SANZIONI e REATI PENALI

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 7242 depositata il 18 febbraio 2019 – Le presunzioni legali previste dalle norme tributarie non possono costituire di per sé fonte di prova della commissione dei reati previsti dal dlgs n. 74 del 2000, potendo solamente essere fondamento di elementi indiziari atti a giustificare l’adozione di misure cautelari reali a carico del soggetto interessato

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 7242 depositata il 18 febbraio 2019 Reati tributari - Evasione - Dichiarazione fraudolenta - Prelievi di cassa - Presunzione di ricavi non dichiarati - Presunzioni previste dal diritto tributario - Inapplicabilità in sede penale Ritenuto in fatto La Corte di appello di Catanzaro, con sentenza del 28 settembre [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 3571 depositata il 25 gennaio 2019 – Responsabilità penale del titolare di ditta individuale operante nel campo della edilizia per occultamento e distruzione di documenti e scritture contabili

la condotta del reato di cui all'art. 10 dlgs. n. 74 del 2000 consiste nella distruzione o nell'occultamento delle scritture contabili o dei documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari; ciò posto si è precisato che, a differenza della distruzione che realizza un'ipotesi di reato istantaneo, il quale si consuma al momento della soppressione della documentazione, l'occultamento - che consiste nella temporanea o definitiva indisponibilità della documentazione da parte degli organi verificatori - costituisce un reato permanente che si consuma nel momento in cui viene svolto l'accertamento, e cioè sino al momento in cui gli agenti hanno interesse ad esaminare detta documentazione

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 7005 depositata il 13 febbraio 2019 – La falsa attestazione del pubblico dipendente relativa alla sua presenza in ufficio, riportata sui cartellini marcatempo o nei fogli di presenza, integra il reato di truffa aggravata

la falsa attestazione del pubblico dipendente relativa alla sua presenza in ufficio, riportata sui cartellini marcatempo o nei fogli di presenza, integra il reato di truffa aggravata ove il soggetto si allontani senza far risultare, mediante timbratura del cartellino o della scheda magnetica, i periodi di assenza, sempre che questi ultimi siano economicamente apprezzabili, osservando che anche una indebita percezione di poche centinaia di euro, corrispondente alla porzione di retribuzione conseguita in difetto di prestazione lavorativa, costituisce un danno economicamente apprezzabile per l'amministrazione pubblica.

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 6360 depositata il 11 febbraio 2019 – Il reato di frode fiscale ex art. 2 del d. lgs. n. 74 del 2000 è configurabile ogniqualvolta il contribuente, per effettuare una dichiarazione fraudolenta, si avvalga di fatture o altri documenti che attestino operazioni non realmente effettuate

il reato di frode fiscale ex art. 2 del d. lgs. n. 74 del 2000 è configurabile ogniqualvolta il contribuente, per effettuare una dichiarazione fraudolenta, si avvalga di fatture o altri documenti che attestino operazioni non realmente effettuate, non rilevando la circostanza che la falsità sia ideologica o materiale, distinguendosi la frode sanzionata dall'art. 2 da quella di cui al successivo art. 3 non per la natura del falso, ma per il rapporto di specialità reciproca esistente tra le condotte previste dagli art. 2 e 3, nel senso che a un nucleo comune, costituito dalla presentazione di una dichiarazione infedele, si aggiungono in chiave specializzante, da un lato (art. 2), l'utilizzazione di fatture e documenti analoghi relativi a operazioni inesistenti e, dall'altro (art. 3), una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie congiunta con l'utilizzo di mezzi fraudolenti idonei a ostacolare l’accertamento, nonché la previsione di una soglia minima di punibilità

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 1506 depositata il 14 gennaio 2019 – Reato di cui all’art. 5 del dlgs n. 74 del 2000 per avere omesso di presentare la dichiarazione dei redditi con evasione di imposta superiore alla soglia di punibilità – Il giudice, nel dichiarare la estinzione del reato per intervenuta prescrizione, non può disporre, atteso il suo carattere afflittivo e sanzionatorio, la confisca per equivalente delle cose che ne costituiscono il prezzo o il profitto

Reato di cui all'art. 5 del dlgs n. 74 del 2000 per avere omesso di presentare la dichiarazione dei redditi con evasione di imposta superiore alla soglia di punibilità - Il giudice, nel dichiarare la estinzione del reato per intervenuta prescrizione, non può disporre, atteso il suo carattere afflittivo e sanzionatorio, la confisca per equivalente delle cose che ne costituiscono il prezzo o il profitto

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9 depositata il 2 gennaio 2019 – Ai fini della configurabilità del reato di omesso versamento di IVA (art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000), non rileva quale causa di forza maggiore per il legale rappresentante di un’impresa lo stato di dissesto imputabile alla precedente gestione, quando risulta che l’agente al momento del suo subentro nella carica aveva la consapevolezza della crisi di liquidità e non era nell’impossibilità a lui non ascrivibile di intraprendere alcuna iniziativa per fronteggiare tale situazione

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9 depositata il 2 gennaio 2019 Imposte indirette - IVA - Dichiarazione annuale - Omessa presentazione - Sanzioni penali Ritenuto in fatto 1. La Corte di Appello di Ancona, con la sentenza del 25 gennaio 2018, ha confermato la condanna inflitta ad A. Di G. dal Tribunale di [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 961 depositata il 10 gennaio 2019 – Il reato di omesso versamento dell’IVA è rilevante penalmente se supera la soglia della penale rilevanza della condotta omissiva di cui all’art. 10-ter, d.lgs. n. 74 del 2000

l’indagine di legittimità sul discorso giustificativo della decisione ha un orizzonte circoscritto, dovendo il sindacato demandato alla Corte di cassazione essere limitato - per espressa volontà del legislatore - a riscontrare l'esistenza di un logico apparato argomentativo sui vari punti della decisione impugnata, senza possibilità di verificare l'adeguatezza delle argomentazioni di cui il giudice di merito si è avvalso per sostanziare il suo convincimento, o la loro rispondenza alle acquisizioni processuali

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 959 depositata il 10 gennaio 2019 – Reato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e di occultamento o distruzione delle scritture contabili

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 959 depositata il 10 gennaio 2019 Dichiarazione dei redditi - Omessa presentazione - Violazioni - Sanzioni penali Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 6 novembre 2017 la Corte d'appello di Milano ha confermato, respingendo l'impugnazione dell'imputato, la sentenza del 4 luglio 2016 del Tribunale di Lecco, con [...]

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