SANZIONI e REATI PENALI

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 12686 depositata il 21 marzo 2019 – Reati fiscali per emissione di fatture per operazioni inesistenti – Nell’ipotesi in cui con il ricorso per cassazione si lamenti l’inutilizzabilità di un elemento a carico, il motivo di impugnazione deve illustrare, a pena di inammissibilità per aspecificità, l’incidenza dell’eventuale eliminazione del predetto elemento ai fini della cosiddetta prova di resistenza, in quanto gli elementi di prova acquisiti illegittimamente diventano irrilevanti ed ininfluenti se, nonostante la loro espunzione, le residue risultanze risultino sufficienti a giustificare l’identico convincimento

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 12686 depositata il 21 marzo 2019 Reati fiscali - Emissione di fatture per operazioni inesistenti - Supporto USB contenente file excel con la contabilità occulta delle società utilizzatrici delle fatture relative a operazioni inesistenti - Valore di prova documentale Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 8 marzo [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 11757 depositata il 18 marzo 2019 – In tema di reati tributari, il prestanome non risponde dei delitti in materia di dichiarazione previsti dal D.Lgs. n. 74 del 2000 solo se è privo di qualunque potere o possibilità di ingerenza nella gestione della società,

la giurisprudenza di questa Corte ammette pacificamente la responsabilità per il delitto di cui all'art. 5, d.lgs. n. 74 del 2000 anche nei confronti dell'amministratore di fatto (Sez. 3, n. 3780 del 14.05.2015 rv. 264971-01). Si è, infatti, affermato che il reato di omessa presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette o IVA (art. 5, D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74) è configurabile nei confronti dell'amministratore di fatto, e l'amministratore di diritto, quale mero prestanome, risponde a titolo di concorso per omesso impedimento dell'evento

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 10805 depositata il 12 marzo 2019 – Qualora il sequestro preventivo non abbia carattere impeditivo, ossia non abbia la funzione di evitare l’aggravamento o la protrazione delle conseguenze del reato o l’agevolazione della commissione di altri reati ma sia strumentale alla confisca deve solamente essere verificato, una volta accertata la sussistenza di indizi di responsabilità, che i beni da assoggettare al vincolo rientrino nelle categorie delle cose oggettivamente suscettibili di confisca

Va aggiunto, per quanto riguarda la rilevanza degli eventuali accordi conclusi dalla obbligata con l'amministrazione finanziaria e dei pagamenti parziali eventualmente eseguiti in esecuzione di tali accordi, che la disposizione contenuta al secondo comma secondo dell'art. 12 bis d.lgs. 74/2000, secondo cui la confisca diretta o di valore dei beni costituenti profitto o prodotto del reato non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all'erario anche in presenza di sequestro, va circoscritta ai soli casi di obblighi assunti in maniera formale, tra i quali rientrano le ipotesi di accertamento con adesione, di conciliazione giudiziale, di transazione fiscale, di attivazione di procedure di rateizzazione automatica o a domanda

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 10801 depositata il 12 marzo 2019 – Annullamento del sequestro preventivo ritenendo pagato il profitto dei reati così come determinato in relazione alle fatture per operazioni inesistenti utilizzate

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 10801 depositata il 12 marzo 2019 Reati tributari - Evasione - Uso di fatture per operazioni inesistenti - Decreto di sequestro preventivo - Adesione all’istituto della "collaborazione volontaria" - Annullamento del sequestro preventivo Ritenuto in fatto 1. Il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Roma ha proposto ricorso [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 6348 depositata il 11 febbraio 2019 – La natura fungibile del denaro non consente però la confisca diretta delle somme depositate su conto corrente bancario del reo, ove si abbia la prova che le stesse non possano in alcun modo derivare dal reato e costituire, pertanto, profitto dell’illecito, inoltre il sopravvenuto versamento dell’imposta influisce ai fini del mantenimento della confisca

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 6348 depositata il 11 febbraio 2019 Imposte indirette - IVA - Dichiarazione annuale - Omesso versamento - Violazioni - Sanzioni penali Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del Tribunale di Teramo del 26 settembre 2014, K.T., all'esito di rito abbreviato, veniva condannata alla pena, condizionalmente sospesa, di mesi [...]

Art. 603 bis c.p. – Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro – Attività di vigilanza – Linee guida – Circolare 28 febbraio 2019, n. 5 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO - Circolare 28 febbraio 2019, n. 5 Art. 603 bis c.p. - Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro - Attività di vigilanza - Linee guida Dopo un congruo periodo di vigenza del nuovo art. 603 bis c.p. si è resa opportuna l’emanazione delle presenti Linee guida per l’attività di vigilanza in [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza b. 7646 depositata il 20 febbraio 2019 – Il reato dell’art. 10, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 presuppone l’istituzione della documentazione contabile e la produzione di un reddito, donde la necessità del relativo specifico accertamento, anche per distinguere la fattispecie penale rispetto alla condotta di omessa tenuta delle scritture contabili, sanzionata amministrativamente dall’art. 9, comma 1, del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza b. 7646 depositata il 20 febbraio 2019 Accertamento - Occultamento o distruzione della documentazione contabile - PVC - Contenzioso tributario - Reati penali Ritenuto in fatto 1. Con sentenza in data 14.11.2017 la Corte d'appello di Roma, in riforma della sentenza in data 1.12.2014 del Tribunale di Latina, ha [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 7260 depositata il 18 febbraio 2019 – Il giudice, nel dichiarare la estinzione del reato per intervenuta prescrizione, non può disporre, atteso il suo carattere afflittivo e sanzionatorio, la confisca per equivalente delle cose che hanno costituito il prezzo od il profitto del reato

mentre la distruzione della documentazione in questione realizza un'ipotesi di reato istantaneo, che si consuma con la soppressione della detta documentazione, l'occultamento - consistente nella temporanea o definitiva indisponibilità della documentazione da parte degli organi verificatori - costituisce invece un reato permanente, la cui flagranza si protrae sino al momento della emissione dell'accertamento tributario scaturito dalla verifica fiscale, essendo questo il momento in cui gli effetti del reato, cioè l'ostacolo allo svolgimento della attività di controllo fiscale, si cristallizzano definitivamente; ed è solo da tale momento che inizia a decorre il termine di prescrizione (Corte di cassazione, Sezione III penale, 24 marzo 2017, n. 14461).

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