Archivi annuali: 2023

Corte di Cassazione sentenza n. 32326 depositata il 2 novembre 2022  – Per gli accertamenti a mezzo studi di settore il requisito della “grave incongruenza” di cui all’art. 62-sexies, comma 3, l. n. 331 del 1993, conv. con mod. dalla l. n. 427 del 1993, costituisce presupposto impositivo necessario per gli avvisi di accertamento su di essi fondati, senza che assuma rilievo, per gli avvisi notificati successivamente al 1° gennaio 2007, la modifica dell’art. 10, comma 1, l. n. 146 del 1998 operata con l’art. 1, comma 23, l. n. 296 del 2006, in quanto priva di portata innovativa e diretta ad assicurare, secondo una interpretazione sistematica e costituzionalmente orientata, una funzione di mera semplificazione e coordinamento normativo attesa l’abrogazione dei commi 2 e 3 del medesimo art. 10, ad opera dell’art. 37, comma 2, lett. b, d.l. n. 226 del 2006, e l’estensione della tipologia di accertamento a prescindere dalla contabilità adottata

Per gli accertamenti a mezzo studi di settore il requisito della "grave incongruenza" di cui all'art. 62-sexies, comma 3, l. n. 331 del 1993, conv. con mod. dalla l. n. 427 del 1993, costituisce presupposto impositivo necessario per gli avvisi di accertamento su di essi fondati, senza che assuma rilievo, per gli avvisi notificati successivamente al 1° gennaio 2007, la modifica dell'art. 10, comma 1, l. n. 146 del 1998 operata con l'art. 1, comma 23, l. n. 296 del 2006, in quanto priva di portata innovativa e diretta ad assicurare, secondo una interpretazione sistematica e costituzionalmente orientata, una funzione di mera semplificazione e coordinamento normativo attesa l'abrogazione dei commi 2 e 3 del medesimo art. 10, ad opera dell'art. 37, comma 2, lett. b, d.l. n. 226 del 2006, e l'estensione della tipologia di accertamento a prescindere dalla contabilità adottata

Corte di Cassazione sentenza n. 32322 depositata il 2 novembre 2022  – L’impugnazione per revocazione delle sentenze della Corte di cassazione è ammessa nell’ipotesi di errore da questa compiuto nella lettura degli atti interni al giudizio di legittimità, il quale presuppone l’esistenza di divergenti rappresentazioni dello stesso oggetto, emergenti una dalla sentenza e l’altra dagli atti e documenti di causa. In altri termini, l’errore in questione presuppone il contrasto fra due diverse rappresentazioni dello stesso fatto, delle quali una emerge dalla sentenza, l’altra dagli atti e documenti processuali, sempreché la realtà desumibile dalla sentenza sia frutto di supposizione e non di giudizio, formatosi sulla base di una valutazione

L’impugnazione per revocazione delle sentenze della Corte di cassazione è ammessa nell’ipotesi di errore da questa compiuto nella lettura degli atti interni al giudizio di legittimità, il quale presuppone l’esistenza di divergenti rappresentazioni dello stesso oggetto, emergenti una dalla sentenza e l’altra dagli atti e documenti di causa. In altri termini, l'errore in questione presuppone il contrasto fra due diverse rappresentazioni dello stesso fatto, delle quali una emerge dalla sentenza, l'altra dagli atti e documenti processuali, sempreché la realtà desumibile dalla sentenza sia frutto di supposizione e non di giudizio, formatosi sulla base di una valutazione

Corte di Cassazione ordinanza n. 32263 depositata il 2 novembre 2022 – In materia di vizio di omessa notifica della cartella di pagamento, il vizio formale non può essere ridotto alla mera dimensione di vizio proprio dell’atto ma costituisce un vizio procedurale che incidendo sulla sequenza procedimentale stabilita dalla legge a garanzia del contribuente determina l’illegittimità dell’intero processo di formazione della pretesa tributaria la cui correttezza è assicurata mediante il rispetto dell’ordinato progredire delle notificazioni degli atti destinati con diversa e specifica funzione a portare quella pretesa nella sfera di conoscenza del contribuente e a rendere possibile per quest’ultimo un’efficace diritto di difesa

In materia di vizio di omessa notifica della cartella di pagamento, il vizio formale non può essere ridotto alla mera dimensione di vizio proprio dell'atto ma costituisce un vizio procedurale che incidendo sulla sequenza procedimentale stabilita dalla legge a garanzia del contribuente determina l'illegittimità dell'intero processo di formazione della pretesa tributaria la cui correttezza è assicurata mediante il rispetto dell'ordinato progredire delle notificazioni degli atti destinati con diversa e specifica funzione a portare quella pretesa nella sfera di conoscenza del contribuente e a rendere possibile per quest'ultimo un'efficace diritto di difesa.

Corte di Cassazione ordinanza n. 32222 depositata il 2 novembre 2022 – L’esistenza del giudicato esterno è sempre rilevabile anche d’ufficio, anche nell’ipotesi in cui il giudicato si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata: si tratta, infatti, di un elemento assimilabile al comando giuridico, perché destinato a fissare la regola del caso concreto, la cui interpretazione non si esaurisce in un giudizio di mero fatto

L'esistenza del giudicato esterno è sempre rilevabile anche d'ufficio, anche nell'ipotesi in cui il giudicato si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata: si tratta, infatti, di un elemento assimilabile al comando giuridico, perché destinato a fissare la regola del caso concreto, la cui interpretazione non si esaurisce in un giudizio di mero fatto

Residenza fiscale – Criteri convenzionali – Split year – Risposta n. 73 del 18 gennaio 2023 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 73 del 18 gennaio 2023 Residenza fiscale - Criteri convenzionali - Split year Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito La Signora Tizia (di seguito anche Istante o Contribuente) riferisce di essere in possesso della cittadinanza sia svizzera che italiana, di essere stata [...]

Dividendi provenienti da Paese black list – Articolo 89, comma 3 del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 – Risposta n. 72 del 18 gennaio 2023 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 72 del 18 gennaio 2023 Articolo 89, comma 3 del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 - Dividendi provenienti da Paese black list Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito La società Alfa S.r.l. (di seguito anche ''Alfa'' o [...]

Dividendi incassati successivamente ad operazione di riorganizzazione – Articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 – Risposta n. 71 del 18 gennaio 2023 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 71 del 18 gennaio 2023 Articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 - Dividendi incassati successivamente ad operazione di riorganizzazione Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito La società ALFA SPA (d'ora in avanti anche l'''istante'' o la ''società''), rappresenta che: [...]

Credito d’imposta per l’acquisto della carta – Dipartimento per l’informazione e l’editoria – PRESIDENZA del CONSIGLIO dei MINISTRI – Comunicato del 18 gennaio 2023

PRESIDENZA del CONSIGLIO dei MINISTRI – Comunicato del 18 gennaio 2023 Dipartimento per l'informazione e l'editoria - Credito d’imposta per l’acquisto della carta Dalle ore 10.00 del 19 gennaio e fino alle ore 17.00 del 21 febbraio 2023, è possibile presentare la domanda per il credito d’imposta riconosciuto, per l’anno 2022, alle imprese editrici di [...]

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