accollato continua a rispondere in solido con il soggetto accollante del debito d'imposta nei confronti dell'Amministrazione finanziaria, non potendosi verificare in nessun caso la liberazione convenzionale del debitore originario

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