Archivi annuali: 2022

Chiarimenti sull’applicazione dell’articolo 66 del decreto legge n. 18 del 2020 – Risposta n. 238 del 29 aprile 2022 dell’Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate - Risposta n. 238 del 29 aprile 2022 Chiarimenti sull'applicazione dell'articolo 66 del decreto legge n. 18 del 2020 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, e' stato esposto il seguente QUESITO  Alfa S.p.A. (di seguito, anche la "società istante") è una società a capitale interamente pubblico, a capo del Gruppo Alfa, [...]

Corte di Cassazione ordinanza n. 16118 depositata il 19 maggio 2022 – L’acquirente dei beni può dedurre i costi relativi ad operazioni soggettivamente inesistenti anche nell’ipotesi in cui sia consapevole del loro carattere fraudolento, salvi i limiti derivanti, in virtù del d.P.R. n. 917 del 1986, dai principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità, mentre è esclusa la deducibilità dei costi delle operazioni oggettivamente inesistenti

L'acquirente dei beni può dedurre i costi relativi ad operazioni soggettivamente inesistenti anche nell'ipotesi in cui sia consapevole del loro carattere fraudolento, salvi i limiti derivanti, in virtù del d.P.R. n. 917 del 1986, dai principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità, mentre è esclusa la deducibilità dei costi delle operazioni oggettivamente inesistenti

Corte di Cassazione ordinanza n. 16109 depositata il 19 maggio 2022 – Il motivo di appello la società, lungi da introdurre un nuovo motivo di illegittimità dell’atto impugnato, si è limitata, nel rispetto degli originari petitum e causa petendi, a illustrare con ulteriori argomentazioni le proprie tesi, per cui la sentenza si sottrae alla censura formulata

Il motivo di appello la società, lungi da introdurre un nuovo motivo di illegittimità dell'atto impugnato, si è limitata, nel rispetto degli originari petitum e causa petendi, a illustrare con ulteriori argomentazioni le proprie tesi, per cui la sentenza si sottrae alla censura formulata

Corte di Cassazione sentenza n. 16106 depositata il 19 maggio 2022 – In materia di determinazione del reddito d’impresa, il preponente può dedurre fiscalmente il costo delle provvigioni passive nel periodo d’imposta in cui i ricavi “procurati” dall’agente concorrono a formare il reddito del medesimo preponente, sempre che in tale esercizio siano rispettati i requisiti di certezza e oggettiva determinabilità di cui ali’ art. 109, primo comma, d.P.R. n. 917 del 1986

In materia di determinazione del reddito d'impresa, il preponente può dedurre fiscalmente il costo delle provvigioni passive nel periodo d'imposta in cui i ricavi "procurati" dall'agente concorrono a formare il reddito del medesimo preponente, sempre che in tale esercizio siano rispettati i requisiti di certezza e oggettiva determinabilità di cui ali' art. 109, primo comma, d.P.R. n. 917 del 1986

Corte di Cassazione sentenza n. 16103 depositata il 19 maggio 2022 – In tema di rimborso dell’eccedenza detraibile dell’imposta sul valore aggiunto, l’amministrazione finanziaria può contestare il credito esposto dal contribuente nella dichiarazione, che non derivi dalla sottostima dell’imposta dovuta, anche qualora siano scaduti i termini per l’esercizio del suo potere  di  accertamento  o  di  rettifica dell’imponibile e dell’imposta  dovuta,  senza  che  abbia  adottato alcun provvedimento

In tema di rimborso dell'eccedenza detraibile dell'imposta sul valore aggiunto, l'amministrazione finanziaria può contestare il credito esposto dal contribuente nella dichiarazione, che non derivi dalla sottostima dell'imposta dovuta, anche qualora siano scaduti i termini per l'esercizio del suo potere  di  accertamento  o  di  rettifica dell'imponibile e dell'imposta  dovuta,  senza  che  abbia  adottato alcun provvedimento

Corte di Cassazione sentenza n. 16102 depositata il 19 maggio 2022 – Un regime  di calcolo  degli interessi  dovuti  dall’erario  che non assuma come dies a quo il giorno in cui l’eccedenza dell’iva avrebbe dovuto essere normalmente rimborsata ai  sensi  della direttiva iva risulta, in linea di  principio,  contrario  alle  esigenze dettate dall’art. 183  della  direttiva  iva

Un regime  di calcolo  degli interessi  dovuti  dall'erario  che non assuma come dies a quo il giorno in cui l'eccedenza dell'iva avrebbe dovuto essere normalmente rimborsata ai  sensi  della direttiva iva risulta, in linea di  principio,  contrario  alle  esigenze dettate dall'art. 183  della  direttiva  iva

Corte di Cassazione sentenza n. 16099 depositata il 19 maggio 2022 – In tema di rimborso dell’eccedenza  detraibile  dell’iva, qualora l’amministrazione si sia valsa del fermo amministrativo ex art. 69 del R.D. 18 novembre 19i.3, n. 2440, l’accertata insussistenza dei controcrediti a cautela dei quali il fermo era stato disposto comporta che il credito richiesto a rimborso anche nel periodo di vigenza del fermo produce interessi, con decorrenza dal momento in cui essi sono diventati esigibili, anche se il fermo non sia stato impugnato

In tema di rimborso dell'eccedenza  detraibile  dell'iva, qualora l'amministrazione si sia valsa del fermo amministrativo ex art. 69 del R.D. 18 novembre 19i.3, n. 2440, l'accertata insussistenza dei controcrediti a cautela dei quali il fermo era stato disposto comporta che il credito richiesto a rimborso anche nel periodo di vigenza del fermo produce interessi, con decorrenza dal momento in cui essi sono diventati esigibili, anche se il fermo non sia stato impugnato

Corte di Cassazione sentenza n. 16095 depositata il 19 maggio 2022 – Il divieto di proporre nuove eccezioni in sede di gravame, previsto all’art. 57, secondo comma, d.lgs. n. 546 del 1992, concerne tutte le eccezioni in senso stretto, consistenti nei vizi d’invalidità dell’atto tributario o nei fatti modificativi, estintivi o impeditivi della  pretesa fiscale, non estendendosi anche alle eccezioni improprie o alle mere difese e, cioè, alla contestazione dei fatti costitutivi  del  credito tributario, che resta sempre deducibile

Il divieto di proporre nuove eccezioni in sede di gravame, previsto all'art. 57, secondo comma, d.lgs. n. 546 del 1992, concerne tutte le eccezioni in senso stretto, consistenti nei vizi d'invalidità dell'atto tributario o nei fatti modificativi, estintivi o impeditivi della  pretesa fiscale, non estendendosi anche alle eccezioni improprie o alle mere difese e, cioè, alla contestazione dei fatti costitutivi  del  credito tributario, che resta sempre deducibile

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