SANZIONI e REATI PENALI

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17727 depositata il 29 aprile 2019 – In tema di reati tributari, il liquidatore di società risponde del delitto previsto dall’art. 10 -bis del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, non per il mero fatto del mancato pagamento, con le attività di liquidazione, delle imposte dovute per il periodo della liquidazione medesima e per quelli anteriori, ma solo qualora distragga l’attivo della società in liquidazione dal fine di pagamento delle imposte e lo destini a scopi differenti

il reato di omesso versamento dell'IVA di cui all'art. 10-ter, d.lgs. 74 del 2000, e sostanzialmente fatto proprio dalla sentenza impugnata, risponde quantomeno a titolo di dolo eventuale il soggetto che, subentrando ad altri nella carica di amministratore o liquidatore di una società di capitali dopo la presentazione della dichiarazione di imposta e prima della scadenza del versamento, omette di versare all'Erario le somme dovute sulla base della dichiarazione medesima, senza compiere il previo controllo di natura puramente contabile sugli ultimi adempimenti fiscali, in quanto attraverso tale condotta lo stesso si espone volontariamente a tutte le conseguenze che possono derivare da pregresse inadempienze

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17546 depositata il 24 aprile 2019 – Legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto rimasto nella disponibilità di una persona giuridica, derivante dal reato tributario commesso dal suo legale rappresentante, non potendo considerarsi l’ente una persona estranea al detto reato, tuttavia, al fine di poter disporre la confisca diretta del profitto nei confronti della persona giuridica, è pur sempre necessario che risulti la disponibilità nelle casse societarie di denaro da aggredire

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17546 depositata il 24 aprile 2019 Tributi - Reati fiscali - Frode fiscale, dichiarazione infedele, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento IVA e bancarotta fraudolenta - Provvedimento di sequestro preventivo per equivalente Ritenuto in fatto 1. Con ordinanza 16.10.2018, il Tribunale del riesame di Varese confermava [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 16523 depositata il 16 aprile 2019 – In caso di reati tributari commessi dall’amministratore di una società, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può essere disposto, nei confronti dello stesso, solo quando, all’esito di una valutazione allo stato degli atti sullo stato patrimoniale della persona giuridica, risulti impossibile il sequestro diretto del profitto del reato nei confronti dell’ente che ha tratto vantaggio dalla commissione del reato

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 16523 depositata il 16 aprile 2019 Reati tributari - ONLUS - Decadenza dai benefici tributari - Omessa presentazione dichiarazione - Evasione fiscale - Decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti delle persone responsabili - Illegittimità - Obbligo di preventiva confisca diretta sul patrimonio della [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 16162 depositata il 15 aprile 2019 – Reato per omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali ex art. 2, L. n. 638/1983 oltre la soglia di punibilità introdotta dal D.Lgs. n. 8/2016

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 16162 depositata il 15 aprile 2019 Omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali ex art. 2, L. n. 638/1983 - Reato - Superamento della soglia di punibilità introdotta dal D.Lgs. n. 8/2016 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza 8.06.2018, la Corte d'appello di Catanzaro, in parziale riforma della [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 15500 depositata il 9 aprile 2019 – Il reato ex articolo 3 d.lgs. n. 74 del 2000 è a struttura bifasica ed implica una dichiarazione mendace nonché un’attività ingannatoria posta a sostegno del mendacio materializzato nella dichiarazione

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 15500 depositata il 9 aprile 2019 Reati tributari - Reati in dichiarazione ex art. 3 D.Lgs. n. 74 del 2000 - Responsabilità del legale rappresentante - Estraneità agli atti prodromici all'evasione delle imposte - Irrilevanza - Obblighi di vigilanza e controllo prima della presentazione della dichiarazione dei redditi [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, ordinanza n. 14789 depositata il 8 marzo 2019 – Il reato di omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto (art. 10- ter d.lgs n. 74 del 2000) si consuma con il mancato pagamento dell’imposta dovuta in base alla dichiarazione annuale entro la scadenza del termine per il pagamento dell’acconto relativo al periodo di imposta dell’anno successivo

il margine di scelta esclude sempre la forza maggiore perché non esclude la "suitas" della condotta; b) la mancanza di provvista necessaria all'adempimento dell'obbligazione tributaria penalmente rilevante non può pertanto essere addotta a sostegno della forza maggiore quando sia comunque il frutto di una scelta/politica imprenditoriale volta a fronteggiare una crisi di liquidità; c) l'inadempimento tributario penalmente rilevante può essere attribuito a forza maggiore solo quando derivi da fatti non imputabili all'imprenditore che non ha potuto tempestivamente porvi rimedio per cause indipendenti dalla sua volontà e che sfuggono al suo dominio finalistico.

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 14606 depositata il 14 marzo 2019 – Omesso versamento IVA oltre la soglia di rilevanza penale e limiti al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente delle somme corrispondenti al triplo della pensione sociale giacenti sul conto corrente del destinatario della misura allorquando sia certo che tali somme sono riconducibili ad emolumenti corrisposti nell’ambito del rapporto di lavoro o d’impiego

le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale, quando l'accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l'accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma, nonché dalle speciali disposizioni di legge». La giurisprudenza civile di questa Corte, di fatti, ha precisato che la nuova disposizione - efficace soltanto per procedure successive all'entrata in vigore della legge di riforma - ha derogato al previgente regime dei beni fungibili secondo le regole del deposito irregolare, in virtù del quale le somme versate perdono la loro identità di crediti pensionistici e, pertanto, non sono sottoposte ai limiti di pignorabilità dipendenti dalle cause che diedero origine agli accrediti, con conseguente applicazione del principio generale di cui all'art. 2740 c.c.

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 12906 depositata il 25 marzo 2019 – La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall’art. 131 bis cod. pen., nel giudizio di legittimità, può essere rilevata d’ufficio, in presenza di un ricorso ammissibile, anche se non dedotta nel corso del giudizio di appello pendente alla data di entrata in vigore della norma, a condizione che i presupposti per la sua applicazione siano immediatamente rilevabili dagli atti e non siano necessari ulteriori accertamenti fattuali a tal fine

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 12906 depositata il 25 marzo 2019 Imposte indirette - IVA - Dichiarazione annuale - Omesso versamento acconto - Confisca per equivalente sui beni personali dell'imputato - Contenzioso tributario Ritenuto in fatto 1. - Con sentenza del 20 febbraio 2018 la Corte d'appello di Trieste ha parzialmente riformato la [...]

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